Dal 1° aprile l’Ospedale regionale Umberto Parini ha riaperto la Stroke Unit (unità ictus), segnando un passaggio importante per la sanità valdostana e per la presa in carico dei pazienti colpiti da ictus cerebrale.
La nuova unità semintensiva, collocata al primo piano all’interno del reparto di Neurologia, diretto dal dottor Guido Giardini, dispone di quattro posti letto monitorati ed è progettata per garantire cure specialistiche nelle ore più delicate della fase acuta delle malattie cerebrovascolari.
Si tratta di una riapertura particolarmente significativa dopo gli anni della pandemia, quando la riorganizzazione dei percorsi ospedalieri e la carenza di personale avevano imposto la temporanea chiusura dei letti dedicati. In quel periodo, i pazienti con ictus venivano accolti in strutture come la Medicina d’Emergenza, la Rianimazione o l’Unità Coronarica e trasferiti in Neurologia solo dopo 48-72 ore, una volta stabilizzati. Oggi, grazie a un investimento mirato in risorse umane e competenze, i pazienti vengono presi in carico fin dalle prime ore direttamente in un ambiente dedicato.
La struttura è dotata di tecnologie avanzate: un sistema innovativo di monitoraggio dei parametri vitali con registrazione al letto del paziente e controllo a distanza, la possibilità di eseguire elettroencefalogrammi (electroencephalogram, elettroencefalogramma) direttamente in reparto, sistemi di ecodoppler per lo studio della circolazione cerebrale e nuovi letti con dispositivi antidecubito di ultima generazione. Strumenti fondamentali, considerando che molti pazienti possono sviluppare crisi epilettiche nella fase acuta o complicanze legate all’immobilità.
Ogni anno in Valle d’Aosta vengono trattati circa 220 pazienti con ictus, di cui una quota non trascurabile di turisti. La riapertura della Stroke Unit consentirà non solo di migliorare il percorso di cura dei residenti, ma anche di alleggerire la pressione su altre aree intensive e semintensive dell’ospedale.
«Questa riapertura rappresenta molto più di un ritorno alla normalità – sottolinea Giardini –. È il segno concreto di una crescita maturata anche attraverso le difficoltà degli ultimi anni. La pandemia ci ha imposto scelte difficili e la Neurologia è stato il primo reparto a convertirsi in area Covid ad alta intensità. Da quella criticità abbiamo acquisito esperienza, capacità organizzativa e consapevolezza clinica».
Un passaggio che segna anche un cambio di passo nella gestione dell’ictus, patologia tempo-dipendente in cui ogni minuto può fare la differenza. «Oggi ripartiamo più forti – prosegue Giardini – con una struttura moderna che ci permette di offrire ai pazienti cure ancora più tempestive e specialistiche. L’ictus è una patologia in cui il tempo è determinante: poter prendere in carico il paziente sin dai primi momenti in un ambiente dedicato significa migliorare ulteriormente la prognosi e ridurre il rischio di esiti invalidanti. È un passo avanti importante per tutta la regione».
La Neurologia del Parini parte già da risultati incoraggianti, con un tasso di mortalità a 30 giorni tra i più bassi d’Italia per i pazienti colpiti da ictus. L’obiettivo ora è ridurre ulteriormente le complicanze e implementare le tecniche diagnostiche e terapeutiche più innovative previste dalle linee guida nazionali e internazionali.
In prospettiva, la struttura potrà rafforzare la collaborazione con la rete ictus Piemonte–Valle d’Aosta e aprire nuove opportunità anche sul fronte della ricerca clinica, con la partecipazione a studi nazionali e internazionali. Un segnale chiaro di come, anche in un territorio di montagna, sia possibile coniugare prossimità delle cure e alta specializzazione.













