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TRADIZIONI E CULTURA MONDO RURALE | 09 agosto 2026, 22:24

Batailles de Reines: A Valtournenche la tradizione ruggisce; 84 bovine in gara, emozioni e qualità alle Batailles de Reines

Il secondo appuntamento estivo del 69ème Concours Régional Batailles de Reines ha portato a Breuil-Cervinia 84 bovine, confermando il forte legame tra allevamento, territorio e tradizione valdostana. Quattro qualificate per categoria accedono alla finale regionale del 25 ottobre all’Arena Croix-Noire di Aosta. Tra i dati più curiosi, i 763 chilogrammi della bovina più pesante, Reinon

Tinki regiona di prima categoria

Tinki regiona di prima categoria

La cornice di Breuil-Cervinia ha fatto da sfondo a una domenica nella quale sport, allevamento e tradizione si sono incontrati ancora una volta attorno alle Batailles de Reines. A Valtournenche è andato in scena il secondo appuntamento estivo del 69ème Concours Régional Batailles de Reines, una manifestazione che continua a rappresentare uno degli appuntamenti più riconoscibili della cultura rurale valdostana.

Sono state 84 le bovine scese in campo, suddivise nelle tre categorie di peso. Numeri che raccontano innanzitutto la partecipazione degli allevatori, ma anche la capacità delle Batailles di richiamare pubblico e appassionati. Di fronte agli spettatori, le bovine hanno dato vita a confronti spesso equilibrati, nei quali forza, tecnica e resistenza hanno fatto la differenza.

Il risultato della giornata assume quindi un significato che va oltre la semplice classifica. Dietro ogni animale c'è il lavoro quotidiano degli allevatori, fatto di cura, selezione, alimentazione e attenzione al patrimonio zootecnico. Le Batailles diventano così anche una vetrina dell'allevamento valdostano e della qualità raggiunta dalle mandrie, in un settore che mantiene un peso importante soprattutto nelle aree di montagna.

Nella 1ª categoria, che ha visto la partecipazione di 19 bovine, il successo è andato a Tiky di Hervé Mus di Torgnon. Seconda Scarlett di Diemoz-Ugonino di Chambave, terza Trionfa di Holder Machet di Torgnon e quarta Tsatagne di Luca Vuillermoz di Valtournenche. Un risultato che premia realtà diverse del territorio e che porta alla finale regionale quattro bovine capaci di conquistare il pass nella categoria più leggera.

Alouette di Ansermin-Porliod di Nus

Più numerosa la 2ª categoria, con 35 bovine al confronto. A imporsi è stata Alouette di Ansermin-Porliod di Nus, davanti a Gitane di Roby Bich di Pontey, Maracaibo di Didier Millesi di Perloz e Lion di Didier Bieller di Saint-Vincent. Anche in questo caso, la classifica fotografa una partecipazione che attraversa diverse zone della Valle d'Aosta, a conferma della dimensione regionale della competizione.

La 3ª categoria, con 30 bovine, ha invece avuto un marcato accento locale. A vincere è stata Amoureuse di Mauro Chatrian (nella foto) di Valtournenche, seguita dalla compagna di allevamento Monella di Mauro Chatrian, mentre al terzo posto si è classificata Zara di Fulvio Meynet di Valtournenche e al quarto Alouette di Jean Antoine Maquignaz, anch'essa di Valtournenche. Quattro piazzamenti che sottolineano il particolare rendimento degli allevamenti locali nella categoria dei soggetti più pesanti.

E proprio il peso è stato uno degli elementi curiosi della giornata. La bovina più pesante della manifestazione è risultata Reinon di André e Davide Follin, capace di raggiungere la ragguardevole cifra di 763 chilogrammi. Un dato che restituisce anche plasticamente la forza e la struttura degli animali protagonisti della competizione.

Al termine delle gare, il presidente dell'Association Régionale Amis des Batailles de Reines, Roberto Bonin, ha espresso soddisfazione per l'andamento della giornata, sottolineando il livello degli incontri, la qualità delle bovine e il lavoro degli allevatori. Nel suo intervento ha inoltre rivolto un ringraziamento ai volontari, ai comitati organizzatori e alle autorità locali, evidenziando come dietro ogni appuntamento vi sia una macchina organizzativa tutt'altro che secondaria.

Il passaggio di Valtournenche conferma dunque una delle caratteristiche più interessanti delle Batailles: la capacità di trasformare un momento della tradizione agricola in un appuntamento collettivo capace di coinvolgere residenti, allevatori e visitatori. In una località a forte vocazione turistica come Breuil-Cervinia, l'evento contribuisce inoltre a proporre un'immagine della montagna valdostana che non si limita alle piste, all'escursionismo e all'offerta ricettiva, ma comprende anche il mondo dell'allevamento e delle tradizioni rurali.

C'è anche una dimensione economica da non trascurare. Manifestazioni di questo tipo contribuiscono a mantenere visibile un comparto che opera spesso in condizioni difficili, soprattutto per chi sceglie di continuare a lavorare in montagna. Le Batailles non sostituiscono certamente le politiche necessarie a sostenere l'agricoltura e la zootecnia, ma offrono agli allevatori una vetrina, rafforzano il rapporto tra produzione agricola e territorio e alimentano quella narrazione della Valle d'Aosta rurale che rappresenta anche una componente dell'offerta turistica regionale.

La classifica di Valtournenche, inoltre, è già proiettata verso l'appuntamento più importante della stagione. Le prime quattro bovine di ciascuna categoria hanno infatti conquistato l'accesso alla Finale Regionale del 25 ottobre, quando all'Arena Croix-Noire di Aosta si ritroveranno le migliori protagoniste del circuito.

Il calendario estivo non si ferma a Valtournenche. Il prossimo appuntamento è fissato per domenica 16 agosto a Doues-Champillon, seguito da domenica 23 agosto ad Ayas e da domenica 30 agosto ad Arnad, dove è in programma la tradizionale Féhta dou lar.

La tappa di Valtournenche consegna quindi non soltanto dodici qualificate alla finale, ma soprattutto la fotografia di una tradizione ancora capace di mobilitare persone, allevatori e territori. In una Valle d'Aosta che cambia e che deve confrontarsi con nuove esigenze economiche e sociali, le Batailles de Reines ricordano che la montagna non è soltanto un luogo da visitare: è anche un territorio vissuto, lavorato e custodito ogni giorno. E quei 763 chilogrammi di Reinon, insieme alle 84 bovine scese in campo, raccontano a modo loro proprio questo legame.

pi.mi.

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