C'è chi inaugura un pontificato con grandi discorsi programmatici e chi, invece, preferisce mettersi in cammino. Papa Leone XIV ha scelto la seconda strada e, in un'epoca in cui ogni gesto viene analizzato al microscopio, ha deciso che il suo primo viaggio pubblico non sarebbe stato in un grande centro istituzionale, ma al Santuario della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano, dove si è recato sabato 10 maggio 2025. Una scelta che dice molto del nuovo Pontefice e che, a distanza di oltre un anno, appare il filo conduttore del suo rapporto con la Vergine Maria.
L'omaggio mariano di Leone XIV ha attraversato continenti e culture tra il 2025 e il 2026, passando dall'Italia all'Africa, dalla Spagna ad altri Paesi, con una costante: affidare il proprio ministero alla protezione della Madre di Dio. Una linea pastorale che richiama la tradizione dei suoi predecessori ma che assume una fisionomia personale, fondata sulla semplicità dei gesti più che sulla spettacolarizzazione degli eventi. In fondo, per fare notizia oggi basta un selfie; il Papa, invece, ha preferito una preghiera.
La visita a Genazzano non è stata casuale. Il santuario, affidato ai religiosi dell'Ordine di Sant'Agostino, custodisce l'antica immagine della Madonna del Buon Consiglio, particolarmente cara alla spiritualità agostiniana e legata anche alla memoria di Papa Leone XIII. Accolto da alcune centinaia di fedeli, il Pontefice ha sostato in raccoglimento davanti all'altare e poi di fronte all'immagine della Vergine, recitando insieme ai presenti la preghiera composta da San Giovanni Paolo II. Al termine, dopo l'Ave Maria e il Salve Regina, ha spiegato il significato della sua presenza affermando di aver desiderato essere lì «in questi primi giorni del nuovo ministero che la Chiesa mi ha consegnato, per portare avanti questa missione come Successore di Pietro».
La storia dell'immagine della Madonna del Buon Consiglio contribuisce ad alimentarne il fascino. Si tratta di un affresco del XV secolo che, secondo una tradizione profondamente radicata nella devozione popolare, sarebbe giunto miracolosamente da Scutari, nell'attuale Albania. Un legame che aveva portato anche Giovanni Paolo II a visitare il santuario il 22 aprile 1993, pochi giorni prima del suo viaggio apostolico nel Paese balcanico.
Sul piano ecclesiale, la centralità di Maria nel primo anno di pontificato rappresenta un messaggio preciso. In una Chiesa chiamata a confrontarsi con tensioni interne, crisi internazionali e profonde trasformazioni culturali, il richiamo alla figura della Vergine diventa un invito all'unità e alla ricerca del dialogo. Non è una scelta politica nel senso stretto del termine, ma possiede inevitabilmente anche una dimensione pubblica: ricordare ciò che unisce, anziché ciò che divide, in un tempo in cui la polarizzazione sembra contagiare tutto, dalle istituzioni ai social network. Del resto, mentre il mondo litiga praticamente su qualsiasi argomento, almeno davanti alla Madonna il dibattito resta sorprendentemente civile. Per ora.
Anche dal punto di vista sociale, questi pellegrinaggi riportano l'attenzione sul ruolo dei santuari, luoghi che continuano ad attrarre migliaia di fedeli e che rappresentano un patrimonio spirituale, culturale ed economico per i territori che li ospitano. Il turismo religioso resta infatti una componente significativa dell'economia locale, capace di valorizzare tradizioni secolari e di mantenere vivo un tessuto comunitario che va ben oltre l'aspetto strettamente devozionale.
Il primo anno mariano di Papa Leone XIV racconta dunque un pontificato che ha scelto di partire dalle radici della fede, affidando il proprio cammino a Maria prima ancora di delineare ogni altro progetto. È un percorso che guarda alla tradizione senza rinunciare a parlare al presente, ricordando che, anche nell'epoca delle dichiarazioni a effetto e delle polemiche lampo, esistono ancora gesti silenziosi capaci di lasciare un segno più profondo. E forse è proprio questo il consiglio migliore che arriva da Genazzano: qualche volta, prima di parlare, conviene fermarsi a pregare. O, almeno, a riflettere. Non sempre ci riescono i politici, ma nessuno ha mai detto che i miracoli siano facili.










