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ECONOMIA | 15 settembre 2026, 14:34

Scuola, il nodo ATAR non si risolve con i numeri: la FLC CGIL chiede di riformare il sistema

La FLC CGIL Valle d’Aosta contesta la risposta della Regione sulle criticità dell’Istituzione “Emile Lexert”: un organico formalmente coperto, sostiene il sindacato, non basta a garantire una scuola efficiente. Nel mirino il sistema di reclutamento, la formazione e l’inquadramento contrattuale del personale ATAR

ph repertorio

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Scuola, il nodo ATAR non si risolve con i numeri: la FLC CGIL chiede di riformare il sistema

Sommario: La FLC CGIL Valle d’Aosta contesta la risposta della Regione sulle criticità dell’Istituzione “Emile Lexert”: un organico formalmente coperto, sostiene il sindacato, non basta a garantire una scuola efficiente. Nel mirino il sistema di reclutamento, la formazione e l’inquadramento contrattuale del personale amministrativo, tecnico e ausiliario - ATAR.

Un organico può essere completo sulla carta e, allo stesso tempo, non essere sufficiente a far funzionare una scuola. È questo il punto da cui parte la FLC CGIL Valle d’Aosta nel contestare la lettura fornita dalla Regione sulle difficoltà dell’Istituzione “Emile Lexert”. Per il sindacato, ridurre il problema a percentuali di copertura e a questioni di organizzazione interna significa guardare soltanto una parte della realtà: quella che non emerge dai numeri è la qualità delle professionalità disponibili, la loro formazione, la continuità del servizio e la specificità del lavoro amministrativo all’interno delle istituzioni scolastiche.

Il confronto si è riacceso dopo la richiesta di incontro urgente avanzata dalla dirigente scolastica dell’Istituzione “Emile Lexert”, successiva a una prima segnalazione del 17 giugno 2026 rimasta senza risposta per quasi tre mesi. Con una nota del 9 settembre 2026, il Dipartimento personale e organizzazione della Regione ha fornito le proprie valutazioni, facendo riferimento ai dati dell’organico, alle delibere e alle percentuali di copertura e riconducendo le criticità principalmente a un problema di organizzazione interna.

Una ricostruzione che la FLC CGIL Valle d’Aosta respinge con decisione. La questione, secondo il sindacato, non è chiedere alle scuole di organizzarsi meglio, ma verificare se il sistema attraverso il quale il personale ATAR viene reclutato, formato, assegnato e trasferito sia realmente adeguato alle esigenze della scuola valdostana. È una differenza sostanziale: perché avere tutte le caselle dell’organico occupate non significa automaticamente disporre delle competenze necessarie per garantire continuità ed efficienza ai servizi.

Il nodo viene individuato soprattutto nell’appartenenza del personale ATAR al Comparto unico regionale. Il reclutamento avviene secondo criteri generali e la mobilità può seguire logiche che non coincidono necessariamente con le esigenze delle istituzioni scolastiche. Ma una scuola, sottolinea la FLC CGIL, ha bisogno di professionalità che conoscano le procedure specifiche del settore, siano adeguatamente formate e possano garantire continuità nel tempo.

In questo scenario, secondo il sindacato, non può essere la singola istituzione scolastica a colmare sistematicamente le lacune di un sistema che non seleziona il personale in funzione delle specificità del lavoro scolastico. E se quel personale, una volta formato, può essere trasferito altrove, la scuola rischia di perdere proprio quella continuità che aveva contribuito a costruire. Il risultato è un circuito nel quale il costo organizzativo ricade sui dirigenti, sui lavoratori e, indirettamente, sull’intera comunità scolastica.

La FLC CGIL Valle d’Aosta chiede per questo una svolta sul piano del reclutamento, attraverso procedure specifiche per il personale ATAR scolastico, costruite sulle competenze necessarie nelle istituzioni educative. Ma la richiesta riguarda anche il piano contrattuale, con il superamento del doppio binario e il rientro nel CCNL Istruzione e Ricerca.

Per il sindacato, il ritorno nell’alveo contrattuale della scuola permetterebbe una maggiore integrazione del personale ATAR nella comunità scolastica, una formazione più coerente con le funzioni svolte, l’accesso alle risorse del MOF e alle opportunità legate ai fondi europei e al PNRR, oltre a una rappresentanza sindacale realmente unitaria.

La questione, dunque, va oltre la situazione specifica dell’Istituzione “Emile Lexert”. Il caso diventa, nella lettura della FLC CGIL, il punto di partenza per interrogarsi su un modello nel quale il personale ATAR rischia di essere considerato soprattutto in termini di disponibilità numerica, mentre il funzionamento concreto di una scuola richiede qualcosa di più: esperienza, competenze, formazione e stabilità.

Il benessere organizzativo, sostiene il sindacato, non può essere certificato soltanto attraverso una tabella dell’organico. Una segreteria scolastica non è una somma di posti coperti, così come una scuola non è semplicemente la somma delle sue percentuali di presenza. Segreterie, collaboratori scolastici, docenti, dirigenti e studenti costituiscono un'unica comunità e quando una componente viene sottoposta a un carico di lavoro eccessivo, le ripercussioni possono estendersi all’intero istituto e arrivare fino alla didattica.

È proprio questo il rischio evidenziato dalla dirigente dell’Istituzione “Emile Lexert”, che ha richiamato le conseguenze del problema anche “non in ultimo, sulla didattica”. Un passaggio che per la FLC CGIL rende evidente come la questione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario non possa essere confinata a una semplice discussione sull’organizzazione degli uffici.

Il sindacato precisa di non chiedere privilegi, ma pari diritti, tutele e opportunità per chi ogni giorno contribuisce al funzionamento delle scuole valdostane. Da qui la richiesta di un tavolo di confronto urgente e concreto, non soltanto per affrontare le criticità dell’Istituzione “Emile Lexert”, ma per mettere mano più in generale al modello di reclutamento e gestione del personale ATAR.

La partita, in altre parole, non è soltanto quella di stabilire se un organico sia formalmente completo. È capire se quel personale sia nelle condizioni di garantire continuità e qualità a un servizio pubblico essenziale. Ed è su questo terreno che la FLC CGIL Valle d’Aosta chiede alla Regione di aprire una discussione strutturale, superando una logica fondata soltanto sui numeri.

La conclusione del sindacato è netta: “Una scuola che funziona ha bisogno di personale stabile, formato e valorizzato”. Una richiesta che porta il caso dell’“Emile Lexert” oltre i confini della singola istituzione e riapre una questione più ampia sul futuro del personale ATAR e, con esso, sulla capacità del sistema scolastico valdostano di costruire professionalità stabili e realmente integrate nella comunità educativa.

je.fe.

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