La denuncia arriva netta e senza giri di parole da FP CGIL, SPI CGIL e Federconsumatori, che mettono sotto accusa una situazione ormai cronica attorno ai presidi ospedalieri. In una nota scrivono: “La difficoltà nel trovare parcheggio nei pressi degli ospedali della nostra regione continua a generare gravi disagi per cittadini e lavoratori, senza che ad oggi siano state adottate soluzioni concrete e strutturali.”
Un passaggio che fotografa bene il punto centrale: non si tratta di un’emergenza nuova, ma di un problema stratificato nel tempo e mai davvero affrontato. Il quadro diventa ancora più pesante quando si entra nel dettaglio sociale. Le tre organizzazioni sottolineano infatti che: “Da anni i cittadini segnalano come la carenza di stalli - inclusi quelli dedicati alle categorie fragili - rappresenti una criticità urgente. Persone anziane, persone con disabilità in carrozzina, genitori con passeggino sono costretti a lunghe ricerche di parcheggio con inevitabili ritardi per le visite mediche.”
Qui il tema non è più solo organizzativo: è accesso alle cure. E quando per arrivare a una visita medica serve tempo aggiuntivo solo per trovare un parcheggio, il diritto alla salute diventa più fragile. La nota non risparmia neppure il mondo del lavoro sanitario. FP CGIL, SPI CGIL e Federconsumatori evidenziano che: “Anche le lavoratrici e i lavoratori ospedalieri sono colpiti dal problema: il rischio di ritardi involontari è massimo nelle fasce orarie mattutine e nei cambi turno.”
E ancora: “L’insufficienza di spazi gratuiti nelle vicinanze li costringe a ricorrere agli stalli a pagamento, con tariffe eccessive - sproporzionate per strutture che erogano un servizio pubblico essenziale.” Un passaggio che apre una contraddizione evidente: chi lavora nel servizio sanitario pubblico finisce per pagare un costo privato per poterlo raggiungere.
E non si tratta solo di lavoratori e pazienti. Le organizzazioni allargano lo sguardo anche ai familiari: “Le stesse tariffe pesano su chi va semplicemente a fare visita a un familiare ricoverato, a maggior ragione in un periodo dove il caro vita incombe sulle famiglie.” Sul fronte delle proposte, la posizione è chiara e articolata. Le richieste avanzate da FP CGIL, SPI CGIL e Federconsumatori sono quattro:
- Prime due ore gratuite per i parcheggi nei pressi degli ospedali
- Stalli riservati all’emergenza documentata per accompagnatori di pazienti in Pronto Soccorso
- Aumento dei parcheggi per disabili vicino agli ingressi
- Ripristino dei 125 posti gratuiti per i dipendenti oppure riduzione degli abbonamenti
Nella chiusura della nota si ribadisce il senso politico della richiesta: “Le organizzazioni firmatarie chiedono alle amministrazioni competenti di individuare nuove modalità di gestione e regolamentazione delle aree di parcheggio in prossimità degli ospedali, aumentando gli stalli gratuiti e privilegiando chi si trova in condizioni di fragilità o necessità.”
Ma sul campo la realtà va anche oltre il tema tariffario. Attorno agli ospedali il problema non è solo “dove parcheggio l’auto”. È diventato “dove lascio qualsiasi mezzo”. E quando gli spazi non esistono, succede ciò che si vede ogni giorno: marciapiedi invasi, scooter accostati dove capita, biciclette legate alle ringhiere salvapedoni. Non per scelta, ma per assenza totale di alternative.
Il punto più grave è proprio questo: manca completamente una infrastruttura minima per la mobilità quotidiana. Non solo auto, ma anche bici e scooter. E così lo spazio pubblico si deforma, si stringe, diventa ostile soprattutto per chi dovrebbe essere protetto: anziani, persone con disabilità, genitori con passeggini. Il risultato è paradossale: un ospedale, luogo simbolo della cura, circondato da una condizione urbana che rende difficile perfino arrivarci.
Ed è qui che la denuncia sindacale trova il suo significato più forte: non si parla più solo di parcheggi. Si parla di accesso reale alla sanità.












