Con un documento, SUNIA Valle d’Aosta, SICET Valle d’Aosta e UNIAT Valle d’Aosta, le tre principali organizzazioni sindacali che rappresentano inquilini e assegnatari nel panorama nazionale e regionale, che hanno deciso di intervenire in modo unitario sul cosiddetto Piano Casa presentato dal Governo, parlano senza giri di parole di «forte preoccupazione in merito al Piano Casa presentato dal Governo», giudicando le misure annunciate «non in grado di fornire risposte adeguate alla crescente emergenza abitativa che coinvolge migliaia di famiglie, lavoratori, giovani e pensionati».
Il primo punto critico riguarda le risorse destinate all’edilizia residenziale pubblica. Secondo le tre sigle, infatti, «le risorse previste per il recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) appaiono largamente insufficienti». Il dato più contestato è quello dei numeri: i fondi spalmati su cinque anni permetterebbero il recupero di circa 30 mila alloggi, a fronte dei 60 mila indicati dallo stesso Governo e soprattutto di un fabbisogno che viene definito «ben più elevato», anche alla luce dei circa 100 mila alloggi pubblici oggi sfitti o non utilizzabili sul territorio nazionale.
Non meno delicato il capitolo relativo all’impostazione complessiva del Piano. Le organizzazioni degli inquilini segnalano il rischio di una deriva verso la valorizzazione economica del patrimonio pubblico: «Particolare preoccupazione destano le scelte che sembrano privilegiare la valorizzazione economica e la possibile vendita del patrimonio pubblico, il coinvolgimento predominante di operatori privati e l’adozione di strumenti che rischiano di non garantire un effettivo accesso alla casa alle fasce sociali più fragili».
Un passaggio che, nella lettura sindacale, segna una frattura netta tra politiche dell’abitare e logiche di mercato. Per SUNIA, SICET e UNIAT la priorità dovrebbe essere un’altra: «il rafforzamento dell’edilizia residenziale pubblica attraverso il recupero e la riqualificazione degli alloggi sfitti e inutilizzati, il rifinanziamento strutturale delle misure di sostegno all’affitto, il contrasto alla morosità incolpevole e l’attivazione di politiche capaci di favorire la locazione stabile a canoni sostenibili».
Tra i nodi più controversi c’è anche la scelta di intervenire sul sistema dei fondi. Le tre sigle denunciano infatti che il rifinanziamento del Fondo per la morosità incolpevole avverrebbe sottraendo risorse al Fondo per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione. Una decisione che, secondo loro, rischia di produrre un effetto domino: «penalizzare ulteriormente le famiglie in difficoltà, determinando un possibile incremento dei canoni di locazione e una minore disponibilità di risorse per la manutenzione e il recupero degli alloggi ERP».
Sul fronte sfratti, la posizione è ancora più allarmata. Le organizzazioni parlano di un possibile irrigidimento delle procedure in un contesto già delicato: «Il Governo sembra orientato ad accelerare le procedure per finita locazione in una fase in cui una quota crescente del patrimonio abitativo viene sottratta al mercato della locazione residenziale e destinata agli affitti brevi e alle case vacanza». Un fenomeno che, viene sottolineato, in Valle d’Aosta assume una dimensione particolarmente evidente, con l’effetto di ridurre ulteriormente l’offerta di case disponibili per residenti e lavoratori.
La conclusione della nota è un appello politico chiaro: apertura di un confronto stabile con le parti sociali. «SUNIA Valle d’Aosta, SICET Valle d’Aosta e UNIAT Valle d’Aosta ribadiscono la necessità di istituire un confronto permanente con le rappresentanze degli assegnatari», affinché le politiche abitative non vengano costruite solo secondo dinamiche di mercato ma partano dai bisogni reali delle famiglie.
Il messaggio finale è quasi programmatico: «Il diritto alla casa rappresenta un pilastro fondamentale della coesione sociale e richiede interventi strutturali, investimenti pubblici adeguati e una programmazione di lungo periodo».
Una presa di posizione netta, che rimette al centro un tema spesso trattato a colpi di annunci: la casa come diritto e non solo come asset economico.
SUNIA SICET UNIAT CHI SONO?
SUNIA: è il Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari.
In pratica rappresenta gli inquilini delle case in affitto e chi vive nell’edilizia pubblica (ERP). È uno dei sindacati storici degli inquilini in Italia.
SICET: è il Sindacato Inquilini Casa e Territorio.
Anche questo si occupa di tutela degli affittuari e delle politiche abitative, spesso collegato al mondo CISL.
UNIAT: è l’Unione Nazionale Inquilini Ambiente e Territorio.
Ha un’impronta più ampia: oltre alla casa, tocca anche temi sociali e territoriali legati all’abitare.
Sono tre organizzazioni diverse ma con lo stesso “campo di gioco”, cioè la difesa degli inquilini e del diritto alla casa, ed è per questo che spesso fanno comunicati unitari come quello sul Piano Casa













