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CULTURA | 26 marzo 2020, 12:00

Le terzine del giovane aostano Xavier Trevisan premiate nel ‘Dante dì’

RESTIAMO A CASA Dall’Inferno del Coronavirus al Purgatorio dell’isolamento sino al Paradiso di chi opera contro la malattia nella giornata che ha celebrato Dante Alighieri

Xavier Trevisan, appassionato dantista

Xavier Trevisan, appassionato dantista

Xavier Trevisan, nato ad Aosta, classe 2001, studente all’ultimo anno del Liceo Classico, ha partecipato vincendo un premio alla #maratonapoetica organizzata dal Museo “Casa di Dante” di Firenze, concorso nazionale di poesia dantesca in occasione del “Dante dì” che si è svolto mercoledì 25 marzo in tutta Italia e nel mondo.

Il regolamento chiedeva di scrivere da una a tre terzine di endecasillabi con chiusa per una o più cantiche della Commedia, a scelta. Xavier Trevisan ha partecipato a tutte e tre le cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso ed ha vinto il primo premio nella categoria del Paradiso.

Il premio consiste nella visita a numero chiuso della Casa di Dante, alla riapertura dopo l’aggiornamento e il nuovo allestimento museale, con la presenza del Sindaco di Firenze, del Rettore dell’Università di Firenze e di autorità culturali e dell’attore Francesco Pannofino, doppiatore di Dante, nella nuova sala dedicata alla Divina Commedia.

“Ho partecipato alla #maratonapoetica con nove terzine con chiusa – dice Xavier Trevisan – chiedendomi quanto ancora Dante possa insegnarci, oggi e ancora di più in questo tempo così difficile. Ecco allora l’Inferno della malattia, il Purgatorio della quarantena e il Paradiso del lavoro dei medici, infermieri, operatori che stanno salvando moltissime vite. In queste brevi composizioni ho cercato di inserire tutto il mio amore per Dante, attualizzandolo al problema Coronavirus che stiamo vivendo in questi mesi”.

La terzina che ha vinto:

Paradiso

La gloria d'un Paese che resiste / i' vo' cantar, di medici e infirmieri / che compiono prodezze già mai viste. /  Di questi magni spirti, condottieri / laudare voglio l'opera benigna / che salva ancor dal morbo, come ieri. /   D'amore infervorati da Ciprigna / pazienti salvan, fanno cose belle / alacri salvator de la Sua vigna, / mossi d'amor che move Sole e stelle.     

Le altre terzine

Inferno  

Nel mezzo di 'sì dura quarantena, / rifulge luce di opportunitate: / sentire mio 'l poeta ch' altrui mena /   diritto con sua penna, sommo vate / che a viaggio d'oltretomba è fatto degno / da la divina Luce, Sua bontate. /   E queste mie parole celan segno / di gran passion, di vocazion dantesca, / che 'n questa pestilenza, 'n me qual legno /  rinova fiamma, brucia 'n me qual esca.

Purgatorio  

L'ascesa faticosa d'esto calle / fa 'n noi gravar in casa chiusi stare / qual quei che con macigno curvan spalle. /  Ma se 'l presente dona gioie rare / nostra sopportazion ci fa godere: / sudiamo, fatichiamo per tornare /   al Ciel ch'alluma a Luna le sue sere, / con luminose stelle più s'adorna; / torniamo in Fonte della vita a bere, / qual freccia che scoccata, 'n sù ritorna.  

red. spe.

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