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ECONOMIA | 15 marzo 2019, 15:50

Cisl VdA 'Occorre una svolta per sbloccare i cantieri e rilanciare l'occupazione'

Cisl VdA 'Occorre una svolta per sbloccare i cantieri e rilanciare l'occupazione'

"Quella di oggi è una grande piazza, una grande manifestazione di uomini e donne di un settore importante per la crescita del Paese". Così la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, oggi in piazza del Piazza del Popolo a Roma  con la Filca Cisl ed i lavoratori edili di tutti i comparti del settore mobilitati da oltre un mese con assemblee, presidi, manifestazioni in tutti i territori, per lo sciopero unitario indetto dalle federazioni di categoria Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil a sostegno della richiesta di rilancio del settore, per l'occupazione e gli investimenti.

Quello delle costruzioni, è il settore che più ha sofferto della crisi con un'emorragia di 600 mila posti di lavoro e migliaia di aziende chiuse e fallite ha ricordato la leader della Cisl.

"Le infrastrutture sono un volano per la crescita. Per ogni euro investito ne sviluppano 3. Il nostro è un Paese che ha bisogno di infrastrutture per collegare nord e sud ma anche per collegarsi con il resto dell'Europa, ha bisogno di interventi infrastrutturale per mettere in sicurezza il territorio. Bisogna sbloccare le 600 opere bloccate. Occorre una svolta - ha ribadito - per sbloccare i cantieri e rilanciare l’occupazione in questo settore fondamentale per il Paese". E sull'incontro di oggi a Palazzo Chigi "il Governo ora ci ascolti  - ha detto - e mi auguro che cambi rotta". 

Lo sciopero dei lavoratori dell'edilizia, cemento, lapidei, legno, arredo e laterizi,  ha già prodotto un primo risultato con la convocazione oggi dei sindacati a Palazzo Chigi sul decreto sblocca-cantieri. All'incontro parteciperanno i leader di Cgil, Cisl e Uil. Con loro una delegazione della Cisl della Valle d'Aosta

"Al governo - ricordano Jean Dondeyma e Fabrizio De Gattis, rispettaviamente segretario generale della Cisl VdA e segretario di categoria edili - chiediamo politiche per affrontare la crisi del comparto, che ha già prodotto la perdita di 600mila posti di lavoro e di 120mila aziende costrette a chiudere i battenti. Tav, ma non solo. I sindacati sollecitano lo sblocco dei cantieri e la realizzazione di infrastrutture necessarie allo sviluppo del Paese".

Dal palco di piazza del Popolo gli interventi dei segretari generali di Fillea, Filca e Feneal (Alessandro Genovesi, Franco Turri e Vito Panzarella). Presenti alla manifestazione oltre alla leader della Cisl, Maurizio Landini, e Carmelo Barbagallo. All'incontro di oggi a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte, cui parteciperà anche il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, le organizzazioni sindacali chiederanno l'apertura di un tavolo con l'obiettivo di mettere in atto un nuovo piano di investimenti, completare le opere incompiute e riaprire i cantieri, la messa in sicurezza di territori, strade, ponti ed edifici pubblici.

E, inoltre, incentivi per le imprese. "Bene nel metodo un tavolo parti sociali-Governo su come sbloccare i cantieri - hanno detto Panzarella, Turri e Genovesi - questo è un primo risultato delle mobilitazioni confederali e di categoria. Questo sciopero diventa ancora più importante per sostenere le proposte del mondo del lavoro, le quali più che rivendicare nuove regole chiedono politiche industriali, investimenti, azioni di sistema finanziarie e sulla qualità dell'occupazione, per difendere il lavoro che c'è e crearne di nuovo, stabile, ben pagato e sicuro".

Tanti i messaggi di solidarietà che sono arrivati alle categorie degli edili, per esempio dalle federazioni mondiale ed europea (Bwi e Fetbb) e da numerosi Paesi come Romania, Serbia, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Danimarca, Svezia, Argentina, Sud Corea, Russia, Ucraina, Australia e Myanmar.

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