Zona Franca | giovedì 18 luglio 2019 22:13

Zona Franca | 03 giugno 2019, 08:00

LE RIFLESSIONI DI UN LETTORE CHE CHIEDONO RISPOSTE

LE RIFLESSIONI DI UN LETTORE CHE CHIEDONO RISPOSTE

Egregio Direttore,

leggo assiduamente la Rubrica Chez nous e, oltre ai più sinceri complimenti per il suo impegno nel cercare di dare sia stimoli sia punti di vista molto concreti e puntuali sulle nostre miserie politiche, vorrei sottoporle alcune riflessioni per avere il suo, a mio avviso autorevole, parere.

Le chiedo questo: premesso che, ovviamente, nessuno degli attuali "politichini" è stato eletto con la nuova legge elettorale, secondo Lei chi di loro sarebbe così “ben” disposto a sottoporsi al reale rischio di perdere la poltrona sapendo benissimo che i soli e soliti voti del proprio "giardinetto"( che con il meccanismo delle preferenze "magicamente" venivano moltiplicati con l'astuzia, arguzia e con qualunque termine creda sia più opportuno usare, senza per forza, pensare a "cosca nostra") non saranno più sufficienti per essere rieletti alle Regionali?

Le manovre del presunto “burattinaio” La Torre tramite l’innesco dell’ennesimo  "Gremmo"  della situazione che fa saltare l’ennesima giunta che, a sua volta, crede di essere l’unica (come tutte le altre prima di lei) ad essere legittimata al SACRIFICIO di sostenere la governabilità di questa Regione, non le sembra un escamotage per tornare alle urne con il vecchio sistema delle scambio delle preferenze cosa che, per di più, potrebbe stare bene a tutti ma nessuno si lascia sfuggire di bocca per evitare la pubblica gogna?

E’ un errore pensare che abbassare il quorum per il premio di maggioranza da principio sia stato voluto da Uv e Uvp per cercare  avvantaggiare "La Réunion" (nel vano tentativo di tagliare fuori tutti gli altri), e, visto che ora tale manovra rischia di essere un autogol per gli autonomisti dopo lo scivolone delle europee essendo più utile probabilmente alla Lega che agli altri, sarebbe preferibile andare ad elezioni costringendo tutti a scendere a compromessi tra vincitori e vinti come succede tutt’ora?

Secondo Lei il rischio di lasciare il premio di maggioranza ad una coalizione definita da molti “di deriva sovranista” sarà il “pony” di battaglia di chi non si riconosce con la cosiddetta Destra o questi saranno in grado di dare migliori giustificazioni per presentarsi all'elettorato quale valida alternativa a baluardo dell’autonomia Valdostana?

Chiedo scusa per essermi dilungato e, aspettando con molta curiosità le Sue riflessioni, la ringrazio per l’attenzione e le porgo cordiali saluti.

Con stima Ri.Mi.

Caro Lettore, grazie per l’attenzione anche se le sue parole sono troppo generose. Cercherò di risponderLe con estrema schiettezza alle sue domande seguendo l'ordine con il quale le ha poste.

Mi chiede: chi di loro (i politichini) sarebbe così “ben” disposto a sottoporsi al reale rischio di perdere la poltrona sapendo benissimo che i soli e soliti voti del proprio "giardinetto" non bastano per essere rieletti. Sono certo che a nessuno passa nell'anticamera del cervello di andare al voto, soprattutto ora che non c’è più il dispensatore di preferenze. Per questo le crisi di Giunta si susseguono e le maggioranze sono variabili come la luna.

Fa poi riferimento alle manovre del presunto “burattinaio” La Torre. Più che presunto direi accertato. Dispiace che, per realizzare i suoi progetti che poco conosco, si accompagni a mezze scamorze per realizzare i suoi progetti che poco conosco. La Torre è uno dei pochi valdostani politicamente intelligenti, ma non sa mettere a frutto le sue capacità.

Lei ha parlato di innesco dell’ennesimo Gremmo. Ricordo che Roberto Gremmo operava in prima persona. In politica delegare l’attuazione delle idee è un grave errore soprattutto se ci si affida a teste che scoppiano di segatura. Qualche altro eccellente ha fatto lo stesso errore.

Lei parla di Governabilità: ma questa né la precedente Giunta hanno governato; hanno occupato le sedie. Governabilità significa guidare, progettare, proporre, decidere e realizzare. Sono troppi i politichini indebitati per vicende processuali e se non venissero rieletti rimarrebbero senza pezze nel sedere e magari senza lavoro. Qualcuno rischierebbe persino di perdere il posto al casino dopo che con i loro voti l’hanno ridotto al quasi fallimento.

La nuova legge elettorale sarà applicata a partire da metà giugno e quindi possiamo dire che con la prossima tornata elettorale i valdostani esprimeranno una sola preferenza. Penso però che una sola preferenza sia con lo scrutinio centralizzato che impedisce il controllo del voto. Anzi, la preferenza unica  potrebbe persino favorire l’astensionismo. La soluzione sarebbe l’elezione diretta del Presidente della Regione. Ma all’orizzonte non si vede nessun potenziale candidato.

Per quanto riguarda l’eventuale risultato di un’eventuale elezione anticipata sono certo che gli equilibri non sarebbero più quelli dello scorso anno o delle Europee. Sono infatti convinto che i risultati elettorali precedenti sono stati condizionati dall’onda lunga della campagna elettorale nazionale. Onda lunga che ha travolto gli autonomisti per l’incapacità, l’inefficienza e l’improvvisazione di chi li dirige.

Francamente non credo che il pony della deriva sovranista possa trovare fieno sufficiente per centrare il premio di maggioranza. Ma la questione è scegliere una data lontana dalle elezioni nazionali che potrebbero essere convocate per inizio autunno con un governo di antica memoria; un governo balneare, che porterà avanti la baracca Italia.

In Valle il problema è che l’Autonomia non è più un baluardo ma un guado per chi vuole vagabondare nel pantano della politichetta targata Ao per farsi gli affari propri.

Caro Lettore, spero di avere soddisfatto le sue domande che denotano competenza politica e idee chiare su cosa è la Politica.Per questo mi permetto di invitarLa a scendere in campo. R Per quanto possa valere Aostacronaca La sosterrà. pi.mi.

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