La Festa di San Giorgio e San Giacomo, conosciuta anche come Festa dei Calabresi di Aosta, rappresenta da decenni uno degli appuntamenti più partecipati dell'estate cittadina, capace di unire tradizioni, gastronomia, musica e cultura in un momento di incontro tra la comunità calabrese e quella valdostana. Proprio per il valore simbolico che la manifestazione ha assunto negli anni, la LIPU – Delegazione di Aosta ha deciso di rivolgere una lettera aperta al Comitato organizzatore e, per conoscenza, al Comune di Aosta, proponendo una riflessione sul futuro della conclusione della festa e chiedendo di abbandonare i fuochi d'artificio ad alta rumorosità a partire dall'edizione 2027.
L'associazione ambientalista precisa di non essere contraria al momento conclusivo della manifestazione né allo spettacolo in sé. Il punto centrale riguarda invece i forti boati prodotti dai fuochi tradizionali, che, come ricorda la lettera, rappresentano per gli animali un segnale improvviso di grave pericolo. La LIPU sottolinea come gli effetti siano stati percepibili anche durante l'ultima edizione della festa, quando le esplosioni sono state udite in gran parte della città.
Nel documento vengono richiamati diversi studi scientifici sugli effetti dei fuochi d'artificio sull'avifauna. Secondo la LIPU, gli uccelli selvatici possono essere colpiti da improvvisi involi notturni, perdita dell'orientamento, collisioni contro edifici, vetrate, cavi e altre infrastrutture, oltre a un forte dispendio energetico in un momento della giornata normalmente dedicato al riposo. L'associazione cita inoltre ricerche che hanno evidenziato come, durante gli spettacoli pirotecnici, la frequenza cardiaca di alcuni uccelli possa aumentare da circa 50 a 170 battiti al minuto, con casi estremi nei quali il violento stress può provocare gravi danni cardiaci fino all'arresto cardiocircolatorio.
Altri studi, effettuati attraverso radar meteorologici, avrebbero documentato l'involo contemporaneo di centinaia di migliaia di uccelli, rimasti in volo per almeno 45 minuti e capaci di raggiungere quote di diverse centinaia di metri. Conseguenze che, osserva la LIPU, risultano ancora più gravi per i piccoli passeriformi, per gli animali giovani e per gli esemplari che si trovano ancora nel periodo riproduttivo o nei dormitori collettivi.
La lettera richiama però anche gli effetti sui comuni animali domestici. Cani, gatti e cavalli possono spaventarsi, tentare la fuga, smarrirsi o riportare ferite a causa del panico. Allo stesso tempo vengono ricordati i possibili disagi per persone anziane, bambini molto piccoli e soggetti particolarmente sensibili ai rumori improvvisi.
Accanto alla tutela degli animali, la LIPU pone l'attenzione anche sugli aspetti ambientali. I fuochi d'artificio, evidenzia l'associazione, producono emissioni di PM10, PM2,5, nanoparticelle, carbonio e residui di metalli impiegati per ottenere i diversi effetti cromatici. Secondo gli studi richiamati nella lettera, nelle ore successive agli spettacoli si registrano aumenti significativi di queste sostanze, soprattutto quando le condizioni meteorologiche non favoriscono la dispersione degli inquinanti.
Da qui nasce la proposta rivolta agli organizzatori. L'associazione suggerisce di sostituire i fuochi tradizionali con spettacoli di luci e musica, videoproiezioni, coreografie luminose o fontane scenografiche. Qualora un cambiamento immediato non fosse possibile, la LIPU indica come soluzione transitoria l'utilizzo esclusivo di fuochi a ridotto impatto acustico, privi degli artifici a prevalente effetto detonante, accompagnati da limiti sonori verificabili, durata contenuta e precise garanzie tecniche. La lettera ricorda inoltre che lo stesso Comune di Aosta ha già vietato i botti durante le festività di fine e inizio anno, richiamando quindi un orientamento già presente nelle politiche comunali.
Per rafforzare la proposta vengono citati esempi già adottati in altre realtà italiane. Il Comune di Sciacca ha rinunciato al tradizionale spettacolo pirotecnico estivo per limitare la sofferenza degli animali, mentre la festa patronale di Sant'Antonino a Susa utilizza da tempo spettacoli piromusicali a basso impatto sonoro.
L'iniziativa della LIPU si inserisce in un dibattito sempre più diffuso che coinvolge amministrazioni pubbliche, organizzatori di eventi e associazioni ambientaliste. Negli ultimi anni molte città stanno infatti valutando formule alternative ai tradizionali fuochi d'artificio, cercando un equilibrio tra il mantenimento delle tradizioni popolari, la tutela del benessere animale, la riduzione dell'inquinamento e la crescente sensibilità ambientale dell'opinione pubblica. Sul piano politico la richiesta apre un confronto anche sul ruolo degli enti locali nel promuovere eventi sostenibili; sul piano sociale richiama la necessità di conciliare momenti di festa e rispetto delle diverse sensibilità della comunità; sotto il profilo economico, infine, la scelta di nuove tecnologie per gli spettacoli potrebbe rappresentare un'opportunità di innovazione senza rinunciare al richiamo turistico della manifestazione.
La LIPU conclude la propria lettera dichiarandosi disponibile a incontrare gli organizzatori e il Comune di Aosta per individuare insieme soluzioni realmente meno impattanti. L'obiettivo, sottolinea l'associazione, non è eliminare il momento spettacolare che chiude la festa, ma trasformarlo in un simbolo di responsabilità e innovazione. Se accolta, la proposta potrebbe fare della Festa di San Giorgio e Giacomo un esempio di come le tradizioni possano evolversi senza perdere la propria identità, dimostrando che celebrare una comunità significa anche prendersi cura dell'ambiente, degli animali e della qualità della vita di tutti.













