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TRADIZIONI E CULTURA MONDO RURALE | 17 agosto 2026, 08:42

Batailes de reines: Champillon incorona Ardita, Monella e Melodie: festa e passione per le Batailles de Reines

56 bovine in gara e una giornata di grande partecipazione a Doues per il terzo appuntamento estivo delle Batailles de Reines. Nelle tre categorie hanno vinto Ardita di Centre Dalbard, Monella di Claudio Berthod e Melodie dei Frères Abram. Il peso massimo della giornata è stato Papillon, con 693 chilogrammi.

Ardita

Ardita

La montagna valdostana ha celebrato ancora una volta uno dei suoi appuntamenti più identitari. A Champillon, nel territorio di Doues, la Bataille de Reines ha richiamato allevatori, appassionati, famiglie e curiosi, trasformando l'arena in un punto d'incontro capace di tenere insieme competizione, tradizione agricola e dimensione comunitaria. Una giornata che, al di là dell'esito delle singole sfide, ha confermato quanto le reines continuino a rappresentare un elemento profondamente radicato nella cultura della Valle d'Aosta.

Sono state 56 le bovine scese in arena, suddivise nelle tre categorie previste. Ogni combattimento è stato accompagnato dall'attenzione del pubblico e dalla partecipazione degli allevatori, protagonisti di una manifestazione che affonda le proprie radici in una tradizione documentata fin dal 1600. Un patrimonio che continua a vivere non come semplice rievocazione del passato, ma attraverso l'attività quotidiana degli allevatori e il rapporto tra animali, territorio e comunità.

In prima categoria, con 13 bovine al via, il successo è andato ad Ardita di Centre Dalbard di Quart. Alle sue spalle si è classificata Bufera di Thierry Rosset, di Saint-Marcel, mentre il terzo posto è stato conquistato da Papillon di Claudio Berthod, di Doues. Quarta posizione per un'altra Ardita, questa volta di René Saluard di Saint-Christophe.

La prima categoria ha dunque offerto una finale particolarmente significativa per l'allevamento locale, ma ha visto anche emergere una delle protagoniste più imponenti della giornata. Papillon, infatti, è stata la bovina più pesante della manifestazione, con un peso di ben 693 kg. Un dato che restituisce anche la dimensione fisica di questi animali e il lavoro necessario per allevarli e mantenerli in condizioni adeguate.

La seconda categoria, con 19 bovine iscritte, ha invece parlato soprattutto douesina. A imporsi è stata Monella di Claudio Berthod, allevatore di Doues. Alle sue spalle si è classificata Baronne, anch'essa di Claudio Berthod, mentre il terzo posto è andato a Musique di Michael Cuaz, di Doues. Quarta Feisan di Aurelio Crétier, di Saint-Christophe.

Ancora più nutrita la terza categoria, che ha visto confrontarsi 24 bovine. A conquistare il primo posto è stata Melodie dei Frères Abram, di Doues, davanti a Orsiere dei Frères Brilllo, di Quart. Terza Cuba di Claudio Berthod, di Doues, mentre la quarta posizione è stata ottenuta da Furie, ancora dei Frères Abram di Doues.

Il risultato complessivo racconta quindi anche la forza della componente locale. Le aziende di Doues sono state protagoniste in tutte le categorie, a conferma di quanto l'allevamento rappresenti ancora una componente importante dell'identità economica e sociale della comunità. Dietro ogni bovina c'è infatti un'attività che richiede tempo, competenze, investimenti e una presenza quotidiana sul territorio. La Bataille de Reines diventa così anche una vetrina per un settore che contribuisce alla manutenzione del paesaggio alpino e alla conservazione di pratiche agricole difficilmente separabili dalla storia della Valle d'Aosta.

«Anche quest'anno Champillon ha saputo regalarci una giornata indimenticabile, fatta di tradizione, passione e autenticità», ha sottolineato Roberto Bonin, evidenziando come la manifestazione rappresenti qualcosa che va oltre la dimensione agonistica. «Siamo in un territorio che vive di allevamento e di cura del paesaggio, e vedere la comunità riunita attorno a questi valori è la conferma che le Batailles de Reines sono molto più di una competizione». Un concetto che trova riscontro nella partecipazione registrata durante la giornata e nel ruolo che questi appuntamenti continuano ad avere nella vita delle comunità di montagna.

La manifestazione di Champillon arriva in un momento in cui il futuro dell'agricoltura di montagna continua a interrogare la Valle d'Aosta. Costi di produzione, difficoltà nel ricambio generazionale e necessità di mantenere economicamente sostenibili le piccole aziende sono questioni che riguardano direttamente anche gli allevatori protagonisti delle Batailles. Per questo gli appuntamenti estivi non sono soltanto feste popolari: rappresentano anche un'occasione per riportare l'attenzione sul valore economico e ambientale dell'allevamento valdostano.

Il circuito estivo delle Batailles de Reines non si ferma a Champillon. Il prossimo appuntamento è fissato per domenica 23 agosto ad Ayas, mentre domenica 30 agosto sarà la volta di Arnad, con la tradizionale Féhta dou Lar.

Da Doues riparte dunque un messaggio che va oltre la classifica di una giornata. Le vittorie di Ardita, Monella e Melodie entreranno nell'albo delle Batailles, ma il valore più ampio della manifestazione sta nella capacità di continuare a mettere insieme generazioni, allevatori e pubblico attorno a una pratica profondamente legata alla montagna valdostana. In un'epoca nella quale molte tradizioni rurali rischiano di perdere spazio, le Reines dimostrano che una tradizione rimane viva quando continua a essere praticata, condivisa e riconosciuta come parte dell'identità di una comunità.

je.fe.

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