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CRONACA | 19 novembre 2019, 19:20

Nella discarica di Pompiod stoccati oltre un milione di chili di terre e rocce non ammissibili'

Il problema della discarica era già stato slolevato nel 2017 da Aostacronaca e poi da Legambiente. Il M5S, che a ottobre innescò dibattito in Consiglio Valle sull'opportunità di mantere aperto il sito, teme 'gravi conseguenze ambientali e sociali'; Adu ora chiede di stoppare l'iter di apertura della discarica sullo Chalamy

Nella discarica di Pompiod stoccati oltre un milione di chili di terre e rocce non ammissibili'

Sarebbero rifiuti speciali non pericolosi, le oltre 1.150 tonnellate di rifiuti di categorie non ammesse - secondo gli inquirenti - ma depositate a partire dal giugno 2018 nella discarica di Pompiod, ad Aymavilles, posta sotto sequestro su ordine del pm Eugenia Menichetti. Materiali che, in base alla relazione sull'anno 2018 compilata del gestore del sito, la società Ulisse 2007 srl - non sarebbero dovuti confluire una discarica per inerti; si tratta in massima parte di terre e rocce provenienti da siti di bonifica ambientale, che pur se qualificati come 'non pericolosi' potrebbero necessitare di ulteriori controlli. Con il decreto di sequestro eseguito dalla Guardia di finanza e dal Corpo forestale, gli inquirenti mirano ad approfondire la natura dei rifiuti che si trovano in discarica e si avvaleranno della consulenza di un professionista specializzato nelle analisi di inerti. Da oggi martedì 19 novembre l'unica attività autorizzata nell'area è la manutenzione, mentre sarà impossibile conferire qualunque materiale di scarto fino al dissequestro.

Le indagini procedono serrate, attualmente sono quattro gli indagati per reati ambientali: l’attuale Amministratore Unico di Ulisse 2007 srl, Umberto Cucchetti; il rappresentante legale di Agrigarden Ambiente srl, società collegata ad Ulisse 2007, Fabrizio Zandonatti; l’ex gestore della discarica, Silvio Cuneaz che tramite una società e anche proprietario del terreno occupato dalla struttura e la dirigente regionale responsabile del settore Ambiente, Ines Mancuso.

La discarica di Pompiod è da alcuni mesi al centro di un confronto politico innescato dal M5S con molteplici iniziative in Consiglio Valle nonchè in Parlamento con la richiesta di intervento, a ottobre, del ministero dell'Ambiente per una verifica tecnica sui conferimenti in discarica. Il M5S a settembre aveva appoggiato da subito la petizione dei residenti di Pompiod che chiedevano alla Giunta regionale di chiudere il sito.

"Il Movimento 5 Stelle VdA segue con preoccupazione lo svolgersi degli eventi -  si legge in una nota diffusa nel pomeriggio dalla segreteria del Movimento - consapevole delle gravi conseguenze ambientali e sociali che si delineano se si dovessero accertare reati tanto gravi per l’ambiente e per la salute dei valdostani". 

Per L'associazione ambientalista Valle Virtuosa "ora che la discarica di Pompiod è stata messa sotto sequestro i politici che l’anno autorizzata o accettata non possono più sostenere di aver agito nell’interesse della comunità e del territorio. L'unica cosa saggia che possono fare ora è porre le proprie scuse alla popolazione e dare le dimissioni".

E il Movimento Ambiente Diritti Uguaglianza-Adu ha diffuso un comunicato in cui si augura "che anche per quanto riguarda la discarica sullo Chalamy (tra Champdepraz e Champorcher ndr) si ascoltino le richieste dei cittadini che animano il Comitato 'La Valle non è una discarica'". Comitato, ricorda Adu, che "ha dato inizio a una raccolta di firme contro l'apertura della nuova discarica e, contestualmente, per la chiusura di quella di Pompiod".
"Adu VdA sarà sempre in prima linea a sostegno delle associazioni - conclude la nota - nel loro prezioso lavoro sul territorio, e al loro fianco nelle richieste e sollecitazioni presso il Consiglio Valle e presso tutte le Istituzioni competenti, per portare avanti innanzitutto le istanze dei cittadini in difesa dell'ambiente, della salute e della legalità".

p.g.

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