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CRONACA | 06 maggio 2026, 14:14

Autopsia su Davide Suvilla: trauma cranico e toracico la causa della morte

I primi risultati dell’esame autoptico eseguito dal medico legale Roberto Testi indicano che Davide Suvilla è deceduto per un grave trauma cranico e toracico. La vicenda, avvenuta dopo un inseguimento della Polizia in Valle d’Aosta, vede ora cinque agenti della Squadra mobile indagati per omicidio colposo. La relazione definitiva sarà depositata in Procura entro 60 giorni

Autopsia su Davide Suvilla: trauma cranico e toracico la causa della morte

Dai primi esiti dell’autopsia effettuata questa mattina dal medico legale Roberto Testi, Davide Suvilla è morto a seguito di un trauma cranico e toracico. L’esame è stato disposto dalla Procura di Aosta nell’ambito dell’inchiesta aperta sulla dinamica del decesso dell’uomo, avvenuto la sera del 26 aprile scorso dopo un inseguimento con la Polizia in Valle d’Aosta.

Secondo la ricostruzione investigativa, Suvilla – residente nel Milanese – si trovava alla guida di un camion rubato da una cava quando è stato intercettato dalle forze dell’ordine. Nel corso della fuga sarebbe poi caduto dal mezzo, riportando le lesioni risultate fatali. I presunti complici, che viaggiavano con lui o lo seguivano a bordo di un’auto, erano riusciti inizialmente a dileguarsi ma sono stati successivamente arrestati poche ore dopo.

Per la sua morte risultano indagati cinque agenti della Squadra mobile di Aosta, iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo. L’iscrizione è un atto dovuto nell’ambito degli accertamenti sulla dinamica dell’inseguimento e sulle eventuali responsabilità operative.

All’esame autoptico, oltre al medico legale incaricato dalla Procura, erano presenti anche i consulenti nominati dalle difese degli agenti coinvolti, appartenenti ai due equipaggi che avevano partecipato all’inseguimento.

Sul caso è intervenuta l’avvocata Rachele De Stefanis, legale di una delle agenti indagate, che ha sottolineato come la difesa non abbia ancora avuto accesso completo agli atti: “Non abbiamo ancora visto le carte – ha dichiarato – ho ricevuto l’incarico ieri e la mia assistita non era alla guida del mezzo. La contestazione, seppur non ancora chiaramente delineata, riguarda un’ipotesi di omicidio colposo per fatto omissivo, ma per ora non sappiamo altro. L’inseguimento era del tutto legittimo, trattandosi di un mezzo rubato”.

La relazione definitiva dell’autopsia sarà depositata in Procura entro 60 giorni e costituirà uno degli elementi centrali per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e chiarire eventuali profili di responsabilità.

red

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