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CRONACA | 31 agosto 2026, 17:10

La montagna che unisce, il dono che resta: a Pila la passeggiata dell’Avis diventa una festa di comunità

Una cinquantina di partecipanti hanno preso parte domenica 30 agosto alla “Passeggiata del dono”, organizzata dalle sezioni Avis di Gressan e Fénis. Dalla partenza alla Stella all’aperitivo, dal pranzo alla “La Société” al pomeriggio trascorso sul prato davanti al laghetto, una giornata all’insegna della solidarietà, dell’amicizia e della condivisione

La montagna che unisce, il dono che resta: a Pila la passeggiata dell’Avis diventa una festa di comunità

La montagna, questa volta, è stata soprattutto un luogo di incontro. Non soltanto un percorso da percorrere, ma uno spazio nel quale stare insieme, parlare, condividere e rafforzare quei legami che rappresentano una delle ricchezze più importanti del volontariato valdostano. La “Passeggiata del dono”, organizzata domenica 30 agosto 2026 dalle sezioni comunali Avis di Gressan e Fénis, si è conclusa con una partecipazione di circa 50 persone e con la soddisfazione degli organizzatori per una giornata che ha saputo unire solidarietà e convivialità.

L’iniziativa, pensata per portare il messaggio dell’Avis anche fuori dai tradizionali momenti dedicati alla donazione, ha trovato nella montagna di Pila lo scenario ideale. Soci, volontari, famiglie e amici delle due sezioni si sono ritrovati per trascorrere insieme una giornata diversa dal solito, nella quale il valore del dono è stato accompagnato dalla voglia di stare insieme.

Prima della passeggiata vera e propria, il gruppo ha raggiunto la Stella, dove si è svolto un momento di aperitivo. Un modo semplice e informale per cominciare la giornata, rompere il ghiaccio e creare quell’atmosfera di socialità che avrebbe accompagnato l’intero appuntamento. Iniziative di questo tipo, del resto, hanno anche il merito di avvicinare le persone all’associazione attraverso una dimensione più quotidiana e spontanea, fatta di relazioni personali prima ancora che di impegni associativi.

Dalla Stella il gruppo è quindi sceso verso il ristorante “La Société”, dove si è svolto il pranzo. Anche il momento conviviale ha rappresentato una parte importante della giornata, perché il volontariato non è fatto soltanto di attività e organizzazione, ma anche della capacità di creare rapporti, amicizie e senso di appartenenza. Attorno a una tavola, dopo una passeggiata in montagna, è stato naturale continuare a condividere esperienze e racconti, consolidando il rapporto tra le persone che fanno parte delle due sezioni.

Il pomeriggio è poi trascorso in maniera decisamente più rilassata, sul prato davanti al laghetto di Pila. Dopo il cammino e il pranzo, i partecipanti hanno potuto godersi il paesaggio e la tranquillità della montagna, senza un programma particolarmente rigido. Proprio questa dimensione informale ha contribuito a rendere la giornata particolarmente piacevole.

A fare da cornice, inoltre, è stato anche il bel tempo, che ha accompagnato l’appuntamento e favorito la permanenza all’aperto. Ma, al di là delle condizioni meteorologiche, il bilancio degli organizzatori è legato soprattutto alla compagnia. La giornata è stata infatti caratterizzata da un clima positivo e dalla partecipazione di un gruppo numeroso e affiatato.

Il risultato più significativo della “Passeggiata del dono” è forse proprio questo: aver dimostrato che un messaggio importante come quello della donazione di sangue può essere promosso anche attraverso occasioni semplici, capaci di mettere le persone una accanto all’altra senza formalità. Il dono, in questo senso, non è stato soltanto il tema dell’iniziativa, ma è diventato il filo conduttore di una giornata costruita sulla disponibilità, sulla partecipazione e sulla condivisione.

Particolarmente importante è stata inoltre la collaborazione tra le sezioni Avis di Gressan e Fénis. Due realtà territoriali che hanno scelto di lavorare insieme, dimostrando come il volontariato possa superare i confini amministrativi e costruire occasioni comuni. È una modalità che in una regione come la Valle d’Aosta assume un significato particolare, perché il tessuto associativo vive proprio della capacità delle comunità di collaborare e di riconoscersi in valori condivisi.

La partecipazione di circa 50 persone rappresenta, sotto questo profilo, un segnale positivo. In un momento nel quale molte associazioni devono confrontarsi con la necessità di coinvolgere nuovi volontari e soprattutto nuove generazioni, creare occasioni nelle quali stare insieme e far conoscere l’associazione può diventare uno strumento importante per mantenere vivo il rapporto con il territorio.

L’Avis, infatti, non è soltanto il luogo nel quale si organizzano le donazioni. È anche una presenza sociale, fatta di persone che mettono a disposizione tempo ed energie per una causa che riguarda l’intera collettività. Ogni donazione nasce da una scelta individuale, ma produce un beneficio che va ben oltre il singolo donatore. È questo il senso più profondo del volontariato: trasformare una disponibilità personale in una risorsa per tutti.

La giornata di Pila ha raccontato questo valore in maniera semplice. Non attraverso discorsi solenni, ma attraverso una passeggiata, un aperitivo, un pranzo e qualche ora trascorsa sul prato. Attività apparentemente ordinarie che, quando vengono vissute all’interno di una comunità, acquistano un significato diverso.

C’è anche una metafora che la montagna rende particolarmente evidente. Camminare insieme significa rispettare i tempi degli altri, aspettarsi, aiutarsi quando serve e arrivare alla meta come gruppo. Sono gli stessi principi che stanno alla base di una rete di volontariato efficace: ciascuno porta ciò che può, ma il risultato finale appartiene alla comunità.

Per le sezioni di Gressan e Fénis, dunque, la “Passeggiata del dono” può essere considerata non soltanto una bella giornata trascorsa a Pila, ma anche un momento utile per rafforzare una collaborazione e mantenere alta l’attenzione sul significato della donazione. Il successo di un’iniziativa associativa non si misura soltanto dal numero delle presenze, ma dalla capacità di lasciare qualcosa dopo che la giornata è terminata: un rapporto più forte tra le persone, una nuova conoscenza, la voglia di partecipare ancora, magari anche la scelta di avvicinarsi concretamente alla donazione.

E così, dopo il cammino, il pranzo e il pomeriggio di relax davanti al laghetto, resta soprattutto la fotografia di una comunità che ha saputo ritrovarsi. Una cinquantina di persone riunite in montagna per una giornata semplice, ma con un significato preciso: ricordare che la solidarietà ha bisogno di gesti concreti, ma anche di relazioni umane.

Perché il valore del dono non finisce quando termina una passeggiata. Al contrario, è proprio nelle giornate come questa che può trovare nuova energia. E in una Valle d’Aosta dove il volontariato continua a rappresentare una componente essenziale della vita delle comunità, saper stare insieme, collaborare e creare nuove occasioni di partecipazione significa contribuire a mantenere vivo un patrimonio sociale che appartiene a tutti.

pi.mi.

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