/ Aosta Capitale

Aosta Capitale | 26 febbraio 2026, 20:30

Aosta: Solidarietà alle Forze dell’Ordine, nel nome della democrazia

Il Consiglio comunale approva e sottoscrive un ordine del giorno di sostegno alle Forze dell’Ordine e di riaffermazione del diritto costituzionale a manifestare. Un atto istituzionale forte che condanna le violenze e difende, insieme, legalità e libertà

Aosta: Solidarietà alle Forze dell’Ordine, nel nome della democrazia

Ci sono momenti in cui le istituzioni sono chiamate a parlare con una voce sola. Non per uniformità, ma per responsabilità. Questa mattina, mercoledì 26 febbraio, il Consiglio comunale ha votato e sottoscritto l’Ordine del Giorno “Solidarietà alle Forze dell’Ordine e riaffermazione del valore del diritto costituzionale a manifestare”, compiendo un gesto che va oltre la ritualità amministrativa e tocca il cuore della convivenza civile.

Il provvedimento nasce alla luce dei recenti episodi di tensione verificatisi a Torino, in occasione della manifestazione legata alla vicenda del centro sociale Askatasuna, e a Milano, durante iniziative connesse agli eventi delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. In quelle circostanze si sono registrati momenti di forte tensione tra manifestanti e Forze dell’Ordine, con immagini che hanno lasciato il segno e acceso un dibattito che attraversa tutto il Paese.

Il Consiglio ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. L’Ordine del Giorno è stato approvato con un’ampia convergenza tra maggioranza e opposizione – con la sola astensione del gruppo di Fratelli d’Italia – a testimonianza di una visione condivisa su un tema che non può essere piegato alla contingenza politica. Quando si parla di sicurezza, legalità e diritti costituzionali, la misura delle parole e la fermezza degli atti diventano essenziali.

Nel documento si esprime una “ferma condanna per gli episodi di violenza verificatisi, così come per ogni aggressione ai danni delle Forze dell’Ordine e degli operatori dell’informazione”, ribadendo “la necessità di tutelare chi opera a servizio della collettività”. Parole chiare, che riconoscono il ruolo di uomini e donne in divisa chiamati ogni giorno a garantire ordine e sicurezza, spesso in condizioni difficili, talvolta ostili.

Chi vive il territorio, chi racconta la cronaca quotidiana, sa bene cosa significhi la presenza delle Forze dell’Ordine: pattuglie nelle notti d’inverno, interventi silenziosi, mediazioni pazienti, volti stanchi ma determinati. Dietro ogni uniforme c’è una persona, una famiglia, una scelta di servizio. E quando quella divisa diventa bersaglio di violenza gratuita, non è solo un corpo dello Stato a essere colpito, ma l’idea stessa di comunità.

Allo stesso tempo, l’atto approvato dal Consiglio non cede a letture semplicistiche. Con altrettanta chiarezza, il documento riafferma “il valore del diritto costituzionale a manifestare pacificamente”, riconoscendo nelle mobilitazioni civili “un momento fondamentale di partecipazione democratica che deve essere garantito e protetto nel rispetto della legalità e dei principi di convivenza civile”. È un passaggio decisivo: sicurezza e libertà non sono poli opposti, ma cardini dello stesso edificio democratico.

La forza di una democrazia sta proprio qui: nella capacità di difendere chi garantisce l’ordine pubblico e, insieme, chi esercita un diritto costituzionale. Senza violenza, senza sopraffazione, senza zone franche. Solo dentro il perimetro della legge e del rispetto reciproco.

Il Consiglio ha infine ribadito l’importanza di promuovere “una cultura del dialogo, del rispetto reciproco e della non violenza”, principi che non possono restare formule astratte ma devono tradursi in comportamenti concreti. È un richiamo che vale per tutti: istituzioni, cittadini, movimenti, forze politiche.

In tempi segnati da tensioni e polarizzazioni, questo voto rappresenta un segnale forte. Non una presa di posizione di parte, ma un atto di responsabilità collettiva. Perché sostenere le Forze dell’Ordine significa sostenere lo Stato di diritto. E difendere il diritto a manifestare significa credere nella vitalità della nostra democrazia.

Due facce della stessa medaglia. Due pilastri che reggono la casa comune.

pi.mi.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore