Le difficoltà del personale sanitario che opera all'interno della Casa circondariale di Brissogne finiscono al centro della vertenza sindacale. A sollevare il caso è la FP CGIL Valle d'Aosta, che denuncia condizioni di lavoro sempre più difficili per gli infermieri impegnati nell'assistenza alla popolazione detenuta. Una situazione che, secondo il sindacato, rischia di ripercuotersi non soltanto sui lavoratori, ma anche sulla qualità e sulla continuità di un servizio sanitario essenziale all'interno dell'istituto penitenziario.
Il quadro descritto dalla sigla sindacale è quello di un'organizzazione del lavoro caratterizzata da carenze di organico, incertezza nella copertura dei turni e prestazioni che possono protrarsi anche oltre le 12 ore. A questo si aggiungono problemi legati alla sicurezza degli operatori, alla disponibilità di materiale sanitario e farmaci e alla gestione delle emergenze assistenziali.
Una serie di criticità che, secondo la FP CGIL, non può più essere affrontata facendo affidamento sulla disponibilità e sul senso di responsabilità del personale. Il sindacato segnala inoltre il mancato riconoscimento economico delle ore di straordinario effettivamente lavorate e l'assenza di risposte da parte della cooperativa alla quale è affidata la gestione del servizio.
«Non è accettabile che la responsabilità di garantire un servizio sanitario essenziale ricada su lavoratrici e lavoratori costretti a operare in condizioni di continua incertezza, con carichi di lavoro elevati e senza le necessarie garanzie organizzative e di sicurezza», sottolinea l'organizzazione sindacale.
La questione assume una rilevanza che va oltre il rapporto tra lavoratori e soggetto gestore dell'appalto. Nelle strutture penitenziarie, infatti, la presenza di un servizio sanitario efficiente rappresenta una componente fondamentale delle condizioni di detenzione e della tutela dei diritti delle persone recluse. La carenza di personale e le difficoltà organizzative possono incidere sulla tempestività degli interventi, sulla continuità delle cure e, più in generale, sulla qualità dell'assistenza.
Per la FP CGIL Valle d'Aosta, la tutela degli infermieri deve quindi essere considerata una condizione indispensabile per garantire anche il diritto alla salute della popolazione detenuta. Una responsabilità che chiama in causa non soltanto la cooperativa incaricata del servizio, ma anche i soggetti istituzionali chiamati a vigilare sul funzionamento dell'assistenza sanitaria all'interno del carcere.
Di fronte a quella che considera una situazione ormai insostenibile, la FP CGIL VdA ha formalmente proclamato lo stato di agitazione sindacale del personale infermieristico della Casa circondariale di Brissogne, chiedendo contestualmente l'attivazione della procedura preventiva di raffreddamento e conciliazione delle controversie prevista dalla normativa vigente.

Eleine K. Garcia – Segretaria regionale FP CGIL VdA
L'obiettivo è arrivare a un confronto formale che produca impegni precisi e risposte verificabili. Sul tavolo ci sono il rafforzamento dell'organico, una programmazione certa dei turni, la disponibilità di materiale sanitario e farmaci, maggiori garanzie per la sicurezza degli operatori e il riconoscimento economico delle prestazioni straordinarie già effettuate.
La vertenza apre così un interrogativo anche sul piano politico e istituzionale: quale modello organizzativo si intende garantire per un servizio sanitario delicato come quello assicurato all'interno del carcere di Brissogne? La gestione in appalto non può tradursi, secondo il sindacato, in una riduzione delle tutele per chi lavora né in un indebolimento dell'assistenza rivolta alle persone detenute.
La FP CGIL Valle d'Aosta auspica ora che i soggetti interessati raccolgano il segnale e si rendano disponibili a un confronto immediato. L'obiettivo è evitare che le criticità denunciate si aggravino ulteriormente, con conseguenze che potrebbero coinvolgere l'intero sistema dell'assistenza sanitaria penitenziaria.













