C’è un momento in cui il talento smette di essere promessa e diventa voce, suono, presenza. È quello che accadrà ancora una volta il 16 maggio 2026, quando l’Auditorium del Conservatoire de la Vallée d’Aoste aprirà le sue porte alla terza edizione del concorso musicale dedicato a Renato Angelucci, un’iniziativa che negli anni sta diventando un piccolo ma significativo laboratorio culturale per la Valle d’Aosta.
“Non è soltanto una competizione, ma un’occasione per crescere e incontrarsi”, raccontano gli organizzatori, mentre prendono forma i dettagli di un evento che mette al centro i giovani e la loro capacità di interpretare la musica come linguaggio universale. Promosso dal Lions Club Aosta Mont Blanc in collaborazione con il Conservatorio, il concorso si rivolge a un pubblico ampio e variegato: studenti delle scuole di musica della regione, allievi della SFOM, dei corsi bandistici, delle scuole medie a indirizzo musicale, del liceo musicale e anche giovani valdostani che studiano fuori regione.
È una mappa sonora che attraversa età e percorsi diversi, organizzata in quattro categorie, dai più piccoli fino ai 27 anni, con la possibilità, per chi se la sente, di mettersi alla prova anche in una categoria superiore. “Un modo per stimolare ambizione e confronto”, sottolineano, mentre il concorso si conferma non solo come vetrina, ma come spazio di crescita concreta, sostenuta anche da premi in denaro per i primi classificati.
Dietro le esibizioni, però, c’è una storia più profonda, fatta di memoria e di legami. “Crediamo che un concorso musicale rivolto ai giovani sia il modo migliore per tenere vivo il ricordo di Renato Angelucci”, spiega Renato Rovito, presidente del Lions Club Aosta Mont Blanc. “Renato faceva parte del nostro Club, di cui è stato anche presidente, e partecipava sempre con entusiasmo e impegno alle nostre iniziative. Allegro ed estroverso, amava la musica e la compagnia: per questo organizziamo un evento che sia anche un momento di amicizia e confronto, capace di dare un piccolo contributo ai giovani per coltivare la loro passione e valorizzare il loro talento”.
Parole che restituiscono il senso più autentico dell’iniziativa: non solo celebrare chi non c’è più, ma trasformarne lo spirito in opportunità per chi sta costruendo il proprio percorso. È in questa continuità tra memoria e futuro che il concorso trova la sua forza, diventando un appuntamento atteso nel panorama culturale locale.
“Per il Conservatoire è una collaborazione preziosa”, aggiunge Gianni Nuti, presidente del Conservatoire de la Vallée d’Aoste, sottolineando il valore di una sinergia che va oltre l’evento in sé. “Il concorso Angelucci contribuisce a rafforzare il legame tra istituzioni e territorio, stimolando la partecipazione dei giovani valdostani e promuovendo una cultura musicale viva e condivisa”.
E in effetti, ciò che emerge è proprio questa idea di cultura come pratica collettiva, come tessuto che si costruisce attraverso relazioni, occasioni e spazi di espressione. Il palcoscenico dell’Auditorium diventa così un luogo simbolico dove si incontrano storie personali, percorsi di studio e aspirazioni artistiche, sotto lo sguardo attento di una giuria composta da docenti, musicisti e rappresentanti del Lions Club.
“Ogni esibizione è un racconto”, osservano gli organizzatori, “perché dietro ogni giovane musicista c’è un percorso fatto di studio, sacrifici e sogni”. È proprio questa dimensione narrativa che trasforma il concorso in qualcosa di più di una semplice gara, rendendolo un’esperienza formativa a tutto tondo.
Le iscrizioni, aperte fino al 5 maggio 2026, rappresentano il primo passo di questo viaggio. “Invitiamo tutti i giovani musicisti a mettersi in gioco”, è l’appello che accompagna la pubblicazione del bando, con la consapevolezza che anche solo salire su quel palco può fare la differenza.
In un territorio come la Valle d’Aosta, dove la dimensione culturale si intreccia spesso con quella comunitaria, iniziative come questa assumono un valore particolare. Non solo perché offrono opportunità concrete, ma perché contribuiscono a costruire un’identità condivisa, capace di riconoscersi anche attraverso la musica.
E così, mentre le note iniziano già idealmente a risuonare tra le pareti dell’Auditorium, il concorso dedicato a Renato Angelucci si prepara a rinnovare il suo appuntamento con il futuro, affidandolo alle mani e al talento di una nuova generazione di musicisti.












