Una macedonia di frutta fresca distribuita davanti a un ospedale può sembrare un gesto semplice, ma racchiude un messaggio preciso: la salute non si costruisce soltanto nei luoghi della cura, ma anche nelle scelte quotidiane, a partire dalla tavola. È questo il significato della giornata promossa da Coldiretti Valle d’Aosta, nell’ambito della mobilitazione nazionale organizzata da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, che ha coinvolto contemporaneamente 70 ospedali italiani.
Davanti all’Ospedale Parini di Aosta gli agricoltori di Campagna Amica hanno incontrato cittadini, pazienti e operatori sanitari per parlare di alimentazione consapevole, stagionalità e qualità dei prodotti. La distribuzione gratuita di frutta di stagione made in Valle d’Aosta e del materiale informativo è diventata un’occasione per riflettere sul ruolo dell’agricoltura nella tutela della salute pubblica, in un momento storico nel quale aumentano le preoccupazioni legate alla diffusione di modelli alimentari basati su cibi ultra-processati, bevande energetiche e prodotti con elevato contenuto di additivi.
La giornata è proseguita all’Hotel des États con un confronto partecipato tra rappresentanti del mondo agricolo, sanitario e istituzionale. Un dialogo che ha messo al centro una nuova idea di prevenzione: non soltanto diagnosi e cure, ma anche educazione, corretti stili di vita e valorizzazione delle risorse locali.
Il direttore generale dell’Azienda USL della Valle d’Aosta, Mauro Occhi, ha sottolineato come il sistema sanitario sia chiamato sempre più a «promuovere la salute per sostenere la longevità associata alla qualità della vita». La prevenzione, ha evidenziato, «comincia molto prima dell’accesso a un ambulatorio o a un ospedale» e una corretta alimentazione rappresenta uno dei suoi pilastri fondamentali. «Promuovere il consumo di prodotti freschi, stagionali e di qualità – ha aggiunto – significa contribuire concretamente alla prevenzione di numerose patologie e rafforzare il legame tra salute pubblica e territorio».
Sulla stessa linea l’intervento di Anna Maria Covarino, direttrice della Struttura complessa Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’Ausl Valle d’Aosta, che ha richiamato il valore scientifico delle scelte alimentari quotidiane. «Una corretta alimentazione rappresenta uno dei principali fattori di protezione e di mantenimento della nostra salute», ha spiegato, ricordando il ruolo della dieta nella prevenzione di patologie croniche come malattie cardiovascolari, diabete e alcune forme tumorali. Per questo, ha aggiunto, è necessario «promuovere un rapporto più consapevole con il cibo, privilegiando alimenti freschi, di stagione e poco trasformati».
Dal confronto è emersa con chiarezza la necessità di rafforzare la collaborazione tra agricoltura, sanità e istituzioni, riconoscendo che la filiera agricola locale non rappresenta soltanto un settore economico, ma anche un elemento strategico per la qualità della vita della comunità.
Un messaggio ribadito da Alessia Gontier, presidente di Coldiretti Valle d’Aosta, e da Roberto Bianco, direttore dell’organizzazione regionale. «Con questa iniziativa abbiamo voluto ribadire che il cibo sano è la prima medicina», hanno spiegato, evidenziando come sostenere le produzioni locali significhi «difendere il lavoro degli agricoltori e l’economia del territorio, ma anche promuovere stili di vita più sani e una prevenzione che parte dalla tavola».
L’iniziativa assume quindi anche un valore economico e sociale. In una regione come la Valle d’Aosta, dove agricoltura di montagna, tutela del territorio e identità locale sono strettamente collegate, promuovere il consumo di prodotti regionali significa sostenere una filiera fatta di imprese, lavoro e conoscenze tramandate nel tempo. Allo stesso tempo, significa affermare un modello di sviluppo nel quale la salute dei cittadini è legata alla qualità dell’ambiente, alla sostenibilità delle produzioni e alla capacità delle comunità di fare rete.
Il messaggio emerso dal Parini è dunque più ampio di una semplice campagna informativa: la prevenzione diventa una responsabilità collettiva e il cibo un elemento fondamentale di una strategia che unisce benessere individuale, economia locale e futuro del territorio.













