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Governo Valdostano | 27 febbraio 2026, 12:07

Nomine, lavoro e imprese: la Giunta mette mano a cultura, cantieri e start up

Dal Centro Studi Walser all’Agenzia dei segretari comunali, passando per 30 assunzioni stagionali nelle opere pubbliche, contributi ad artigiani di Cogne e Nus, la vetrina internazionale di SMAU e il sostegno all’UTMB 2026: la Giunta regionale disegna una settimana di provvedimenti tra identità, economia e promozione turistica

Nomine, lavoro e imprese: la Giunta mette mano a cultura, cantieri e start up

Diciamocelo: in Valle d’Aosta siamo tutti un po’ allenatori della Giunta regionale. Davanti a un caffè sappiamo sempre cosa si dovrebbe fare prima, meglio e con meno soldi. Poi però arrivano le delibere e, al di là delle simpatie politiche, vale la pena guardarle nel merito. Perché dietro le formule un po’ burocratiche si nascondono scelte che incidono davvero sulla vita di un territorio piccolo come il nostro.

Sul fronte delle nomine, l’Esecutivo ha designato Maria Norina Bieler quale componente del consiglio direttivo del Centro Studi e Cultura Walser della Valle d’Aosta, per un triennio, ai sensi della legge regionale 11/1997. Una scelta che richiama l’attenzione su una delle anime più identitarie della nostra regione: la cultura Walser, che non è solo folclore da cartolina ma memoria linguistica, architettonica e sociale. In tempi di globalizzazione accelerata, investire su questi presìdi culturali significa ricordare chi siamo, non chiuderci, ma sapere da dove partiamo.

Sempre in ambito istituzionale, e questa è una di quelle decisioni che interessano soprattutto gli addetti ai lavori ma che hanno ricadute concrete sui Comuni, la Giunta – d’intesa con il Consiglio permanente degli enti locali – ha designato Osvaldo Chabod nel Consiglio di amministrazione dell’Agenzia regionale dei segretari degli enti locali. Dietro la sigla un po’ tecnica c’è un nodo cruciale: il funzionamento delle nostre amministrazioni comunali. Perché senza segretari preparati e stabili, l’autonomia rischia di restare un principio scritto sulla carta.

Capitolo opere pubbliche. È stato approvato il piano 2026 per la manutenzione ordinaria nel settore delle opere di pubblica utilità, che consentirà l’assunzione fino a 30 lavoratori, per 150 giornate lavorative tra aprile e novembre. Non è la rivoluzione industriale, ma in una regione di dimensioni contenute anche 30 posti stagionali fanno la differenza, soprattutto se legati a interventi concreti sul territorio: sistemazioni, piccole manutenzioni, cura di spazi che spesso diamo per scontati finché non si deteriorano. E diciamolo con un filo di ironia: la manutenzione ordinaria è quella cosa che non fa notizia quando funziona, ma scatena tempeste social quando manca.

Sul versante sviluppo economico arrivano due segnali interessanti dal mondo dell’artigianato, che da noi non è solo economia ma identità produttiva. A un’impresa di Cogne è stato concesso un contributo in conto capitale di 65.720 euro, pari al 40% della spesa ammessa, per l’acquisto di un macchinario innovativo. A un’impresa di Nus, invece, via libera a un mutuo a tasso agevolato da 164.500 euro, pari al 64,01% della spesa ammessa. Numeri precisi, percentuali chirurgiche: dietro ci sono investimenti, rischio d’impresa e la volontà di restare competitivi anche in una regione di montagna. Se l’autonomia ha un senso economico, passa anche da qui: sostenere chi produce e innova senza delocalizzare.

Sempre in chiave di apertura, la Regione ha approvato la partecipazione alle fiere SMAU Parigi (14-16 aprile 2026) e SMAU Stoccolma (19-21 maggio 2026), con l’obiettivo di coinvolgere nove startup e PMI valdostane, insieme alle Pépinières d’Entreprises, selezionate tramite call pubblica. Qui il messaggio è chiaro: la Valle d’Aosta non può vivere solo di neve e formaggi, per quanto eccellenti. Portare le nostre giovani imprese a Parigi e Stoccolma significa misurarle con ecosistemi più grandi, farle uscire dalla comfort zone alpina. Poi certo, la sfida è che queste esperienze producano contatti e contratti, non solo foto con badge al collo.

Infine turismo e sport, binomio ormai strutturale. La Giunta ha approvato il progetto di sostegno all’immagine turistica della regione in occasione dell’HOKA UTMB Mont-Blanc, in programma dal 24 al 30 agosto 2026 sui versanti italiano, francese e svizzero del Monte Bianco, per una spesa massima di 37.000 euro. L’UTMB non è una semplice gara: è una vetrina globale per il territorio. Migliaia di trail runner, immagini che fanno il giro del mondo, storytelling sportivo che si intreccia con quello paesaggistico. Investire sull’immagine, in questo caso, significa capitalizzare su un evento che già di per sé attira attenzione internazionale.

Nel complesso, i provvedimenti raccontano una linea abbastanza coerente: tutela dell’identità culturale, attenzione al funzionamento delle istituzioni locali, piccoli ma concreti interventi sul lavoro, sostegno all’artigianato e apertura all’innovazione, promozione turistica legata ai grandi eventi. Si può discutere sulle priorità, sui tempi, sulle cifre – ed è sano farlo – ma emerge una trama che tiene insieme tradizione e competitività.

In una regione autonoma come la nostra, ogni delibera è anche un tassello di autogoverno. E forse la vera sfida non è soltanto decidere bene, ma far percepire ai cittadini che dietro le righe asciutte di un comunicato c’è una visione. Perché l’autonomia vive di scelte quotidiane, non solo di celebrazioni.

je.fe.

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