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CULTURA | 18 febbraio 2026, 08:49

Il giorno delle Ceneri, corpo e coscienza: quando il digiuno parla all’anima e alla salute

Dal rito antico del Mercoledì delle Ceneri alle nuove consapevolezze sul benessere fisico: la Quaresima come tempo di sobrietà, conversione e riscoperta del limite, in un mondo che fatica a fermarsi

Il giorno delle Ceneri, corpo e coscienza: quando il digiuno parla all’anima e alla salute

C’è una verità cristiana semplice e spesso dimenticata: la fede non separa mai l’anima dal corpo. Il Mercoledì delle Ceneri, con quel gesto umile e spoglio della cenere sul capo, ce lo ricorda senza sconti. “Ricòrdati che sei polvere” non è una minaccia, ma una liberazione: riconoscere il limite è il primo passo per aprirsi alla grazia. E la Quaresima, che da qui prende avvio, non è un tempo triste, ma un tempo vero.

Storicamente, questo giorno segnava l’inizio della penitenza pubblica e un’intensa preparazione dei catecumeni al Battesimo pasquale. Oggi non viviamo più quei riti nella loro forma originaria, ma il loro significato resta potentissimo. La cenere, simbolo austero ereditato dalle pratiche espiatorie dell’Antico Testamento, parla al credente di conversione, di ritorno all’essenziale, di un cammino che ha senso solo se conduce alla Risurrezione. Senza Pasqua, le Ceneri sarebbero un gesto vuoto.

Ed è proprio qui che entra in gioco il digiuno. Non come mortificazione sterile, ma come segno concreto di libertà. Ridurre il nutrimento del corpo, rinunciare a qualcosa di lecito, non è disprezzo della materia: al contrario, è un modo per rimettere ordine. Il cristiano digiuna per fare spazio, per sottrarsi – almeno per un tempo – alla logica dell’eccesso e della dipendenza che il mondo, e non di rado il Maligno, propone come normalità.

Ma c’è un aspetto che oggi non possiamo ignorare, e che rende il messaggio quaresimale sorprendentemente attuale: il digiuno fa bene anche al corpo. La scienza, senza voler “battezzare” la fede, conferma ciò che la tradizione cristiana intuisce da secoli. Pause alimentari controllate aiutano il metabolismo, riducono l’infiammazione, migliorano la sensibilità insulinica e favoriscono quei processi di rigenerazione cellulare che il nostro organismo attiva quando smettiamo di sovraccaricarlo. In un’epoca di iperalimentazione, di consumo compulsivo e di stress cronico, la sobrietà non è solo virtù spirituale: è prevenzione.

La Quaresima, allora, diventa anche una scuola di equilibrio. Digiunare non significa solo mangiare meno, ma vivere diversamente: meno rumore, meno distrazioni, meno superficialità. È rinuncia che educa, non punizione. È un atto di solidarietà verso chi la povertà non la sceglie, e insieme un allenamento interiore a riconoscere ciò che conta davvero.

Alla fine, corpo e spirito camminano insieme. La cenere ci ricorda da dove veniamo, il digiuno ci insegna a non essere schiavi, la Pasqua ci promette dove siamo diretti. In un mondo che corre senza misura, il Mercoledì delle Ceneri resta una provocazione potentissima: fermati, alleggerisciti, convertiti. Ne guadagnerà l’anima. E, forse, anche la salute.

je.fe.

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