È un bilancio definito positivo quello tracciato dall’Assessorato della Sanità, salute e politiche sociali e illustrato in una nota diffusa dall’Ufficio stampa della Giunta regionale a un anno dall’avvio della gestione affidata al Consorzio COOB attraverso la Cooperativa sociale Melograno. Secondo la comunicazione istituzionale, la struttura ha confermato il proprio ruolo di presidio fondamentale per la tutela degli animali da compagnia, la prevenzione del randagismo e il sostegno alla comunità, proseguendo nel solco della precedente esperienza gestionale e introducendo alcune novità organizzative.
Nel periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026 sono stati complessivamente 565 i movimenti registrati tra ingressi e uscite. Un’attività che ha richiesto un impegno costante per garantire assistenza agli animali accolti e rispondere alle segnalazioni provenienti da cittadini, territorio, Forze dell’Ordine e servizi veterinari.
Tra gli elementi evidenziati dalla Regione emerge il numero degli animali che hanno potuto lasciare la struttura per fare ritorno alle proprie famiglie o iniziare un nuovo percorso. Sono stati infatti 123 gli animali restituiti ai proprietari, mentre 122 hanno trovato una sistemazione attraverso adozioni, preadozioni, affidi o custodie giudiziali, cioè forme di accoglienza temporanea disposte per animali sottoposti a tutela in situazioni particolari. Numeri che rappresentano uno degli obiettivi principali di un canile moderno: accompagnare gli animali verso il reinserimento in un contesto familiare stabile.
L’attività della struttura non è stata però priva di situazioni complesse. Nel corso dell’anno il personale ha dovuto affrontare emergenze che hanno richiesto particolare attenzione organizzativa e professionale, tra cui la gestione di 45 gatti provenienti da un sequestro, l’assistenza a una cucciolata di 8 piccoli rimasti senza madre e il recupero di numerosi animali arrivati in condizioni sanitarie delicate.
Sul fronte della salute e del benessere animale, la nuova gestione ha introdotto la presenza stabile del direttore sanitario, che nel primo anno ha effettuato 140 visite cliniche, accompagnate da 74 approfondimenti diagnostici o cure specialistiche. A questo si aggiungono i percorsi educativi e riabilitativi dedicati ai cani: 61 animali sono stati inseriti in programmi specifici, mentre 51 sono stati seguiti dal punto di vista comportamentale per favorire un percorso positivo verso l’adozione, grazie alla collaborazione con educatori e istruttori cinofili.
Un ulteriore elemento di innovazione riguarda il servizio di reperibilità continuativa attivato per tutto l’anno in convenzione con il CELVA. Il servizio ha permesso di effettuare 116 interventi per il recupero di animali vaganti e 36 soccorsi di animali feriti, rafforzando il collegamento tra struttura, territorio e servizi pubblici.
Tra le novità introdotte figura anche l’apertura ai cosiddetti volontari liberi, una modalità che consente ai cittadini interessati di dedicare tempo agli animali senza necessariamente essere iscritti a un’associazione di protezione animale. Una scelta che punta ad ampliare la partecipazione della comunità valdostana e a rendere il Canile e Gattile regionale un luogo sempre più accessibile e condiviso.
La dimensione sociale della struttura è stata inoltre rafforzata attraverso la collaborazione con realtà del territorio per coinvolgere persone in situazioni di fragilità o a rischio di esclusione sociale. L’obiettivo è favorire l’acquisizione di competenze, il recupero di autonomia e, quando possibile, un progressivo reinserimento nella vita lavorativa.
In questa prospettiva si inserisce anche il progetto della foresteria “Cave Canem, Cave Felem”, pensata come spazio destinato ad accogliere professionisti, volontari, tirocinanti e operatori provenienti da altre realtà. La struttura, secondo quanto evidenziato dalla Regione, punta così a diventare anche un luogo di formazione e confronto sulle buone pratiche nella gestione degli animali da compagnia.
Nel comunicato dell’Ufficio stampa della Giunta regionale, l’assessore Carlo Marzi sottolinea come i risultati del primo anno confermino la validità del percorso intrapreso, evidenziando la continuità con la precedente gestione e il valore delle nuove iniziative introdotte. «I dati di questo primo anno ci dicono una cosa chiara: il Canile e Gattile regionale continua a funzionare bene e sta lavorando nella direzione giusta», afferma Marzi, richiamando il ruolo della collaborazione tra Regione, Azienda Usl, CELVA, Corpo forestale e mondo del volontariato. Secondo l’assessore, l’apertura ai volontari liberi, le adozioni e il coinvolgimento delle persone più fragili dimostrano come il centro possa produrre benefici non soltanto per gli animali, ma per l’intera comunità.
Sempre nella stessa nota viene riportata la valutazione della veterinaria regionale Enrica Muraro, che evidenzia come il metodo di lavoro adottato sia testimoniato dalla serenità degli animali ospitati. «La presenza costante del direttore sanitario garantisce un monitoraggio sanitario puntuale», sottolinea Muraro, ricordando anche gli interventi di riqualificazione in corso, tra cui il nuovo gattile, le nursery e le aree verdi, destinati a migliorare ulteriormente la qualità della vita degli ospiti.
Grande attenzione è stata dedicata anche alla comunicazione e alla sensibilizzazione. Da gennaio 2026 è attivo il nuovo sito internet del Canile e Gattile regionale, affiancato da una presenza più strutturata sui social network e dalle collaborazioni con i media locali per promuovere le adozioni e diffondere la cultura del possesso responsabile degli animali.
Il primo anno della nuova gestione, sulla base dei dati e delle considerazioni contenute nella comunicazione della Giunta regionale, racconta quindi una struttura che va oltre la semplice funzione di accoglienza. Il Canile e Gattile regionale si presenta sempre più come un punto di riferimento dove tutela animale, servizio pubblico, volontariato e inclusione sociale si intrecciano. Un’evoluzione che riflette un cambiamento culturale più ampio: prendersi cura degli animali significa anche rafforzare i legami della comunità e costruire una società più responsabile e partecipata.













