Questa estate la vacanza marina della comitiva del Centro Turistico ACLI della Valle d’Aosta era stata perfetta. Per i sessanta partecipanti, le due settimane erano state piene di attività e di giochi, con una temperatura finalmente non soffocante e un mare limpido e invitante come non mai.
Il presidente Alfredo Massai aveva, come sempre, scelto la spiaggia di Torre Pedrera e l’Hotel Ida, un binomio organizzativo che negli anni si è rivelato perfetto. Alla cucina romagnola e all’ospitalità della famiglia Magnani si aggiunge la cordiale disponibilità del bagnino Luca che, nel suo stabilimento, è sempre prodigo di attenzioni nei confronti dei valdostani.
I giochi in spiaggia e nelle serate ricreavano quel clima di allegra amicizia e svago che sono la missione del Centro ACLI: socializzazione e condivisione. I tornei di carte, le partite di bocce, le tradizionali passeggiate della sera erano l’occasione per rinsaldare questi valori.
Poi, una sera, la quiete viene scossa da una sorpresa imprevista che galvanizza il gruppo.

Il racconto di Carlo Gobbo: «Mia moglie Livia e io da tempo coltiviamo una affettuosa amicizia con Alberto Tomba. Anche dopo aver concluso con le telecronache siamo rimasti sempre in contatto e ci sentiamo spesso. Gli avevo parlato di questa vacanza abbastanza vicina a casa sua, dicendogli che sarebbe stato bello poterlo incontrare per accogliere l’abbraccio di tanti ragazzi – di età matura – che, ai tempi dei suoi trionfi, erano tutti incollati davanti alla TV e impazzivano per i suoi successi. Mi aveva promesso che sarebbe venuto, senza dirmi però quando!».
Poi, un giorno, all’ora di cena, il ristorante si anima in maniera scomposta: la gente si alza dai tavoli ed esce dalla sala.
Il proprietario dell’Hotel Ida, Franco Magnani: «Non capivo cosa accadesse. Per un attimo abbiamo pensato che ci fosse un pericolo e che i clienti stessero scappando. Sono uscito dal locale e ho visto nel dehors, seduto al centro di un accogliente divano, il Mito dello sci italiano, felice di ricevere l’abbraccio e il calore di un amore che continua a crescere, anche dopo il suo ritiro nel 1998».
Nell’ufficio del CTA, presso la chiesa di Saint-Martin-de-Corléans, il presidente Alfredo Massai riavvolge il nastro della serata.
«Nessuno di noi aveva mai visto da vicino Alberto Tomba. Poter parlare con lui, ascoltare i suoi racconti, fare tante domande sono state emozioni speciali, da custodire con affetto».
Tutti hanno potuto avere una foto con il campione bolognese che, a un certo punto, quando si accorge che tutti si sono ben posizionati alle sue spalle, chiama sua mamma Maria Grazia per farla partecipe dell’affetto che ancora lo circonda.
Quante domande!

Da sinistra : Giada Paoletti, Ezio Francioni, Mario Favre, Stella Paoletti
Orlando Bizzotto: «Dopo la vittoria alla Montagnetta di San Siro, quando non citarono il tuo nome, ti sei rifatto alla grande».
«Era il 23 dicembre del 1984 e vinsi il Parallelo di Natale. Nessuno scrisse il nome Tomba. Dissero che un azzurro della B aveva beffato i grandi. Provai una profonda amarezza e mi ripromisi che avrei vinto così tanto da doverli obbligare a scrivere il mio nome».
E così è stato: 50 vittorie in Coppa del Mondo, più lo slalom parallelo di Saalbach, tre ori e due argenti olimpici, due ori e due bronzi iridati, una Coppa del Mondo assoluta e otto di specialità.
Tomba la Bomba!
Pietro Deanoz, 88 anni: «Quando lei iniziò a vincere io non mi perdevo una gara. Mi affascinava il suo modo di raccontare le vittorie. Quante ne ha vinte di seguito?».
«Nel 1988 vinsi nove gare di Coppa: la prima, buona rima; non c’è il due senza il tre; la quarta vien da sé; la quinta è già vinta; la sesta è una festa; la settima vittoria continua la storia; l’ottava è la mia schiava; la nona è una sinfonia che suona. Eppure, quell’anno, non vinsi la Coppa. I regolamenti me ne hanno tolte tante!».

Tomba con i piccoli Leonardo, Beatrice e nonno Alfredo
Ai giovani Leonardo e Beatrice Massai regala i braccialetti che ricordano il suo successo quale Atleta del Secolo nel Referendum Nazionale del CONI nel 2014.
Ornella Cheillon, sciatrice e brava escursionista, ricorda un particolare importante nella carriera del campione.
«Sì, è vero. Sono stato il primo atleta di Coppa del Mondo a usare il casco in slalom gigante. Lo avevo già nello slalom, ma tra le porte larghe passavo così radente ai pali che spesso prendevo craniate pazzesche!».
L’apoteosi giunge quando riprende il cellulare e fa ascoltare a tutti la voce di Kimi Antonelli che risponde al suo augurio per l’imminente Gran Premio di Monza.
Due campioni di gran classe.
Finisce con un grande applauso e con un complimento speciale per i 30 anni dalla doppia vittoria ai Mondiali della Sierra Nevada: slalom e gigante.
Alberto Tomba, l’unico atleta di Coppa del Mondo che si sia ritirato dall’attività agonistica vincendo l’ultima gara alla quale aveva partecipato: slalom di Crans-Montana, 1998.
Ancora Alfredo Massai: «Durante il soggiorno marino è sempre prevista una escursione. Questa volta la meta è stata San Marino, proprio nel periodo in cui la Repubblica di San Marino festeggiava il proprio anniversario di fondazione, alternando momenti di funzioni religiose, come la Messa solenne nella Basilica del Santo, alla processione nel centro storico con le reliquie di San Marino. Messa celebrata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, con il vescovo monsignor Domenico Beneventi, i quali hanno poi presentato la reliquia del Santo ai Capi di Stato, Alice Mina e Vladimiro Selva».
«A margine delle manifestazioni sportive, con il tradizionale Palio delle Balestre, il C.T.A. ha voluto incontrare le campionesse sammarinesi di bocce che, ai recenti Giochi del Mediterraneo, sono salite sul podio nella gara a coppie, vincendo la medaglia di bronzo.

Con i Capi di Stato Alice e Vladimiro Selva con il Cardinale Zuppi con la Reliquia di San Marino
A nome del Comitato Valdostano Bocce, il dirigente dell’Aostana, Mario Favre, neo Cavaliere della Repubblica, ha consegnato al presidente Ezio Francioni il gagliardetto rossonero, complimentandosi con le sorelle Stella e Giada Paoletti».
«La più piccola regione d’Italia incontra la più piccola Repubblica del mondo», commentava Stella Paoletti. «Un gesto che apprezziamo molto, all’insegna di un’amicizia affettuosa tra gli amanti delle bocce.
Abbiamo applaudito la vostra brava giocatrice Gaia Gamba nella sua vittoria per il bronzo nel tiro progressivo. Il nostro è uno sport che aveva bisogno di questa vetrina internazionale. Questi sono i nostri Giochi Olimpici.
Un riconoscimento giunto dallo stesso Papa Leone XIV che, durante la sua recente visita a San Marino, aveva ricevuto in dono una maglia dei Giochi che gli avevamo preparato, sulla quale avevano firmato tutti gli atleti di San Marino che hanno preso parte ai Giochi del Mediterraneo».

Papà Leone XIV mentre riceve in dono la maglia di San Marino con gli autografi di tutta la Delegazione ai Giochi del Mediterraneo
Anche queste emozioni da conservare.










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