La digitalizzazione dei servizi non può e non deve trasformarsi in una trappola per i cittadini più vulnerabili. Infatti, l'introduzione del sistema “Free Flow” sulle autostrade italiane, come sulla A33 Asti-Cuneo, sulla A36 Pedemontana Lombarda e sulle tangenziali di Como e Varese, sta delineando una situazione inaccettabile di totale esclusione per la popolazione anziana, costretta a fare i conti con un vero e proprio “digital divide” stradale.
Il passaggio dai caselli fisici ai portali intelligenti dotati di telecamere cancella la possibilità di pagare in contanti o con carta al momento del transito. Chi non possiede un sistema di telepedaggio, come Telepass, UnipolMove o MooneyGo, ha l’obbligo di pagare online entro 15 giorni.
Come Federconsumatori Valle d’Aosta, evidenziamo come questo meccanismo penalizzi drammaticamente soprattutto gli utenti della terza età.
Non esiste un’unica piattaforma nazionale: ogni concessionaria ha il proprio sito o la propria app, obbligando gli anziani a districarsi tra registrazioni complesse, password e modalità di pagamento diverse per ogni singola tratta.
Dover rincorrere un “transito virtuale” sullo smartphone o sul computer genera stress e difficoltà oggettive per chi non ha familiarità con gli strumenti informatici.
Un micro-pedaggio dimenticato di 2 euro può lievitare rapidamente fino a 10 euro solo per le spese di ricerca della targa. Se il pagamento non avviene entro i 15 giorni, l’anziano rischia multe salatissime, da 87 a 344 euro, oltre alla decurtazione di 2 punti dalla patente.
A peggiorare il quadro si aggiungono i continui malfunzionamenti delle piattaforme dei gestori, che spesso mostrano schermate vuote per poi far comparire il debito a ridosso della scadenza, facendo scattare penali che, secondo la denuncia degli utenti, risultano ingiuste.
Questo clima di incertezza sta aprendo le porte a pericolose truffe mirate. I cybercriminali stanno sfruttando la paura dei mancati pagamenti autostradali per inviare SMS e messaggi WhatsApp contraffatti, attraverso il cosiddetto phishing.
Gli anziani, timorosi di subire sanzioni o blocchi della patente, possono cadere più facilmente nel tranello, cliccando su link malevoli che possono consentire ai truffatori di sottrarre denaro e rubare i dati delle carte di credito.
Per questo riteniamo necessarie:
- l’istituzione immediata di una piattaforma unica e centralizzata nazionale per i pagamenti;
- il mantenimento o l’introduzione di canali di pagamento fisici e alternativi sul territorio, come tabaccherie, punti convenzionati e uffici postali, accessibili a chiunque senza alcuna competenza digitale;
- maggiore trasparenza e il blocco immediato delle penali in caso di disservizi informatici dei portali autostradali.
Invitiamo tutti gli automobilisti, in particolare i pensionati e le loro famiglie, a prestare la massima attenzione ai messaggi sospetti e a non inserire mai i propri dati bancari attraverso link ricevuti via SMS.
Gli sportelli di Federconsumatori VdA sono a disposizione per fornire assistenza e raccogliere segnalazioni sui disservizi della rete Free Flow.













