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CRONACA | 14 ottobre 2026, 11:59

Nuovo Codice della strada, multe più leggere ma stretta su assicurazioni, monopattini e notifiche

Il Governo rilancia la riforma delle regole della circolazione: previste sanzioni più proporzionate, controlli più severi sui veicoli senza assicurazione, nuove disposizioni per le due ruote e tempi più brevi per notificare le multe. Il testo approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026 non è ancora in vigore: per capire quando cambieranno concretamente le regole bisognerà seguire l’iter parlamentare e gli eventuali provvedimenti attuativi.

Nuovo Codice della strada, multe più leggere ma stretta su assicurazioni, monopattini e notifiche

La sicurezza stradale non si misura soltanto dal numero delle multe, ma dalla capacità di prevenire gli incidenti, tutelare chi è più esposto ai pericoli e garantire che le sanzioni siano proporzionate alle violazioni commesse. È su questo equilibrio, tutt’altro che semplice, che si gioca la nuova stagione di riforme del Codice della strada: da una parte la promessa di ridurre gli importi più comuni e limitare quelle che vengono considerate penalizzazioni eccessive per gli automobilisti, dall’altra la volontà di rendere più difficile circolare senza assicurazione e rafforzare le tutele per gli utenti vulnerabili.

Il nuovo intervento del Governo, presentato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 13 ottobre 2026, punta a ridisegnare diversi aspetti della disciplina della circolazione. Ma c'è una distinzione fondamentale da chiarire subito: le novità annunciate non sono automaticamente operative. Il provvedimento deve completare il proprio percorso istituzionale prima che le disposizioni possano diventare obbligatorie. Nel frattempo, restano applicabili le norme della riforma precedente, entrata in vigore il 14 dicembre 2024.

Quando entrerà in vigore il nuovo Codice della strada

È la domanda più importante per automobilisti, motociclisti, ciclisti e conducenti di monopattini elettrici. Alla data del 14 ottobre 2026, il Ministero ha illustrato le principali novità del nuovo testo dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri, ma non risulta ancora una data definitiva di entrata in vigore delle nuove disposizioni.

L'approvazione da parte del Consiglio dei ministri rappresenta infatti un passaggio dell'iter legislativo, non necessariamente la conclusione del procedimento. Occorre verificare quale forma definitiva assumerà il provvedimento, quali passaggi parlamentari saranno necessari, quando avverrà l'eventuale promulgazione e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e se alcune misure richiederanno regolamenti o decreti attuativi.

Per i cittadini, la conseguenza pratica è chiara: non bisogna considerare già operative le nuove soglie delle multe, le nuove regole sui documenti o gli obblighi annunciati per determinate categorie di veicoli. Fino all'entrata in vigore delle singole disposizioni, occorre fare riferimento alla normativa vigente.

Diverso è il caso della riforma approvata con la legge 25 novembre 2024, n. 177, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 novembre 2024 ed entrata in vigore il 14 dicembre dello stesso anno. Quella riforma ha già introdotto importanti cambiamenti, in particolare per l'uso del cellulare alla guida, la guida dopo aver assunto alcol o stupefacenti, la sosta irregolare e l'abbandono di animali.

Multe più basse: la revisione degli importi

Una delle novità più rilevanti annunciate dal Governo riguarda la revisione degli importi delle sanzioni amministrative. L'obiettivo dichiarato è ridurre gli importi di diverse violazioni comuni e sospendere l'adeguamento automatico biennale all'inflazione.

Secondo le indicazioni diffuse dal Ministero, alcuni importi minimi verrebbero arrotondati al ribasso:

·        le sanzioni da 26 euro scenderebbero a 25 euro;

·        quelle da 42 euro passerebbero a 40 euro;

·        gli importi da 83 e 87 euro verrebbero ridotti a 80 euro.

La revisione non significa, tuttavia, che tutte le multe diminuiranno. La riforma prevede anche un contrasto più deciso alle condotte considerate particolarmente pericolose, a cominciare dalla circolazione senza assicurazione.

Il principio annunciato è quello della proporzionalità: ridurre il peso delle sanzioni più comuni, senza rinunciare a strumenti incisivi nei confronti di chi mette a rischio gli altri utenti della strada. Gli importi indicati sono quelli presentati dal Ministero nell'ambito del nuovo testo e dovranno essere valutati alla luce della versione definitiva della normativa.

Veicoli senza assicurazione, controlli più severi

Il contrasto alla circolazione dei veicoli privi di copertura assicurativa rappresenta uno dei capitoli più significativi della riforma.

Il Governo intende rafforzare l'incrocio delle banche dati e rendere più efficaci i controlli, con l'obiettivo di individuare i veicoli che circolano senza la necessaria assicurazione obbligatoria.

Tra le misure illustrate figura il cosiddetto divieto di marcia digitale: in caso di mancata regolarizzazione della posizione assicurativa, il sistema dovrebbe consentire di impedire la circolazione del veicolo. È inoltre prevista una stretta sulle conseguenze per chi continua a circolare nonostante l'irregolarità, con la possibilità di arrivare al sequestro al primo controllo su strada nei casi previsti dal nuovo impianto normativo.

L'intervento mira a contrastare un fenomeno che non riguarda soltanto il rispetto formale delle regole. In caso di incidente provocato da un mezzo non assicurato, infatti, possono emergere conseguenze economiche e risarcitorie particolarmente complesse.

La riforma prospetta anche un obbligo assicurativo secondo le regole italiane per i veicoli stranieri che circolano in Italia per più di 30 giorni. Il testo definitivo dovrà chiarire modalità operative, controlli e condizioni di applicazione.

Multe agli stranieri, più strumenti per recuperare le somme

Un altro obiettivo dichiarato è rendere più efficace la riscossione delle sanzioni comminate ai conducenti stranieri.

Il problema riguarda soprattutto le violazioni rilevate a distanza, per le quali l'identificazione del conducente e il successivo recupero degli importi possono risultare più difficili. Il progetto prevede strumenti di riscossione coattiva e un rafforzamento delle possibilità di recuperare le somme non pagate anche negli anni successivi alla violazione.

L'intento è ridurre le disparità tra chi risiede in Italia e chi attraversa il Paese con un veicolo immatricolato all'estero. La concreta applicazione dipenderà, tuttavia, dalle disposizioni definitive e dalle procedure previste per la notifica e il recupero dei crediti.

Multe e notifiche, tempi più brevi per i verbali

La riforma interviene anche sul rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, con l'obiettivo di rendere più rapide le procedure e rafforzare le garanzie per chi riceve una sanzione.

Tra le novità annunciate figura la riduzione da 90 a 45 giorni del termine per notificare i verbali relativi agli accertamenti effettuati a distanza, quando non sia avvenuta la contestazione immediata.

La misura riguarda un aspetto particolarmente delicato per gli automobilisti: la possibilità di conoscere tempestivamente la violazione contestata e valutare se pagare oppure presentare ricorso.

Il testo prevede inoltre una semplificazione delle procedure di contestazione e maggiori strumenti per chiedere l'annullamento dei verbali errati attraverso l'autotutela. L'obiettivo è evitare che errori formali o disguidi amministrativi si traducano in contenziosi lunghi e costosi.

Anche in questo caso, i termini effettivamente applicabili dovranno essere verificati sulla base del testo definitivo approvato ed entrato in vigore.

Documenti di guida, verso i controlli telematici

Un'altra novità riguarda la digitalizzazione dei documenti necessari per circolare.

Il progetto supera l'obbligo di portare materialmente con sé i documenti cartacei di guida e di circolazione, prevedendo che gli organi di polizia possano verificarne i dati attraverso i sistemi informatici disponibili.

La finalità è semplificare gli adempimenti per gli automobilisti e rendere più efficienti i controlli su strada.

È importante, però, non confondere questa prospettiva con un via libera generalizzato a circolare senza documenti o senza rispettare gli obblighi vigenti. Fino all'effettiva entrata in vigore delle nuove disposizioni, occorre attenersi alle regole attualmente applicabili.

Disabili e parcheggi, il ruolo della piattaforma nazionale

La riforma dedica attenzione anche alla mobilità delle persone con disabilità.

Il Contrassegno unificato disabili europeo, noto con la sigla CUDE, consente di riconoscere il diritto alle agevolazioni previste per la sosta e la circolazione. Il problema è garantire che il contrassegno sia riconosciuto in maniera uniforme sul territorio nazionale, evitando che il mancato coordinamento tra amministrazioni produca disagi per i cittadini.

Il nuovo testo punta a rendere obbligatoria l'adesione dei Comuni alla piattaforma nazionale del CUDE. Per le amministrazioni inadempienti sono previste conseguenze sull'utilizzo dei dispositivi di accertamento a distanza per determinate violazioni riguardanti la sosta riservata e le zone a traffico limitato.

La misura ha un significato concreto soprattutto per chi si sposta tra regioni diverse: il diritto alla mobilità non dovrebbe essere ostacolato da procedure amministrative disomogenee.

Biciclette, cicli a propulsione e monopattini elettrici

La mobilità leggera è uno dei settori nei quali si concentrano le novità annunciate.

Per i cosiddetti cicli a propulsione, categoria nella quale il progetto richiama anche mezzi utilizzati per le consegne a domicilio, sono previsti nuovi obblighi di casco e contrassegno identificativo.

La questione è particolarmente rilevante nelle città, dove la diffusione delle biciclette impiegate per il lavoro e delle diverse forme di micromobilità ha modificato profondamente la circolazione.

Per i monopattini elettrici, invece, il progetto prevede restrizioni quando la loro circolazione costituisce un intralcio o un pericolo per i pedoni. Si tratta di un tema che richiede un equilibrio tra la necessità di garantire la sicurezza di chi cammina e quella di disciplinare una forma di trasporto ormai consolidata.

Le nuove disposizioni vanno comunque distinte da quelle già introdotte dalla legge del 2024. Per conoscere gli obblighi effettivi relativi a casco, identificazione, assicurazione e circolazione occorrerà fare riferimento alle norme applicabili e agli eventuali provvedimenti attuativi.

Motociclisti, più protezioni in autostrada

Il Governo intende intervenire anche sulla sicurezza dei motociclisti, categoria particolarmente esposta alle conseguenze degli incidenti.

Tra le misure illustrate figura la possibilità, in presenza di incidenti o forti rallentamenti in autostrada, di utilizzare la corsia di emergenza, salvaguardando sempre il transito dei mezzi di soccorso.

L'obiettivo è offrire una soluzione in situazioni nelle quali restare bloccati tra veicoli fermi o procedere in condizioni di scarsa sicurezza può aumentare i rischi.

Il progetto affronta inoltre il tema della circolazione sulle autostrade e sulle superstrade a tre corsie, valutando la possibilità di consentire il superamento a destra nell'ambito della circolazione per file parallele.

Queste ipotesi non devono essere interpretate come autorizzazioni già operative: le condizioni, i limiti e le eventuali eccezioni dovranno risultare dal testo normativo definitivo.

Patente a 17 anni e conducenti professionali

Tra le novità illustrate dal Ministero compare anche la possibilità di intervenire sulla guida a partire dai 17 anni, nell'ambito delle condizioni previste per il conseguimento e l'utilizzo dei titoli abilitativi.

Il progetto comprende inoltre un innalzamento da 68 a 70 anni del limite anagrafico per il trasporto professionale con le patenti del gruppo 2, che comprendono quelle per autocarri, autotreni, autobus e autosnodati. Il prolungamento dell'attività sarebbe subordinato a verifiche biennali.

Si tratta di un capitolo importante per il settore dell'autotrasporto e del trasporto pubblico, nel quale l'età dei conducenti, la carenza di personale e i requisiti di idoneità rappresentano questioni centrali.

Anche queste disposizioni dovranno essere esaminate nella loro formulazione definitiva, soprattutto per quanto riguarda requisiti, controlli e modalità di applicazione.

Che cosa cambia rispetto al Codice già in vigore

Per comprendere la portata della nuova iniziativa bisogna ricordare che diverse misure comunemente associate al «nuovo Codice della strada» sono già operative dal 14 dicembre 2024.

La legge n. 177 del 2024 ha infatti introdotto, tra le altre cose:

  • Cellulare alla guida: sanzioni più severe e possibilità di sospensione breve della patente nei casi previsti.
  • Alcol e stupefacenti: inasprimento delle conseguenze per le condotte vietate; per i conducenti condannati nei casi più gravi di guida in stato di ebbrezza è previsto l'alcolock, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
  • Abbandono di animali: conseguenze più severe quando l'abbandono provoca situazioni pericolose o incidenti, con possibili responsabilità penali.
  • Parcheggi riservati ai disabili: aumento delle sanzioni per le violazioni previste dalla normativa.
  • ZTL e sanzioni multiple: regole specifiche per evitare, in determinate circostanze, la moltiplicazione delle multe per più violazioni dello stesso divieto nell'ambito di un unico periodo di permanenza.

Queste misure non devono essere confuse con le ulteriori modifiche annunciate nell'ottobre 2026. La legge del 2024 è già entrata in vigore; il nuovo progetto segue invece un percorso distinto. 

Una riforma da valutare sulla sicurezza reale

La riduzione di alcune multe può essere accolta positivamente se contribuisce a rendere le sanzioni più proporzionate e comprensibili. Tuttavia, la diminuzione degli importi non dovrebbe trasformarsi in un indebolimento della prevenzione.

Il punto centrale rimane la capacità di ridurre gli incidenti, contrastare la guida pericolosa e garantire controlli efficaci. In questa prospettiva, il rafforzamento delle verifiche assicurative, la tutela delle persone con disabilità, la sicurezza dei motociclisti e la regolamentazione della micromobilità sono questioni che meritano particolare attenzione.

Sarà altrettanto importante capire quali risorse verranno destinate alla manutenzione delle strade, alla segnaletica, alla sicurezza degli attraversamenti pedonali e alla realizzazione di infrastrutture adeguate per biciclette e motocicli. Le regole di comportamento, infatti, sono soltanto una parte della sicurezza stradale: anche la qualità delle infrastrutture e l'efficacia dei controlli fanno la differenza.

La vera prova della riforma sarà dunque la sua capacità di coniugare sanzioni eque, certezza dei controlli e prevenzione degli incidenti. Per gli automobilisti, il passaggio decisivo non sarà l'annuncio delle nuove misure, ma la loro effettiva entrata in vigore, accompagnata da indicazioni chiare su obblighi, scadenze e conseguenze delle violazioni.

je.fe.

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