/ ECONOMIA

ECONOMIA | 08 luglio 2025, 18:36

Una montagna di riforme: il ritorno dello Stato tra i pendii

Grazie all’impulso di Forza Italia e del Dipartimento nazionale per la Montagna guidato da Emily Rini, la nuova legge quadro per le aree montane segna il ritorno della politica nei territori “alti”. Dalla gestione della fauna selvatica al riconoscimento delle professioni della montagna, si tratta di un passo importante che rilancia l’attenzione dello Stato sui territori fragili ma strategici

Emili Rini

Emili Rini

«Siamo protagonisti di un momento epocale per le comunità di montagna». Con queste parole, Emily Rini, responsabile nazionale del Dipartimento per le Politiche della Montagna di Forza Italia e segretaria regionale del partito in Valle d’Aosta, saluta l’approvazione alla Camera del disegno di legge quadro per il riconoscimento e la promozione delle zone montane.

Una legge attesa da oltre trent’anni e che ora, grazie anche al contributo diretto di Forza Italia, si avvia verso l’approvazione definitiva al Senato.

«Forza Italia – spiega Rini – si è confermata ancora una volta determinante nella predisposizione e nel miglioramento della nuova legge. Abbiamo lavorato con serietà, impegno e pragmatismo insieme agli operatori economici, alle associazioni di categoria e ai professionisti della montagna, costruendo un impianto normativo che guarda al futuro ma con i piedi ben piantati nei territori».

Il testo, nei vari passaggi parlamentari, ha visto accogliere 12 emendamenti e 8 ordini del giorno proposti proprio dal Dipartimento guidato da Rini. Tra questi, il riconoscimento del ruolo strategico di parchi e aree protette, che potranno finalmente accedere a finanziamenti specifici per progetti di ricerca sulla fauna selvatica. Una svolta che mette in connessione conservazione ambientale e sviluppo, evitando quella storica contrapposizione tra tutela e attività antropiche.

Ma non solo. La legge estende anche gli incentivi agli investimenti alle cooperative agricole e forestali e ai consorzi forestali, comprese le realtà partecipate dai Comuni. Una misura concreta che potrà dare nuova linfa al tessuto produttivo montano, oggi spesso in sofferenza.

«Tra le modifiche più rilevanti – sottolinea ancora Rini – c’è anche quella che rafforza la digitalizzazione nei piccoli Comuni, attraverso la continuità dei servizi di telefonia mobile e connessioni digitali. Un passo fondamentale per evitare l’isolamento e favorire la residenzialità nei territori di montagna».

A fianco degli emendamenti, gli ordini del giorno non sono da meno: tra questi, uno chiede al Governo di valutare l’estensione delle norme sui lavori usuranti agli addetti agli impianti a fune, mentre un altro avvia interlocuzioni sui diritti dei lavoratori forestali, da sempre pilastro silenzioso dei nostri territori alpini.

Infine, l’introduzione di agevolazioni fiscali per le professioni della montagna rappresenta – secondo Rini – «il riconoscimento di chi, con passione e sacrificio, custodisce un patrimonio di inestimabile valore per il nostro Paese, da Nord a Sud».

Una legge necessaria, finalmente.

La montagna torna finalmente al centro dell’agenda politica nazionale, dopo decenni di dimenticanze e interventi disorganici. Non è un caso che il provvedimento abbia raccolto consensi trasversali e abbia visto un attivismo costante da parte di Forza Italia e del Dipartimento per la Montagna.

In un’Italia che guarda sempre di più ai territori fragili per far fronte alle sfide ambientali e demografiche, questa legge rappresenta una base di partenza solida. Ma sarà il seguito a fare la differenza: l'attuazione, le risorse, la capacità di dialogare con le autonomie speciali, come la Valle d’Aosta.

Emily Rini ha dimostrato, anche in questa occasione, un radicamento politico e tecnico che le consente di essere punto di riferimento a livello nazionale e, al tempo stesso, di portare istanze valdostane nei palazzi romani.

Il rischio? Che tutto si fermi alla carta.
L’auspicio? Che la montagna diventi davvero laboratorio di politiche pubbliche innovative, inclusive e sostenibili.

pi/red

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore