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AMBIENTE | 30 giugno 2019, 08:00

L’interesse di Iren per Cva parte dal Governo Renzi

Sostenere oggi che si tratti di una novità l'interessamento di Iren nei confronti di CVA è sbagliato. Lo ribadisce il Comitato giù le mani dalle acque e da CVA

L’interesse di Iren per Cva parte dal Governo Renzi

"Sostenere oggi che si tratti di una novità l'interessamento di Iren nei confronti di  CVA è sbagliato; è almeno dal 2014 con l'incentivo alle fusioni previsto dal governo Renzi, che le  quattro grandi multiutility (Iren, Acea, A2A e Hera) si stanno guardando intorno per  capire dove poter crescere.  E l'occasione per Iren era quella di espandersi nel Nord-Ovest”. E’ quanto sostiene il Comitato giù le mani dalle acque e da CVA che riporta uno studio approfondito  di Equita Sim e ripreso e pubblicato in parte su Altraeconomia: “Complessivamente  sono una decina le società non quotate “preda”, tra la Liguria, il Piemonte, e la Valle  d'Aosta, dove la CVA, potrebbe entrare nell'orbita di Iren”.

Il Comitato fa poi osservare che il modello Iren, che ha ufficializzato alla Regione che prevede la costituzione di una nuova società al 50% con Cva, “è stato portato più volte come esempio da  seguire da alcuni relatori della Commissione speciale e anche dai vertici della CVA.  Quindi niente di nuovo sotto il sole”.

In attesa di sentire cosa deciderà il Consiglio Valle e la Giunta il  Comitato ribadisce la sua richiesta: qualunque decisione circa il futuro della  CVA, quotazione, vendita, fusione, ecc. deve essere sottoposto a referendum  consultivo popolare.

“A chi oggi propone di tenere gli occhi aperti, ci permettiamo di ricordare – sostiene il Comitato - che anche la quotazione è tecnicamente e nei fatti una vendita, per il momento forse del 35%  delle azioni di CVA, ma che spalanca la strada a successive possibili vendite di altre quote, fino alla perdita del controllo e della proprietà della CVA”.

E’ ferma la posizione del Comitato: “Non si vende nulla a Iren, né si prosegue sulla strada della  quotazione, come vorrebbero fare i superstiti di una maggioranza che non esiste più.  E comunque non basta avere gli occhi aperti, bisogna saper vedere e avere uno sguardo profondo e intelligente, che sappia cogliere  complessivamente tutta la realtà della vicenda CVA. Che non può e non deve essere  ridotta solo a delle valutazioni tecnico-economiche, il cui criterio di valutazione è il  guadagno immediato”.

Il Comitato giù le mani dalle acque e da CVA ribadisce la disponibilità a partecipare a pubblici dibattiti e a tal proposito ricorda l’appuntamento del 4 luglio alle Murasse di Verrés alle ore 20,30 dove il Comitato spiegherà le sue ragioni del suo “Giù le mani dalle acque pubbliche”.

red. eco.

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