La legalità entra sempre più a far parte delle strategie di sviluppo delle imprese. Non solo come obbligo normativo, ma come elemento capace di accrescere competitività, affidabilità e valore reputazionale. In questa direzione si inserisce la scelta di Confartigianato Imprese Como, che diventa la prima realtà lombarda ad attivare concretamente il Protocollo di legalità firmato con il Ministero dell'Interno, offrendo alle imprese associate un servizio gratuito di verifica antimafia e di controllo della regolarità aziendale. Un'iniziativa che punta a rafforzare le filiere produttive e che assume un significato particolare anche per territori come la Valle d'Aosta, caratterizzati da un tessuto economico composto prevalentemente da piccole e medie imprese.
La presentazione ufficiale si è svolta nella sede di Confartigianato Imprese Como, alla presenza dei vertici dell'associazione e delle principali autorità civili, militari e di pubblica sicurezza. Dal mese di settembre 2026, gli uffici dell'associazione saranno operativi per accompagnare le imprese in un percorso di adesione volontario e gratuito al protocollo.
L'accordo trova fondamento nell'articolo 83-bis del Codice Antimafia e attribuisce a Confartigianato la possibilità di accedere, tramite la Prefettura, alla Banca Dati Nazionale Unica della documentazione antimafia (BDNA). In questo modo, strumenti finora utilizzati prevalentemente negli appalti pubblici vengono estesi anche ai rapporti tra imprese private, consentendo verifiche preventive lungo tutta la filiera dei fornitori.
L'attività degli uffici di Confartigianato Como comprenderà la raccolta e la verifica della documentazione delle aziende richiedenti e dei principali fornitori, i controlli sulla regolarità fiscale, contributiva, contrattuale, sul rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e di tutela ambientale, oltre all'interrogazione della banca dati antimafia tramite personale autorizzato. Le imprese che completeranno positivamente il percorso saranno inserite nell'elenco pubblico nazionale delle aziende aderenti, ottenendo un'attestazione ufficiale della propria affidabilità.
Il presidente Roberto Galli ha sottolineato come «Como è il primo territorio lombardo a rendere operativo il Protocollo di legalità», spiegando che l'obiettivo non è aumentare gli adempimenti burocratici, bensì mettere a disposizione delle imprese «uno strumento concreto che premi chi opera correttamente e rafforzi la trasparenza nelle relazioni economiche». Per Galli la legalità rappresenta oggi «un elemento di competitività», capace di rafforzare la reputazione delle aziende e di rendere più sicure le filiere produttive.
Anche il vicepresidente Virgilio Fagioli ha evidenziato il valore pratico dell'iniziativa, ricordando come nei cantieri la legalità si misuri quotidianamente con preventivi anomali, subappalti ripetuti e fornitori poco conosciuti. Nel suo intervento ha spiegato che il protocollo «non aggiunge un altro obbligo burocratico», ma offre alle imprese la possibilità di conoscere meglio i partner commerciali prima della firma di un contratto, tutelando imprenditori, lavoratori e collaboratori e trasformando la correttezza in un concreto vantaggio competitivo.
Il coordinamento operativo del progetto sarà affidato al segretario generale Alberto Caramel, mentre alla conferenza hanno preso parte il sottosegretario al Ministero dell'Interno Nicola Molteni, il prefetto di Como Corrado Conforto Galli, il questore Filippo Ferri, il comandante provinciale dei Carabinieri Francesco Falcone, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Agostino Brigante e il capo del Centro operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Milano, Giuseppe Furciniti, a testimonianza dell'importanza attribuita dalle istituzioni all'iniziativa.
Dal punto di vista economico, il protocollo punta a trasformare il rispetto delle regole in un fattore di crescita. L'iscrizione nell'elenco nazionale delle imprese aderenti costituisce infatti una certificazione di affidabilità che può facilitare i rapporti con clienti, grandi committenti, istituti di credito e partner commerciali, aumentando la trasparenza delle relazioni economiche e contribuendo a contrastare fenomeni di concorrenza sleale e infiltrazioni criminali.
Il tema assume particolare rilievo anche per la Valle d'Aosta, dove la tutela della legalità economica rappresenta da anni una priorità istituzionale. La regione dispone già di strumenti di prevenzione grazie ai protocolli sottoscritti tra Regione, Prefettura, forze dell'ordine e parti sociali, soprattutto in materia di appalti pubblici e grandi opere. L'esperienza avviata a Como amplia però la prospettiva, coinvolgendo direttamente le relazioni tra imprese private e offrendo un modello che potrebbe essere preso in considerazione anche nel contesto valdostano, caratterizzato da una rete di piccole imprese che operano spesso in filiere corte e fortemente interconnesse.
L'iniziativa di Confartigianato Imprese Como dimostra come la prevenzione possa diventare un servizio alle imprese anziché un semplice insieme di obblighi amministrativi. Rendere la trasparenza un elemento distintivo significa rafforzare la fiducia nel mercato, tutelare gli operatori economici corretti e creare condizioni più favorevoli per lo sviluppo. Per la Valle d'Aosta, dove la qualità del tessuto imprenditoriale costituisce uno degli elementi di forza dell'economia regionale, esperienze di questo tipo rappresentano uno spunto concreto per continuare a coniugare autonomia, crescita economica e difesa della legalità.













