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ATTUALITÀ | 30 agosto 2026, 08:00

Il ghiacciaio che scompare e l’acqua che cambia: il Monviso al centro della sfida climatica

Dal 31 agosto al 3 settembre la Carovana dei ghiacciai 2026 di Legambiente farà tappa in Piemonte per osservare lo stato del ghiacciaio Coolidge, sul versante nord-est del Monviso. Quattro giorni di escursioni, iniziative e confronto scientifico per mettere in relazione il ritiro dei ghiacci con il futuro dell’acqua nelle Alpi e delle comunità che da questa risorsa dipendono

Il ghiacciaio che scompare e l’acqua che cambia: il Monviso al centro della sfida climatica

La crisi climatica, sulle Alpi, non è più soltanto una questione di temperature, stagioni che cambiano o paesaggi destinati lentamente a trasformarsi. È anche una questione di acqua, di sicurezza dei territori, di agricoltura, energia e futuro delle comunità montane e di pianura. È con questo sguardo che la Carovana dei ghiacciai 2026 di Legambiente, in collaborazione con CIPRA Italia e con la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana, arriva in Piemonte per la sua ultima tappa.

Dal 31 agosto al 3 settembre, l’attenzione sarà concentrata sul ghiacciaio Coolidge, sul versante nord-est del Monviso, la vetta più alta delle Alpi Cozie con i suoi 3.841 metri di altitudine. La campagna, giunta alla settima edizione, porta al centro dell’attenzione le trasformazioni dei ghiacciai alpini italiani e internazionali, utilizzando l’osservazione sul campo e il confronto con ricercatori, istituzioni e comunità locali per raccontare una trasformazione che riguarda molto più della sola alta montagna.

Il primo appuntamento operativo sarà martedì 1° settembre, con il ritrovo alle 8.30 a Pian del Re e l’escursione in quota. Nel corso della mattinata verrà proposto l’inquadramento scientifico del ghiacciaio e l’osservazione delle morfologie glaciali, con gli interventi di Alessio Salandin di ARPA Piemonte e Marco Giardino, vicepresidente della Fondazione Glaciologica Italiana e docente dell’Università di Torino. Sarà quindi il ghiacciaio stesso, attraverso le sue forme e le tracce lasciate dal progressivo arretramento, a diventare il principale osservatorio degli effetti del riscaldamento globale.

La giornata proseguirà con un momento dal forte valore simbolico: il saluto al ghiacciaio affidato al cornista Martin Mayes, accompagnato dal contributo del documentarista Andrea Fenoglio. L'obiettivo è raccontare le trasformazioni della montagna attraverso il rapporto tra natura e comunità, seguendo idealmente il filo che unisce il ghiaccio del Monviso al Po, le comunità storiche alle nuove popolazioni che oggi abitano e frequentano le terre alte. Nel pomeriggio è previsto anche un flash mob in quota.

Il tema dell’acqua sarà ancora più esplicito mercoledì 2 settembre, quando la Carovana si sposterà a Ostana, nel Cuneese. Alle 9.30 è prevista un’escursione tra le borgate del paese, con ritrovo presso il centro civico e culturale Lou Pourtoun, nella frazione Sant’Antonio. Nel pomeriggio, dalle 16.00 alle 18.30, lo stesso centro ospiterà il convegno “Ghiaccio che scompare, fiumi che cambiano. Nuove sfide per la governance dell’acqua nelle Alpi”, occasione per presentare anche l’Atlante dell’acqua.

Il confronto riunirà amministratori, ambientalisti, studiosi e rappresentanti delle istituzioni. Saranno presenti Giacomo Lombardo, sindaco di Ostana, Valter Giuliano di CIPRA Italia, Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Vanda Bonardo, presidente di CIPRA Italia e responsabile Alpi di Legambiente, Marco Giardino, Stefano Fenoglio di Alpstream - Centro per lo Studio dei Fiumi Alpini e Università di Torino, Secondo Barbero, direttore di ARPA Piemonte, e Francesco Tornatore dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po.

La scelta di collegare il destino del Coolidge a quello dei fiumi alpini introduce una questione politica destinata ad assumere un peso crescente: come governare una risorsa che sarà sottoposta a pressioni sempre maggiori e che non può essere gestita secondo confini amministrativi rigidi. Il ritiro dei ghiacciai modifica infatti gli equilibri idrologici delle montagne e impone di ripensare il rapporto fra territori a monte e territori di pianura. Agricoltura, produzione idroelettrica, turismo, ecosistemi fluviali e approvvigionamento idrico competono per una risorsa che rischia di diventare sempre più preziosa e, soprattutto, più difficile da prevedere.

È questo il punto sul quale insiste Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, secondo cui l’arrivo della Carovana a Ostana rappresenta un’occasione per riportare l’attenzione sul rapporto tra crisi climatica e risorsa idrica. De Marco sottolinea come partire dal Monviso e da ciò che resta del ghiacciaio Coolidge significhi osservare concretamente gli effetti del riscaldamento globale sulle Alpi e comprendere come questi cambiamenti abbiano conseguenze lungo l’intero corso dell’acqua, fino alla pianura e ai territori che dipendono da essa.

Nelle parole della presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta c’è anche una precisa indicazione politica: la risposta non può limitarsi alla tutela del ghiaccio, ma deve comprendere la capacità dei territori di adattarsi a condizioni nuove. Da qui l’esigenza, sottolineata da De Marco, di tutelare gli ecosistemi montani e costruire strategie di adattamento capaci di garantire una gestione sostenibile dell’acqua. Ostana, ai piedi del Monviso, diventa così il luogo nel quale una trasformazione osservabile localmente viene messa in relazione con una sfida di dimensione globale.

La posta in gioco riguarda anche l’economia. Le montagne non sono soltanto uno spazio naturale da preservare, ma un territorio nel quale convivono attività agricole, turismo, produzione energetica e servizi essenziali per le aree a valle. La progressiva riduzione della componente glaciale può modificare gli equilibri delle disponibilità idriche e rendere più complessa la programmazione delle attività economiche. Per le comunità alpine, già impegnate a contrastare spopolamento e fragilità dei servizi, l’adattamento climatico rischia dunque di diventare una delle principali condizioni per mantenere vivo il territorio.

La tappa piemontese della Carovana si concluderà giovedì 3 settembre a Torino, con la conferenza stampa dedicata allo stato di salute del ghiacciaio. Sarà il momento nel quale le osservazioni raccolte in quota potranno essere trasformate in una lettura complessiva dell’evoluzione del Coolidge e, più in generale, delle conseguenze del cambiamento climatico sull'ambiente alpino.

Il valore dell’iniziativa, però, va oltre la fotografia di un ghiacciaio in ritirata. Il Monviso rappresenta infatti un punto di partenza per interrogarsi sul destino dell’acqua lungo un intero sistema territoriale: dalla montagna alla pianura, dai piccoli comuni alpini alle grandi aree urbane, dagli ecosistemi alle attività produttive. Il ghiaccio che scompare è dunque anche un segnale politico: quello della necessità di prepararsi a gestire un futuro nel quale l’acqua non potrà più essere considerata una risorsa scontata. E proprio dalle montagne, dove il cambiamento è più visibile, può partire una nuova stagione di politiche di adattamento capaci di mettere insieme tutela ambientale, sviluppo economico e responsabilità verso le comunità che verranno.

je.fe.

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