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FEDE E RELIGIONI | 25 maggio 2026, 08:00

Pentecoste, il Papa: “La guerra si vince con l’onnipotenza dell’amore”

Dalla Basilica di San Pietro, durante la Messa di Pentecoste, Papa Leone XIV ha lanciato un forte appello contro le guerre, la miseria e le divisioni del mondo contemporaneo. Davanti a cinquemila fedeli, il Pontefice ha indicato nello Spirito Santo la forza capace di trasformare la paura in speranza, la violenza in pace e la confusione in comunione

Pentecoste, il Papa: “La guerra si vince con l’onnipotenza dell’amore”

Il Papa ha parlato di un mondo ferito dai conflitti, dalle disuguaglianze e dalle divisioni, indicando però una strada diversa rispetto alla logica della forza e delle superpotenze. “Il male della guerra – ha affermato – viene vinto non da una superpotenza, ma dall’Onnipotenza dell’amore”. Parole che risuonano come un messaggio diretto alla comunità internazionale in un momento storico attraversato da tensioni e conflitti sempre più diffusi.

La Pentecoste, ha ricordato il Pontefice, rappresenta il compimento della Pasqua e il momento in cui lo Spirito Santo trasforma il Cenacolo, luogo della paura e del tradimento, nel grembo della rinascita della Chiesa. Da quel momento gli apostoli escono allo scoperto e iniziano ad annunciare il Vangelo a tutti i popoli.

Nel corso dell’omelia, Leone XIV si è soffermato su tre aspetti fondamentali dello Spirito Santo: pace, missione e verità.

Anzitutto lo Spirito è pace. Una pace che nasce dal perdono e conduce al perdono. Gesù, tradito, condannato e crocifisso, non risponde con la vendetta ma con l’amore, offrendo agli uomini la possibilità della riconciliazione universale. “Il Signore effonde lo Spirito della pace da un capo all’altro della storia”, ha sottolineato il Papa, ricordando che nessuno è escluso dalla redenzione.

Il secondo aspetto è quello della missione. La Chiesa, secondo il Pontefice, non deve limitarsi a custodire il Vangelo ma esserne protagonista viva nel mondo. “Noi siamo partecipi del Vangelo”, ha detto Leone XIV, spiegando che ogni credente è chiamato a testimoniare concretamente misericordia, speranza e fraternità.

Un passaggio particolarmente forte dell’omelia ha riguardato il rapporto tra il cambiamento e il progresso umano. Da una parte, ha osservato il Papa, esistono trasformazioni che “invecchiano il mondo tra errori e violenze”; dall’altra lo Spirito Santo suscita “nuove energie di vita”, capaci di trasfigurare la storia aprendola alla salvezza.

Infine il Papa ha parlato dello Spirito come forza della verità, quella che libera dalle ipocrisie, dalle faziosità e dalle mode che finiscono per oscurare il Vangelo. L’unità della Chiesa, ha spiegato, nasce proprio dalla verità vissuta nella coerenza quotidiana.

Durante la preghiera dei fedeli, recitata in diverse lingue, è stato rivolto un pensiero particolare ai governanti e ai popoli della terra affinché prevalgano il desiderio della giustizia, della fraternità e della pace.

In una Basilica Vaticana dominata dal rosso dei paramenti liturgici – colore simbolo del fuoco dello Spirito – la celebrazione si è conclusa con il Regina Caeli, quasi a ribadire il cuore del messaggio di Pentecoste: la Chiesa può essere davvero luce nel mondo soltanto se guidata dallo Spirito Santo.

Per leggere il testo integrale dell’omelia di Papa Leone XIV:
Vatican News – Omelia del Papa nella Messa di Pentecoste

red

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