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ATTUALITÀ POLITICA | 09 settembre 2026, 10:12

Sanità valdostana, la CGIL torna all’attacco: «Basta stallo sulla guida dell’AUSL»

La CGIL Valle d’Aosta e la FP CGIL chiedono alla Giunta regionale di chiudere rapidamente la fase di gestione ad interim e di procedere alla nomina del nuovo Direttore Generale dell’Azienda USL. Il sindacato invoca una scelta trasparente, fondata su competenze manageriali e autonomia dalle logiche di appartenenza politica

Eleine Krieger Garcia, segretaria Cigl/Fp VdA

Eleine Krieger Garcia, segretaria Cigl/Fp VdA

La sanità valdostana continua a fare i conti con una delle sue questioni più delicate: quella della guida dell’Azienda USL. Dopo gli appelli lanciati nei mesi di giugno e luglio, la CGIL Valle d’Aosta e la FP CGIL Valle d’Aosta tornano a sollecitare la Giunta regionale affinché ponga fine allo stallo sulla nomina definitiva del Direttore Generale dell’AUSL.

Per il sindacato non si tratta più di una semplice questione procedurale. Il protrarsi della gestione ad interim arriva infatti in un momento nel quale il sistema sanitario regionale è chiamato ad affrontare problemi che hanno assunto ormai una dimensione strutturale: dalle liste d’attesa alla carenza di personale, dalle difficoltà di reclutamento e stabilizzazione dei professionisti alla riorganizzazione della medicina territoriale, fino alla crescente pressione sui servizi e alla necessità di garantire continuità e qualità dell'assistenza.

È proprio questo il punto politico sollevato dalla CGIL: in una fase così complessa, secondo il sindacato, l’AUSL non può permettersi una condizione di gestione provvisoria prolungata. «Non è più il momento dell’ordinaria amministrazione», sostiene la CGIL, indicando nella programmazione e nella capacità di assumere decisioni strutturali le priorità per il sistema sanitario valdostano.

La questione della nomina del Direttore Generale assume così un significato che va oltre la scelta di una singola figura manageriale. La guida dell’AUSL rappresenta infatti uno degli snodi attraverso cui la Regione può affrontare questioni che hanno ricadute dirette sulla vita quotidiana dei cittadini e sulle condizioni di lavoro degli operatori sanitari. Liste d’attesa, organizzazione dei servizi, personale, rapporto tra ospedale e territorio e capacità di risposta alle esigenze della popolazione richiedono decisioni che, nella lettura della CGIL, non possono essere rinviate.

Secondo il sindacato, una situazione di interim prolungata rischia di indebolire proprio la capacità dell’Azienda di programmare e assumere decisioni strategiche. «Il tempo perso nella nomina è tempo sottratto alla programmazione», è la sintesi scelta da CGIL e FP CGIL per descrivere il problema. E il rischio, viene sottolineato, è che a pagare il prezzo dei ritardi siano ancora una volta «i cittadini e le lavoratrici e i lavoratori della sanità».

Sul tavolo c’è anche una questione eminentemente politica: i criteri con cui dovrà essere individuato il prossimo Direttore Generale. La CGIL chiede esplicitamente che la scelta non venga condizionata da equilibri politici, appartenenze o valutazioni estranee alla qualità professionale. L’obiettivo indicato è quello di affidare la guida dell’AUSL a un management sanitario «autorevole, competente, indipendente» e capace di confrontarsi con il personale e con le organizzazioni sindacali.

È un passaggio significativo anche nel rapporto tra politica regionale e sistema sanitario. La nomina del vertice dell’AUSL è inevitabilmente una scelta che si colloca all’interno delle responsabilità della politica, ma il sindacato chiede che la dimensione politica non si traduca in una logica di spartizione o di appartenenza. Per CGIL e FP CGIL, la priorità deve essere invece la capacità di governare una macchina sanitaria complessa e di affrontare problemi che non possono essere risolti attraverso interventi episodici.

La richiesta alla Giunta regionale è quindi quella di procedere «senza ulteriori ritardi» alla nomina, attraverso un percorso trasparente e basato su criteri oggettivi. Tra gli elementi ritenuti decisivi vengono indicati esperienza, competenza manageriale e conoscenza delle dinamiche del Servizio sanitario.

La partita riguarda del resto anche la sostenibilità futura della sanità pubblica valdostana. La difficoltà nel reperire personale, la necessità di rendere più attrattivo il sistema regionale per medici e professionisti sanitari, l’invecchiamento della popolazione e la crescente domanda di assistenza rendono necessario un modello organizzativo capace di programmare sul medio e lungo periodo. In questo scenario, secondo la CGIL, la stabilità del vertice dell’AUSL diventa una condizione per poter affrontare una fase che richiede scelte e responsabilità precise.

Il sindacato chiede dunque alla Regione di trasformare rapidamente la fase delle interlocuzioni in una decisione concreta. «La Valle d’Aosta ha bisogno di una guida stabile, capace di assumersi pienamente la responsabilità delle decisioni», affermano CGIL e FP CGIL, indicando nella nomina del Direttore Generale non il punto di arrivo, ma l’avvio di un percorso di rilancio della sanità pubblica regionale.

La questione, in definitiva, diventa anche un banco di prova per la capacità della politica valdostana di tenere insieme autonomia, responsabilità e qualità dei servizi pubblici. In una regione di dimensioni contenute, dove la sanità rappresenta una delle principali funzioni pubbliche e uno dei settori con il maggiore impatto sociale ed economico, la scelta del vertice dell’AUSL assume un peso particolare. Per questo la CGIL chiede che non prevalgano i tempi della politica interna, ma quelli dei problemi da affrontare. La conclusione del sindacato è netta: serve «subito un Direttore Generale di comprovata competenza, scelto attraverso una procedura trasparente», perché la salute dei cittadini e il futuro dei servizi sanitari valdostani richiedono «risposte immediate, scelte coraggiose e una guida nel pieno delle proprie funzioni».

je.fe.

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