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ATTUALITÀ | 04 maggio 2026, 08:49

L’altra metà del cielo racconta

Sguardi, memorie e voce femminile nella nuova sfida teatrale del Gruppo Teatro Angrogna

L’altra metà del cielo racconta

C’è un teatro che non si limita a rappresentare, ma sceglie di interrogare. E quando lo fa con la delicatezza e insieme la forza dei racconti femminili, allora la scena si trasforma in uno specchio collettivo, capace di restituire riflessi scomodi e necessari. È questa la traiettoria scelta dal Gruppo Teatro Angrogna, che torna sul palcoscenico con un nuovo lavoro dedicato alla condizione delle donne, dopo aver attraversato – con sensibilità civile – i temi della Resistenza e delle migrazioni.

Il debutto in anteprima è fissato per venerdì 8 maggio alle 21.15 a Rore di Sampeyre, negli spazi dell’Associazione Lu Cunvent. Qui prenderanno vita “I Racconti dell’altra metà del cielo”, titolo che già contiene una promessa: dare voce a ciò che troppo spesso resta ai margini, o peggio, viene raccontato da altri.

Non è un caso che il percorso artistico della compagnia trovi oggi un approdo in questa narrazione corale. La memoria storica, già esplorata nei lavori precedenti, si intreccia qui con una memoria più intima e universale: quella delle esperienze femminili, tra silenzi, conquiste e resistenze quotidiane. Il teatro, ancora una volta, diventa luogo di passaggio tra passato e presente, tra parola e coscienza.

La regia porta la firma di Claudio Raimondo, presenza costante e riconoscibile del gruppo, affiancato dal supporto tecnico di Erica e Marco Rovara. In scena, un ensemble che unisce esperienza e sensibilità: Maura Bertin, Grazia Bordini, Marisa Sappé, Renato Peraldo e Jean Louis Sappé.

Dopo il debutto, lo spettacolo proseguirà il suo cammino con due repliche: il 16 maggio a Torre Pellice, presso la Sala Scroppo, e il 29 agosto a Moretta. Un itinerario che non è solo geografico, ma culturale: un invito a portare queste storie dentro comunità diverse, dove il teatro può ancora farsi occasione di confronto e consapevolezza.

In un tempo in cui il racconto pubblico sembra spesso appiattito su narrazioni rapide e superficiali, lavori come questo scelgono invece la lentezza dell’ascolto. E forse è proprio qui che risiede la loro urgenza: nel ricordarci che l’altra metà del cielo non è un’astrazione poetica, ma una realtà concreta che chiede – ancora oggi – di essere riconosciuta, raccontata e, soprattutto, ascoltata.

je.fe/edmo

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