La gestione delle maggiori risorse emerse con l'assestamento del bilancio regionale finisce sotto la lente della CGIL Valle d'Aosta e di Federconsumatori Valle d'Aosta. Nel parere presentato alla Prima Commissione del Consiglio Valle, il sindacato e l'associazione dei consumatori riconoscono alcuni elementi positivi del provvedimento, ma chiedono maggiore chiarezza sulle scelte di spesa e una programmazione più solida. Secondo le due organizzazioni, l'assestamento non dovrebbe limitarsi a redistribuire risorse emerse nel corso dell'anno, ma rappresentare un'occasione per rafforzare gli investimenti strategici e migliorare l'efficienza dei servizi pubblici.
Il primo rilievo riguarda l'origine delle nuove disponibilità finanziarie. La CGIL e Federconsumatori si chiedono come sia possibile che il maggiore gettito derivante dalla compartecipazione all'IVA sia stato quantificato soltanto in sede di assestamento. A loro giudizio, il forte aumento dei prezzi registrato negli ultimi mesi rendeva prevedibile una crescita delle entrate già durante la predisposizione della legge di bilancio. Da qui la domanda rivolta alla Regione: il maggiore gettito è stato rilevato soltanto recentemente dagli uffici oppure le entrate erano state inizialmente sottostimate?
Entrando nel merito del provvedimento, il sindacato e l'associazione dei consumatori esprimono perplessità sulla scelta di destinare 31,7 milioni di euro aggiuntivi alla spesa corrente. Nel parere si legge che «la destinazione di ben 31,7 milioni sulle spese correnti» evidenzia una sottovalutazione delle necessità già presenti nella precedente legge di bilancio. Per CGIL e Federconsumatori, una cifra di questa entità dimostra che la programmazione finanziaria avrebbe potuto essere più accurata.
Le due organizzazioni lamentano inoltre una limitata chiarezza sulle destinazioni finali di una parte delle risorse previste dall'assestamento. Pur riconoscendo che il rafforzamento del welfare e delle politiche attive sia «sempre ben accoglibile e sicuramente nell'interesse della collettività», ritengono che il provvedimento dovrebbe descrivere con maggiore precisione come verranno utilizzati i fondi aggiuntivi.
Tra i temi affrontati figura anche la sanità. Per CGIL e Federconsumatori, il rafforzamento delle risorse conferma che «i reclami lanciati negli ultimi anni non fossero così infondati». Le due organizzazioni sottolineano che il vero obiettivo non deve essere l'entità degli stanziamenti, ma la loro efficacia. Come si legge nel documento, «non sta sul balletto dei numeri l'interesse della comunità, ma la proficuità e l'efficienza della spesa pubblica».
Osservazioni analoghe riguardano i 15,3 milioni di euro destinati agli investimenti. La CGIL e Federconsumatori ritengono che le maggiori risorse disponibili dovrebbero essere indirizzate prioritariamente verso opere e interventi di utilità collettiva, capaci di produrre benefici duraturi per il territorio. L'auspicio è che gli assestamenti di bilancio servano soprattutto a finanziare investimenti e non a compensare sottostime della spesa corrente.
Tra i punti più contestati compare l'articolo 10, relativo ai contributi destinati alle scuole. Il sindacato e l'associazione dei consumatori esprimono «netta contrarietà ad un così netto sbilanciamento di risorse conferite alle scuole paritarie rispetto alle istituzioni pubbliche». Secondo la CGIL e Federconsumatori, la scuola pubblica necessita ancora di investimenti strutturali per rafforzare organici, personale e qualità dei servizi, motivo per cui viene chiesta una revisione della norma.
Ancora più severa la posizione sull'articolo 11, riguardante il personale. Le due organizzazioni parlano di «assoluta contrarietà», ritenendo che le disposizioni previste possano risultare problematiche sotto il profilo giuridico, contabile e contrattuale. Nel documento si ricorda inoltre che era già stata svolta una procedura di evidenza pubblica per la selezione dei candidati e si sostiene che le nuove previsioni rischino di ridurre l'attrattività del sistema pubblico regionale. Per questo viene chiesta la soppressione dell'articolo.
Sull'articolo 16, dedicato alle politiche per il contrasto ai cambiamenti climatici, CGIL e Federconsumatori chiedono invece l'apertura di un confronto permanente con le parti sociali, nella convinzione che la transizione ambientale richieda il coinvolgimento di tutti gli attori economici e sociali della Valle d'Aosta. Più critico il giudizio sull'articolo 31, del quale il sindacato e l'associazione dei consumatori dichiarano di non comprendere pienamente finalità e modalità di utilizzo delle risorse, pur riconoscendo quelle che definiscono «buone intenzioni».
Il parere arriva mentre il dibattito politico sull'assestamento di bilancio resta aperto. Il provvedimento redistribuisce le maggiori entrate registrate nel corso dell'anno, derivanti in larga parte dall'andamento positivo della compartecipazione ai tributi erariali e, in particolare, dell'IVA. Nel corso della discussione consiliare la maggioranza ha difeso la scelta di destinare nuove risorse alla sanità, agli enti locali, alle politiche sociali, allo sviluppo economico e alla manutenzione del territorio. Le forze di opposizione hanno invece sostenuto che una parte consistente di queste risorse avrebbe potuto essere prevista già nel bilancio approvato a fine anno, evitando di concentrare nell'assestamento numerose variazioni.
In questo contesto, il documento della CGIL e di Federconsumatori aggiunge un punto di vista diverso da quello del confronto politico, concentrandosi soprattutto sulla qualità della programmazione finanziaria. Il sindacato e l'associazione dei consumatori chiedono una maggiore condivisione delle scelte con le parti sociali e ribadiscono che le risorse straordinarie dovrebbero essere utilizzate principalmente per rafforzare servizi, infrastrutture e investimenti di interesse collettivo.
L'assestamento di bilancio rappresenta uno dei momenti più importanti della vita amministrativa della Regione perché fotografa l'evoluzione dei conti pubblici e indica le priorità politiche della seconda parte dell'anno. Per questo le osservazioni formulate dalla CGIL e da Federconsumatori vanno oltre il giudizio sul singolo provvedimento: richiamano la necessità di una programmazione sempre più trasparente, partecipata ed efficace, affinché ogni euro aggiuntivo possa tradursi in servizi migliori, sviluppo economico e maggiore coesione sociale per la comunità valdostana.
Il Consiglio Valle ha approvato il disegno di legge di assestamento al bilancio di previsione per il 2026 e la seconda variazione per il triennio 2026-2028. Dopo tre giorni di dibattito, il testo ha incassato 20 voti favorevoli (UV, CA, FI) e 14 astensioni (FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, Renaissance, AdC).
***
La manovra vale 273 milioni di euro — risorse accertate con il rendiconto generale dello scorso giugno — e destina l'intero importo a spese di investimento.
Di seguito i principali capitoli di spesa previsti dalla delibera:
- Turismo, sport e impianti a fune: 63 milioni di euro.
- Finanza locale: 59 milioni di euro (di cui 12,5 milioni destinati all'edilizia residenziale pubblica).
- Sanità: 25,5 milioni di euro (5 milioni per il ripiano del disavanzo dell'Usl e la parte restante per il piano di investimenti aziendali).
- Difesa del suolo e Protezione Civile: 23,7 milioni di euro.
- Agricoltura: 29 milioni di euro a sostegno delle imprese e dei Consorzi di miglioramento fondiario.
- Beni culturali e Scuola: 15,2 milioni di euro ai beni culturali e 9 milioni all'edilizia scolastica.
- Trasporti e Viabilità: 9,2 milioni di euro.
- Sviluppo economico e Ambiente: 9 milioni per mutui agevolati prima casa e centri storici; 5,7 milioni per i contributi alla mobilità elettrica.
- Terzo settore: 5,8 milioni di euro per la riqualificazione di Casa Berton ad Aosta, nuova sede del Coordinamento solidarietà Valle d'Aosta.













