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CRONACA | 20 novembre 2019, 21:33

Può estendersi a macchia d'olio l'inchiesta sulla discarica di Pompiod

Sul piano politico, il Consiglio Valle ha approvato una risoluzione che 'impegna l'Assemblea ad approvare celermente le opportune modifiche legislative" per stoppare l'arrivo 'di rifiuti speciali provenienti da altre regioni'

Può estendersi a macchia d'olio l'inchiesta sulla discarica di Pompiod

Saranno interrogate nei prossimi giorni dagli inquirenti alcune persone 'al corrente dei fatti' nell'abito dell'inchiesta della procura di Aosta per gestione illecita di rifiuti e inquinamento ambientale che ha condotto al sequestro della discarica di Pompiod ad Aymavilles.

Gli indagati ad oggi sono quattro ma, sottolineano gli investigatori del Gruppo Aosta delle Fiamme Gialle che hanno condotto il sequestro dell'area insieme al Corpo forestale valdostano, "le indagini sono all'inizio, il decreto di sequestro del sito di Pompiod è il primo atto formale dell'inchiesta e la mole di lavoro è tanta, così come lungo è il lasso di tempo durante il quale potrebbero essere stati commessi gli illeciti".

Martedì mattina finanzieri e forestali hanno perquisito uffici e abitazioni di 15 persone tra la Valle d'Aosta, la Lombardia e la Toscana: sono dirigenti e amministratori regionali valdostani, i gestori della discarica di Pompiod nonchè imprenditori del settore del conferimento di rifiuti speciali di fuori Valle.

E' probabile che il fascicolo penale, oggi inaccessibile anche agli stessi indagati, contenga più di quanto ora si immagini. Le oltre 1.150 tonnellate di rifiuti di categorie non ammesse - secondo gli inquirenti - ma depositate a partire dal giugno 2018 nella discarica di Pompiod sarebbero rifiuti speciali non pericolosi che non sarebbero dovuti confluire una discarica per inerti; si tratta in massima parte di terre e rocce provenienti da siti di bonifica ambientale, che pur se qualificati come 'non pericolosi' potrebbero necessitare di ulteriori controlli. Ma le perquisizioni anche domiciliari lasciano intendere che gli inquirenti potrebbero sospettare un 'giro' più vasto di presunti illeciti. E che ai reati di natura principalmente amministrativa potrebbero aggiungersene altri di natura prettamente ambientale a sostegno di uno dei capi d'accusa (per l'appunto inquinamento ambientale ndr).

Con il decreto di sequestro eseguito dalla Guardia di finanza e dal Corpo forestale, gli inquirenti mirano ad approfondire la natura dei rifiuti che si trovano in discarica e si avvaleranno della consulenza di un professionista specializzato nelle analisi di inerti. Potrebbe essere lo stesso che nel maggio 2010  fu chiamato come consulente dalla procura quando gli agenti dell'aliquota della polizia giudiziaria della Forestale sequestrarono 34 mega-sacchi (i cosiddetti big-bags ndr) di rifiuti industriali abbandonati lungo la pista di motocross a Quart, vicino alla Dora. All'epoca nel registro degli indagati oltre al nome dell'autotrasportatore furono iscritti quelli dei titolari di due ditte con sede nella cintura di Torino, incaricate del trasporto e del recupero dei rifiuti industriali, conferiti da altre imprese piemontesi.

Dalle indagini risultò che le due aziende avevano ritirato e smaltito illegalmente circa 1.200 maxi-sacchi di materiale da recuperare: di questi oltre a quelli rinvenuti a Villefranche altri 700 furono ritrovati nella periferia torinese. Dai conteggi ne mancavano almeno altri 400, che alcuni testimoni asserirono fossero stati scaricati in Valle d'Aosta. Il processo per quella vicenda fu celebrato ad Aosta e si concluse con patteggiamenti e pene lievi. I big-bags non furono mai ritrovati e le ditte di smaltimento, dopo aver pagato le sanzioni comminate, ripresero la loro attività di stoccaggio e trasporto rifiuti.

Dalle carte giudiziarie agli scranni della politica

L'inchiesta sulla discarica di Pompiod è entrata di prepotenza nell'aula del Consiglio Valle: l'adunanza di mercoledì 20 novembre è stata occupata dalla discussione politica sulle opportunità di chiudere la discarica revocando le autorizzazioni, ma soprattutto sulle passate responsabilità politiche dei vari assessori regionale all'Ambiente che si sono succeduti negli ultimi anni. In serata l'Assemblea, nel prendere atto della petizione popolare volta a conoscere la provenienza e la tipologia dei rifiuti smaltiti nella discarica di Pompiod, ha approvato una risoluzione il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha approvato una risoluzione depositata dai consiglieri dell'Uv Barocco, Peinetti, Bianchi e Farcoz; di Alliance Valdotaine Morelli e Nogara; di Rete Civica-Alliance Citoyenne Minelli e Bertin; di Stella Alpina Marquis.

Il testo, che ha ottenuto 18 voti a favore (AV, UV, SA, PNV-AC-FV, RC-AC), 1 contrario (ADU-VdA) e 15 astensioni (Lega VdA, Mouv', M5S, GM), impegna il Consiglio Valle "ad approvare celermente le opportune modifiche legislative al fine di poter porre vincoli all'accettazione di rifiuti speciali provenienti da altre regioni, con lo scopo di disincentivare la realizzazione e l'utilizzo di discariche per il conferimento di rifiuti speciali, soggetti a caratterizzazione"; ad approvare "una norma regionale di revisione in aumento del tributo speciale per lo smaltimento in discarica dei rifiuti speciali non pericolosi provenienti da fuori Valle"; a dare avvio "al processo di revisione del documento di pianificazione riguardante la gestione dei rifiuti speciali contenuto nel Piano regionale di gestione dei rifiuti", a rafforzare "il ruolo tecnico-scientifico di Arpa VdA in materia di rifiuti, nelle attività di controllo e supporto alle strutture regionali e agli enti locali nonché di relazionare periodicamente alla terza Commissione consiliare e ai comitati cittadini sugli esiti delle attività di controllo degli impatti prodotti dalle discariche per rifiuti speciali sulle matrici ambientali e a renderli pubblici".

p.g.

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