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ATTUALITÀ POLITICA | 01 settembre 2026, 11:38

Valtournenche, Pession fa il pieno di incarichi: assessore e presidente del Consiglio

Dal 1° settembre 2026 Gilbert Pession entra nella Giunta di Valtournenche con deleghe pesanti, ma conserva anche la presidenza del Consiglio comunale. Una scelta consentita dalla normativa regionale, sulla quale però resta una domanda politica: perché concentrare nella stessa persona un ruolo nell’esecutivo e la guida dell’assemblea consiliare?

Gilbert Fosson

Gilbert Fosson

A Valtournenche la Giunta cambia assetto e lo fa attraverso una scelta destinata inevitabilmente a far discutere. Da martedì 1° settembre 2026 Gilbert Pession diventa assessore con deleghe ai progetti strategici del territorio, alla protezione civile e ai rapporti con le associazioni. Fin qui, una normale modifica nella composizione dell'esecutivo. Il punto è che Pession non lascia la poltrona di presidente del Consiglio comunale.

Ed è proprio qui che la notizia amministrativa diventa una questione politica.

Perché una cosa è dire che la normativa consente di aumentare il numero dei componenti della Giunta; altra cosa è interrogarsi sull'opportunità di affidare alla stessa persona due funzioni istituzionali così diverse. Da una parte c'è chi siede nell'esecutivo e partecipa alle decisioni politiche e amministrative della Giunta. Dall'altra c'è chi presiede il Consiglio comunale, l'assemblea nella quale maggioranza e opposizione si confrontano e che dovrebbe essere il luogo della rappresentanza e del controllo politico sull'azione amministrativa.

La sindaca Elisa Cicco chiarisce che l'amministrazione ha scelto di «avvalersi della facoltà di integrare il numero dei componenti della Giunta, prevista dalla normativa regionale». Una precisazione corretta sul piano formale, ma che non risponde alla questione che inevitabilmente si pone sul piano politico: perché il nuovo assessore deve essere anche il presidente del Consiglio?

La differenza non è sottile. La legge può stabilire ciò che è possibile fare; la politica deve invece spiegare perché ritiene opportuno farlo.

L'amministrazione guarda alla seconda parte del mandato e indica come traguardo la conclusione della consiliatura entro maggio 2028. Cicco sostiene che la scelta nasce dalla volontà di «portare a termine la consiliatura» e di completare «il programma che ci siamo dati». Un obiettivo legittimo, naturalmente. Ma anche in questo caso resta senza risposta l'elemento più delicato della vicenda: per quale ragione, per rafforzare la Giunta, si è scelto di cumulare l'incarico assessorile con la presidenza del Consiglio?

Non è una questione personale e non riguarda le capacità di Pession. È una questione di architettura istituzionale e di opportunità politica. Anzi, proprio perché le deleghe affidate al nuovo assessore sono importanti, il problema del doppio ruolo diventa ancora più evidente. Progetti strategici del territorio, protezione civile e rapporti con le associazioni significano occuparsi di pezzi rilevanti della vita amministrativa e sociale di Valtournenche. Il presidente del Consiglio, contemporaneamente, è chiamato a garantire il funzionamento dell'assemblea consiliare.

Il rischio, anche soltanto sul piano della percezione, è che i confini tra esecutivo e Consiglio diventino meno netti. E in politica la percezione delle istituzioni non è un dettaglio secondario.

La scelta pone inoltre una domanda più generale sul modo in cui vengono distribuite le responsabilità amministrative. In un Comune non particolarmente grande, concentrare più incarichi può certamente essere presentato come una soluzione funzionale. Ma proprio per questo sarebbe utile conoscere le ragioni della scelta, soprattutto quando coinvolge ruoli che hanno funzioni istituzionali differenti.

L'amministrazione, invece, si limita a sottolineare l'utilità del contributo di Pession. La sindaca definisce «preziosi» il suo contributo e la sua energia per affrontare il percorso fino al 2028. Un riconoscimento politico molto chiaro, ma che lascia ancora più evidente la domanda sull'assetto istituzionale scelto.

Perché il tema, alla fine, non è se Gilbert Pession sia in grado di svolgere due incarichi. Il tema è se sia opportuno che lo faccia e se questa concentrazione di responsabilità rappresenti il modo migliore per garantire equilibrio e trasparenza nell'attività del Comune.

Anche perché la seconda parte di una consiliatura non è soltanto una corsa contro il tempo per completare opere, progetti e programmi. È anche il momento nel quale una maggioranza deve dimostrare di saper amministrare mantenendo solidi gli equilibri istituzionali. E quando una stessa persona si trova contemporaneamente dentro la Giunta e alla guida del Consiglio, è inevitabile che il cittadino si chieda se quella distinzione dei ruoli sia ancora sufficientemente visibile.

Elisa Cicco rivendica la scelta e guarda al maggio 2028 come alla scadenza entro cui «completare il programma che ci siamo dati». Saranno dunque i risultati a dire se l'operazione avrà prodotto maggiore efficienza. Ma c'è un'altra verifica, meno misurabile e forse ancora più importante: quella sulla qualità delle istituzioni.

Perché governare significa anche saper spiegare le proprie scelte. E, in questo caso, la normativa spiega che cosa si può fare. La sindaca ha spiegato che cosa vuole ottenere. Rimane però da spiegare perché, per ottenerlo, fosse necessario concentrare nella stessa persona due incarichi istituzionali così rilevanti. È una domanda semplice, ma in politica sono spesso proprio le domande semplici quelle alle quali è più difficile sottrarsi.

pi.mi.

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