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ATTUALITÀ | 09 febbraio 2026, 16:29

Safer Internet Day, Cittadinanzattiva: “Servono più tutele per la salute dei giovani online”

In occasione del Safer Internet Day, Cittadinanzattiva Valle d’Aosta rilancia l’appello alle istituzioni: bene l’innalzamento dell’età per accedere ai social, ma senza educazione digitale e regole più stringenti sui contenuti il rischio per bambini e adolescenti resta alto

Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva

Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva

La tutela della salute psicofisica dei più giovani nell’accesso alla rete e alle piattaforme social non può essere affidata a un solo intervento normativo. È questo il messaggio che Cittadinanzattiva Valle d’Aosta rilancia in occasione del Safer Internet Day, sostenendo la necessità di un impegno più strutturato e continuativo da parte delle istituzioni, della scuola e delle amministrazioni locali.

Il punto di partenza è il disegno di legge annunciato dalla vicepresidente della Commissione Cultura della Camera, Giorgia Latini, che prevede l’innalzamento a 15 anni dell’età minima per l’accesso ai social network, accompagnato da meccanismi più stringenti di verifica da parte delle piattaforme. Una proposta giudicata positivamente, ma non sufficiente.

Secondo Cittadinanzattiva, infatti, occorre affiancare al limite anagrafico ulteriori misure di tutela, a cominciare dalla regolamentazione dei contenuti che vedono protagonisti diretti bambini e adolescenti. Fenomeni come quelli dei baby influencer e dello sharenting espongono ragazzi e ragazze a dinamiche di pressione, giudizio e sovraesposizione fin dalla tenera età, con effetti potenzialmente gravi sul benessere emotivo e psicologico.

“Innalzare l’età di accesso ai social network potrebbe essere percepito dai più giovani come una misura restrittiva, se non accompagnata da un’azione capillare di formazione ed informazione sull’uso corretto dei social media, a partire dalle scuole”, sottolinea Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva.

“Per questo – prosegue Bizzarri – a distanza di un anno dall’interrogazione parlamentare (numero 3-01718) da noi sollecitata, torniamo a chiedere al Ministero dell’Istruzione e del Merito di intervenire nella premessa della legge n. 92/2019 istitutiva dell’educazione civica, integrandola con l’inserimento dell’educazione all’uso corretto dei social network, e istituendo la Consulta dei diritti e dei doveri del bambino e dell’adolescente digitale”.

Un impegno che, come ricorda anche Cittadinanzattiva Valle d’Aosta, deve tradursi in azioni concrete sui territori. Dal 2023 l’associazione è impegnata nella campagna “Il Costo della Bellezza”, promossa in collaborazione con Dove, per sensibilizzare scuole, famiglie e istituzioni sui rischi legati a un uso improprio dei social e sull’impatto crescente sulla salute mentale degli adolescenti, ormai sempre più vicino ai contorni di una vera emergenza sanitaria.

Grazie a questa iniziativa, dieci Comuni italiani – da Verona a Oristano, passando per realtà più piccole come Cascia, Letino o Venticano – hanno già approvato ordini del giorno e mozioni che impegnano formalmente le amministrazioni a mettere in campo politiche di tutela delle nuove generazioni. Un modello che, secondo Cittadinanzattiva Valle d’Aosta, potrebbe e dovrebbe essere esteso anche al contesto regionale.

“Ci auguriamo che si crei una rete sempre più forte ed articolata di soggetti che, ognuno con i propri strumenti e competenze, contribuisca a rafforzare una nuova cultura finalizzata a promuovere la cittadinanza digitale responsabile”, conclude Adriana Bizzarri.

Un messaggio che, in una regione piccola come la Valle d’Aosta, assume un valore ancora più forte: prevenzione, formazione e consapevolezza possono fare la differenza, soprattutto quando si parla di bambini e adolescenti cresciuti in un ecosistema digitale che corre molto più veloce delle regole.

pi.mi.

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