Nella serata di mercoledì 01 agosto si è riunito il comitato regionale di Epav per fare il punto sui principali temi politici regionali e nazionali, prima della pausa estiva.
Il movimento ha accolto con piena soddisfazione la nomina di Luca Girasole quale nuovo Assessore alle Politiche sociali, all'Edilizia residenziale pubblica e alle Pari opportunità del Comune di Aosta, in sostituzione del dimissionario Marco Sorbara neo eletto in Consiglio Regionale, consapevole che tale passaggio di consegne, oltre a rappresenta un importante riconoscimento per la serietà e la competenza dimostrata dai propri rappresentanti in seno all’amministrazione comunale, permetterà ad Epav di contribuire con maggiore energia all’azione politica di rilancio del Capoluogo, facendosi pieno carico delle nuove responsabilità.
Analogamente, si fanno i complimenti a Giuseppe Grassi per la sua attiva partecipazione al Conseil des jeunes valdotains, attività in corso in questi giorni ad Aosta e che rientra nell’ambito delle iniziative promosse dal Consiglio Regionale per favorire l’avvicinamento dei giovani alla politica, tema assolutamente di attualità e molto caro ad Epav.
EPAV esprime forte preoccupazione per il mancato finanziamento di 6 milioni alla Casinò S.p.A., da parte della Giunta e della maggioranza regionale, finanziamento peraltro previsto dalla Legge Regionale, fondamentale per portare a conclusione Il piano di ristrutturazione. Una incredibile mancanza di assunzione di responsabilità da parte della coalizione che governa la nostra regione, fortemente impegnata in questi giorni nella spartizione delle poltrone.
Il comitato regionale esprime, quindi, la propria preoccupazione in merito alla deriva culturale che si sta manifestando nel Paese verso posizioni xenofobe e di generale discriminazione, anche alla luce delle quotidiane dichiarazioni rilasciate da parte di importanti esponenti del governo nazionale, la cui azione politica e amministrativa continua, purtroppo, a fondarsi sulla mera esaltazione demagogica e velleitaria delle aspettative e dei timori dei cittadini con il solo scopo di mantenere il consenso elettorale, senza preoccuparsi delle reali ripercussioni economiche e dei possibili rischi di tenuta sociale che una tale logica porta con sé.
Fenomeni questi, a cui la nostra regione non è certamente estranea e che hanno già avuto evidenti e concrete manifestazioni nell’atteggiamento quanto mai oltranzista assunto dall’attuale Prefetto/Presidente della Giunta verso tutto ciò che non sia allineato al “nuovo dogma leghista”, per il quale la messa al bando di 25 tra uomini e donne colpevoli di vedere il proprio paese dilaniato dalla guerra, rappresenta una vittoria politica da dedicare al “capobastone” nazionale.
Epav condanna in modo fermo e categorico questo sistema di concepire la “cosa pubblica”, prendendo altresì le distanze nei confronti di chi si erge a paladino del “cambiamento” avendo quale risorsa solo sterili slogan da adattare a seconda dell’abito indossato e dove la parola “dignità” rappresenta l’ennesima trovata pubblicitaria per ricevere gli applausi di una claque eterodiretta secondo lo schema della società-formicaio tanto cara al padre fondatore, dove uno vale uno fintanto che svolge silente il compitino assegnatogli dall’alto. Non ci si può stupire, quindi, del completo appiattimento al “diktat grillino” che caratterizza l’azione romana della Deputata Valdostana, quanto mai assente dal dibattito locale e di fatto rappresentante solo degli interessi del partito-azienda al quale ha ceduto il proprio account politico.
E’ evidente che non si può più fare finta di niente e restare silenti di fronte ad una simile situazione equivale ad esserne implicitamente complici se non addirittura compiacenti.
Auspichiamo, dunque, che le forze politiche autonomiste e progressiste siano capaci di attivare in tempi brevi un dialogo costruttivo e risolutivo per (ri)trovare le convergenze necessarie a riaffermare con forza e nuovo vigore la capacità della Valle d’Aosta di perseguire un autogoverno coerente con i valori fondativi propri dell’Autonomia, scaturiti in primis dalla Resistenza e dalla lotta di liberazione antifascista. Principi non negoziabili e, soprattutto, non trasferibili a movimenti nazionali sovranisti per definizione o vocazione, in quanto appartengono alla storia delle nostre montagne, confini naturali verso quell’Europa che deve restare “aperta”, in quanto non può mancare un genuino sentimento di ospitalità e fratellanza tra i popoli che abitano ai piedi degli opposti versanti, così come tra coloro che si affacciano sulle rive dello stesso mare.
Su tali basi, gli uomini e le donne di Epav sono pronti a dare il loro piccolo grande contributo.










