Dal passato che torna a vivere attraverso fotografie e testimonianze al futuro affidato a nuovi progetti di sviluppo sostenibile. È questo il filo conduttore del nuovo numero de La Tsapletta, il quadrimestrale del Comune di Courmayeur diretto da Moreno Vignolini, disponibile gratuitamente dal pomeriggio di martedì 4 agosto 2026 nelle edicole del paese, in Municipio e nella biblioteca comunale.
Una pubblicazione che, numero dopo numero, ha scelto di essere molto più di un semplice notiziario amministrativo: un archivio vivo della comunità, capace di raccontare eventi, persone, trasformazioni e valori che hanno accompagnato la crescita di Courmayeur. Questa edizione assume un significato particolare perché riunisce tre ricorrenze che rappresentano altrettanti volti della località ai piedi del Monte Bianco: la tradizione popolare, la solidarietà e l’incontro tra culture.
La copertina è dedicata ai 70 anni de Les Badochys, il gruppo folkloristico che dal 1956 porta nelle piazze e nelle manifestazioni di Courmayeur musica, danze e costumi della tradizione valdostana. Un anniversario che non celebra soltanto una formazione artistica, ma il lavoro paziente di intere generazioni di uomini, donne e bambini che hanno scelto di mantenere vivo un patrimonio immateriale fatto di gesti, suoni e appartenenza.
Proprio per celebrare questo importante traguardo è stata inaugurata la mostra fotografica “Les Badochys de Courmayeur: 70 ans de mémoire en mouvement”, un progetto che propone uno sguardo originale sui protagonisti del gruppo, ritratti con gli abiti tradizionali in contesti quotidiani e contemporanei, lontano dalle rappresentazioni folkloristiche più consuete. L’esposizione, allestita lungo le vie del centro, diventa così un racconto visivo della continuità tra passato e presente.
Accanto alla dimensione culturale trova spazio quella del volontariato e della sicurezza. La rivista dedica infatti un approfondimento ai 30 anni dell’Unità Soccorso e Ricerca Courmayeur, celebrati lo scorso 28 giugno 2026. Tre decenni di attività spesso lontane dai riflettori, ma fondamentali per un territorio montano dove prevenzione, intervento rapido e collaborazione tra realtà diverse rappresentano elementi indispensabili.
Questa storia racconta una comunità capace di organizzarsi e reagire alle difficoltà, mettendo insieme competenze sanitarie, attenzione all’ambiente e disponibilità personale. Un patrimonio umano che, soprattutto in montagna, assume un valore ancora più forte perché la sicurezza nasce dalla conoscenza del territorio e dalla capacità delle persone di fare squadra.
Il terzo anniversario raccontato da La Tsapletta riguarda Celtica Valle d’Aosta, che nel 2026 raggiunge i 30 anni. L’evento, ospitato ogni anno nel suggestivo scenario del bosco del Peuterey, è diventato nel tempo uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili della Valle d’Aosta. Una manifestazione capace di richiamare migliaia di visitatori e di creare un ponte tra lingue, tradizioni e sensibilità differenti. La sua forza, sottolinea idealmente il giornale comunale, sta proprio nella capacità di trasformare la cultura in occasione di incontro.
Tra le pagine del nuovo numero trova spazio anche il ricordo di Waldemaro Flick, scomparso nel mese di maggio 2026, curato dalla Fondazione Courmayeur Mont Blanc. Flick è ricordato come ideatore e promotore del Programma pluriennale di ricerca Montagna Rischio, un percorso che ha contribuito ad approfondire il rapporto tra territori alpini, fragilità e gestione dei rischi naturali.
La pubblicazione guarda però anche alle sfide future, con particolare attenzione alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione del paesaggio. Tra i progetti illustrati vi è il recupero del sentiero panoramico affacciato sugli ambienti glaciali del Monte Bianco, sviluppato nell’ambito del progetto Prév-Risk CC. Il nuovo itinerario, denominato Brenva Glacier Trek, sarà inaugurato il 2 ottobre 2026 e nasce come percorso glaciologico e divulgativo per avvicinare residenti e visitatori alla conoscenza degli ecosistemi d’alta quota e delle trasformazioni in corso.

Uno spazio importante è dedicato anche alla prossima stagione invernale, che porterà una significativa innovazione per il comprensorio sciistico di Courmayeur. Saranno infatti operative due nuove telecabine a 10 posti di ultima generazione, destinate a sostituire la telecabina Checrouit e la seggiovia Maison Vieille, con un investimento complessivo di circa 40 milioni di euro. Un intervento che punta a migliorare la qualità del servizio e la competitività della destinazione turistica.
La memoria del territorio torna protagonista con il recupero del Gran Rû, il canale storico oggetto di intervento nell’ambito del progetto Courmayeur Climate Hub, finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU – PNRR Borghi M1C3. L’obiettivo è rafforzare l’identità locale e restituire valore alla memoria storica attraverso la conservazione di elementi che raccontano il rapporto secolare tra uomo e montagna.
Proprio su questo tema è previsto un appuntamento pubblico il 17 agosto 2026, alle ore 17.00, nella Sala dei Dipinti dell’Ange, con l’incontro dal titolo “Il Gran Rû e i rû della Valle d’Aosta”. Interverranno Cesara Pavone, responsabile della ricerca documentale e della redazione dei testi per la valorizzazione del Gran Rû nell’ambito del PNRR, e Giovanni Vautherin, autore del volume “Gli antichi rû della Valle d’Aosta”.
Non manca infine l’approfondimento storico dedicato alla figura di Livia Fleur-Favre, scomparsa il 14 aprile 2026, pochi mesi prima del traguardo dei cento anni che avrebbe raggiunto il 24 luglio 2026. Attraverso la sua vicenda personale, il giornale restituisce uno spaccato della Courmayeur di un tempo, fatta di famiglie, nomi, relazioni e storie quotidiane che rischiano di scomparire se non vengono raccolte e tramandate.
Con questo numero La Tsapletta conferma dunque il proprio ruolo di custode della memoria collettiva, ma anche di osservatorio sul cambiamento. In una località profondamente segnata dal turismo internazionale e dalle trasformazioni ambientali, raccontare le proprie radici significa costruire consapevolezza sul futuro. La forza di Courmayeur passa anche da qui: dalla capacità di tenere insieme tradizione e innovazione, cultura e sviluppo, identità locale e apertura al mondo.













