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FEDE E RELIGIONI | 15 ottobre 2026, 11:30

La parrocchia di Maria Immacolata rilancia il cammino di fede: adulti, famiglie e giovani al centro

Presentate le linee pastorali per il 2026-2027 della Parrocchia Santuario di Maria Immacolata, Regina della Valle d’Aosta. Un programma che punta sulla formazione cristiana, sulla partecipazione della comunità e sul rapporto tra Vangelo e vita quotidiana, con appuntamenti domenicali dedicati alla spiritualità e ai grandi temi della società

Immagine generata da IA

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Riportare il Vangelo al centro, riscoprire l’essenziale della fede e costruire una comunità capace di camminare insieme, senza lasciare indietro nessuno. Sono queste le direttrici che guidano le nuove linee di proposte pastorali della Parrocchia Santuario di Maria Immacolata, Regina della Valle d’Aosta, per l’anno 2026-2027. Un percorso che guarda alla vita spirituale, ma anche alle famiglie, ai giovani, alla scuola, al lavoro e all’ambiente, nella convinzione che la fede non possa rimanere confinata nei momenti della preghiera e della celebrazione liturgica, ma debba tradursi in esperienze concrete e relazioni quotidiane.

Il progetto si inserisce nel solco della Chiesa sinodale, chiamata a valorizzare la partecipazione di tutti i suoi membri. «Nella Chiesa sinodale tutta la comunità, nella libera e ricca diversità dei suoi membri, è convocata per pregare, ascoltare, dialogare, discernere e consigliare nel prendere decisioni», ricorda il documento La sinodalità nella vita e nella missione della Chiesa. Una prospettiva che invita a superare una partecipazione limitata alla semplice presenza alle celebrazioni, per favorire una corresponsabilità più ampia nella vita della parrocchia.

Il punto di partenza è la consapevolezza che la fede non possa più essere considerata un dato acquisito, nemmeno tra coloro che frequentano abitualmente la comunità ecclesiale. Ha bisogno di essere alimentata attraverso un incontro rinnovato con il Signore e un percorso di formazione permanente. Da qui il richiamo al documento della Conferenza episcopale italiana Radicati e costruiti in Cristo, indicato tra i riferimenti del progetto, e l’invito rivolto alle unità pastorali a dotarsi di programmi di formazione alla vita cristiana che coinvolgano gli operatori pastorali.

Al centro del cammino viene posta la figura di Maria, modello di fede e di perseveranza. La Vergine accompagna la comunità nel suo itinerario spirituale, così come ha accompagnato il Figlio fino alla Croce e oltre. Il riferimento alla fede come «fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono», tratto dalla Lettera agli Ebrei (Eb 11,1), richiama una dimensione vissuta, capace di attraversare anche le difficoltà e le incertezze del presente.

Accanto a Maria, il progetto propone alcune figure evangeliche che hanno incontrato il Risorto: Maria Maddalena, i discepoli di Emmaus, gli apostoli riuniti nel Cenacolo, Tommaso e i discepoli sul lago di Tiberiade. Storie diverse, accomunate dalla scoperta che la fede nasce dall’incontro con Cristo e si rafforza attraverso l’ascolto, la condivisione e la testimonianza. È questo il filo conduttore di un percorso che vuole collegare la tradizione evangelica alle domande e alle esperienze della comunità di oggi.

Una particolare attenzione viene riservata agli adulti, considerati protagonisti attivi di una rinnovata esperienza cristiana. Le linee pastorali sottolineano la necessità di avviare percorsi capaci di intercettare la vita quotidiana e di metterla in dialogo con il Vangelo. In questo quadro, le famiglie non sono soltanto destinatarie delle iniziative parrocchiali, ma diventano una risorsa fondamentale per costruire e trasmettere la fede, soprattutto attraverso il coinvolgimento dei genitori dei ragazzi che partecipano ai percorsi di iniziazione cristiana.

L’obiettivo è offrire occasioni per ricominciare, approfondire e rinsaldare la propria esperienza religiosa, superando una concezione puramente formale della partecipazione ecclesiale. Il programma coinvolge le diverse realtà della parrocchia: dal Consiglio pastorale parrocchiale al Consiglio per gli affari economici, dai catechisti agli animatori della liturgia e della carità, fino al Gruppo Primavera, all’Azione cattolica adulti, al gruppo delle giovani coppie di sposi, al gruppo I nuovi soli e al gruppo biblico.

La comunità viene così chiamata a riscoprire il valore della comunione e della corresponsabilità, attraverso percorsi formativi rivolti a tutte le fasce d’età e iniziative capaci di favorire l’incontro tra generazioni. Tra le proposte da valorizzare figura anche la Domenica della comunità, pensata come occasione per riunire persone e gruppi diversi, rafforzando il senso di appartenenza e la partecipazione alla vita parrocchiale.

Il cuore operativo del programma è rappresentato dal Laboratorio della fede, un cammino comunitario proposto con cadenza bimestrale, nei mesi di ottobre, dicembre, febbraio, aprile e giugno. Le domeniche individuate prevedono due momenti distinti, autonomi e aperti a tutti i fedeli, anche a coloro che non risiedono nel territorio parrocchiale. Non è necessario partecipare a entrambe le attività della stessa giornata: ciascuno può scegliere gli incontri più vicini ai propri interessi e alle proprie esigenze.

La mattina, dalle 10 alle 12.30, si svolgerà il percorso di spiritualità «In alto i nostri cuori», dedicato all’approfondimento della fede e alla riscoperta della relazione con il Signore. Il pomeriggio, dalle 15.30 alle 18, sarà invece riservato a «Abbi cura di me – Custodire l’umano», un itinerario di riflessione sulla presenza cristiana nella società e sulle responsabilità verso le persone e il mondo che ci circonda.

Il calendario del percorso mattutino si aprirà domenica 25 ottobre 2026 con il tema «Si compia in me secondo la tua Parola». Si proseguirà domenica 27 dicembre 2026 con «Padre nostro che sei nei cieli», quindi domenica 28 febbraio 2027 con «Pur essendo molti, siamo un sol corpo». L’appuntamento successivo è fissato per domenica 25 aprile 2027, con «Vi ho trasmesso quello che anch’io ho ricevuto». La conclusione del ciclo è prevista domenica 13 giugno 2027, con un tema che, nel programma presentato, non risulta ancora specificato.

Il percorso pomeridiano affronta invece questioni che riguardano direttamente la vita delle persone e delle comunità. Il primo incontro, domenica 25 ottobre 2026, sarà dedicato all’ambiente, alla responsabilità verso il pianeta e alla cura della casa comune. Il secondo, domenica 27 dicembre 2026, metterà al centro la famiglia, riconosciuta come primo ambiente di crescita, formazione e sviluppo della dignità personale.

Domenica 28 febbraio 2027 sarà la volta della scuola, luogo in cui le nuove generazioni possono imparare a cercare la verità, interrogarsi sul senso della vita e riconoscere il valore di ogni persona. Il tema del lavoro sarà affrontato domenica 18 aprile 2027, con una riflessione che ne sottolinea non soltanto la funzione economica, ma anche il ruolo nelle relazioni, nella realizzazione personale e nel contributo alla comunità. Il ciclo si concluderà domenica 13 giugno 2027 con una riflessione sulla città, da guardare come spazio in cui possono crescere fraternità, solidarietà e senso di appartenenza.

La proposta si svilupperà progressivamente, attraverso un metodo definito a cerchi concentrici. Nel primo anno l’attenzione sarà rivolta in particolare a chi frequenta già la comunità parrocchiale e alle persone che le sono vicine. Nel secondo anno gli stessi temi saranno ripresi in contesti differenti, utilizzando anche spazi esterni alle strutture parrocchiali. L’intenzione è ampliare il confronto, raggiungere nuove persone e favorire un dialogo più diretto con le realtà del territorio.

Tra gli ambiti indicati per il lavoro futuro compare anche il rapporto con le tecnologie digitali. Il programma richiama la necessità di promuovere un uso degli strumenti tecnologici che rafforzi la libertà interiore, attraverso l’educazione alla sobrietà digitale, la protezione dei minori e il contrasto ai modelli che sfruttano le fragilità delle persone. Un tema che si lega alle sfide educative contemporanee e alla necessità di accompagnare le nuove generazioni nella costruzione di relazioni autentiche.

Proprio i giovani, i ragazzi e i bambini rappresentano un altro asse fondamentale delle linee pastorali. Il progetto di catechesi propone di superare una metodologia eccessivamente scolastica degli incontri, senza rinunciare alla trasmissione dei contenuti della fede. L’esperienza concreta, la testimonianza e la vita comunitaria vengono considerate strumenti essenziali per avvicinare i più piccoli al Vangelo, alla preghiera e ai sacramenti.

In questa prospettiva, l’oratorio è chiamato a svolgere un ruolo sempre più importante: non soltanto luogo di incontro e di attività, ma spazio in cui sperimentare la comunione ecclesiale, crescere sul piano umano e spirituale e costruire relazioni fondate sulla fraternità. Anche le famiglie sono coinvolte direttamente, perché la comunità cristiana possa riconoscerle come protagoniste dei percorsi educativi e non semplicemente come destinatarie delle iniziative.

Gli incontri di catechismo sono previsti ogni sabato, dalle 16 alle 18, secondo una programmazione articolata in quattro momenti. Il primo sabato sarà dedicato a «Io credo», con la presentazione dei contenuti fondamentali della fede in relazione ai percorsi di battesimo, eucaristia e cresima, e a «Io prego», per avviare i ragazzi alla preghiera. Il secondo sabato proporrà attività dinamiche realizzate con gli animatori dell’oratorio, con l’obiettivo di educare a una fraternità vissuta secondo lo stile evangelico, seguite da un momento di raccoglimento e preghiera.

Il terzo sabato sarà dedicato alla conoscenza di testimonianze di vita, attraverso incontri diretti oppure esperienze presentate mediante la rete, per approfondire il legame tra fede e vita quotidiana. Il quarto sabato, infine, riunirà genitori e ragazzi dei gruppi di catechismo presso l’Istituto Don Bosco, con l’obiettivo di prendersi cura delle relazioni familiari e rafforzare la collaborazione tra famiglie e parrocchia.

Le linee pastorali delineano così un progetto che punta a rinnovare la vita comunitaria attraverso la formazione, l’ascolto e la partecipazione, senza perdere di vista le trasformazioni della società. Il messaggio di fondo è che la fede non possa essere trasmessa soltanto attraverso le parole, ma debba trovare espressione nelle relazioni, nella cura delle persone, nell’attenzione ai più fragili e nella responsabilità verso il territorio.

La sfida per la Parrocchia Santuario di Maria Immacolata, Regina della Valle d’Aosta, sarà trasformare queste indicazioni in un cammino condiviso, capace di coinvolgere chi già partecipa alla vita ecclesiale e chi, pur mantenendo una distanza dalla comunità, può trovare occasioni nuove per avvicinarsi. Un percorso che mette al centro l’essenziale del Vangelo e invita a viverlo nel tempo presente, con uno sguardo rivolto alle persone, alle famiglie e alle domande della società contemporanea.

pi.mi.

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