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Chez Nous | martedì 13 marzo 2018, 11:25

Governo Finaosta Corte dei Conti Casino

Nell’introduzione del libro ‘Con i piedi nel fango - conversazioni su politica e verità' di Gianrico Carofiglio, sollecitato da Jacopo Rosatelli, si legge un passaggio del libro dello stesso autore dal titolo 'Con parole precise. Breviario di scrittura civile', pubblicato nel 2015: “Se ti capita di aver fatto il magistrato e il parlamentare, e di scrivere libri, ti capita anche, piuttosto spesso, di sentirti chiedere cosa abbiano in comune questi tre lavori.

La risposta è che queste tre attività così diverse fra loro hanno tutte a che fare con le parole e la verità. Meglio: con il potere delle parole e il dovere di usarle responsabilmente per dire, in forme e contesti diversi, la verità”. Il piacevole saggio di Carofiglio, come spiega Jacopo Rosatelli che ha scritto anche l’introduzione, “aiuta a ragionare sulla difficile complessità della relazione fra politica e verità”.

I piedi nel fango li hanno in questo momento 21 consiglieri regionali o ex tali che si trovano, per il loro voto, con le mani impastate dalla citazione della Corte dei Conti che chiede loro la restituzione di 144 milioni di euro per danni erariali causati alla Regione deliberando i finanziamenti al casino.

I magistrati avranno sicuramente le loro ragioni per aver agito come hanno agito. Chi ha deliberato lo ha fatto in base ad una delibera di Giunta, la numero 1465 del 20 luglio 2012, con la quale è stata incaricata la società Finaosta a stipulare due operazioni di mutuo per finanziare il piano di sviluppo del casino.

Nella delibera si legge esplicitamente che la Giunta delibera di “subordinare la concessione del mutuo da parte di Finaosta, alla verifica, da parte della stessa, della sostenibilità da parte della Casinò de la Vallée spa delle condizioni economiche e finanziarie del finanziamento”. Di più: la Giunta regionale ha stabilito che le erogazioni di Finaosta alla Casino spa dovevano essere pari al 62,5% della spesa documentata.

Dunque, pare di capire che la politica si è cautelata delegando ai banchieri di Finaosta, che operano sotto il controllo della Banca d’Italia, a compere l’operazione finanziaria se le condizioni di sostenibilità lo permettevano.  

Finaosta ha dato certezze e assicurazioni alla politica. Sicuramente di tutto questo la Corte dei Conti ne ha tenuto conto ma diventa difficile capire che, se danno erariale con il voto politico c’è stato, questo è stato indotto dal parere di chi doveva erogare il denaro a condizioni ben precise.

Di più, la Corte dei Conti ha citato anche il Coordinatore dell’Assessorato regionale alle Finanze che ha posto il visto di legittimità sulle varie delibere di finanziamento. Quali responsabilità diverse ha il Coordinatore rispetto ai pareri di Finaosta? Domande alle quali potranno rispondere l’udienza del 21 marzo per la convalida dei sequestro dei beni ai consiglieri regionali e l’udienza di merito fissata per il 26 giugno.

26 giugno, giorno della prima adunanza del nuovo Consiglio Valle, ma tanti degli indagati saranno liberi di partecipare al processo visto che non saranno rieletti e quindi non dovranno più occuparsi di Governo, Finaosta, Corte dei Conti, Casino.

piero.minuzzo@mail.com

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