La Geriatria non è più solo una specialità medica, ma uno dei veri banchi di prova della sanità pubblica, soprattutto in una regione che invecchia rapidamente come la Valle d’Aosta. In questo contesto si inserisce l’ingresso di tre nuovi geriatri nella Struttura Complessa di Geriatria del presidio Beauregard di Aosta, un rafforzamento che va oltre il dato numerico e parla di modello di cura, competenze e continuità assistenziale.
Sono entrati in servizio i dottori Luca Vaccaro, Fiamma Burgassi e Francesca Lucchese, che vanno a potenziare l’équipe multidisciplinare dedicata alla presa in carico globale della persona anziana, uno degli elementi distintivi del reparto.
Un innesto che, come sottolinea il direttore della Struttura complessa, Franz De La Pierre, rappresenta un passaggio strategico: «L’arrivo di tre nuovi geriatri rappresenta un passo importante per consolidare ulteriormente il nostro modello di cura, centrato sulla presa in carico globale e multidisciplinare della persona anziana». Un modello che non si ferma alle mura dell’ospedale. «Il presidio Beauregard opera in stretta integrazione con l’Ospedale regionale e con la rete dei servizi territoriali – aggiunge – e poter contare su nuove competenze ed energie ci consentirà di rafforzare continuità assistenziale, appropriatezza clinica e qualità delle cure, a beneficio dei pazienti e delle loro famiglie».
Il rientro di professionalità formate fuori regione è uno dei segnali più significativi di questa fase. Luca Vaccaro, 39 anni, valdostano, ha scelto di tornare dopo un lungo percorso tra università e strutture sociosanitarie della Lombardia. «Sono nato ad Aosta e cresciuto a Saint-Vincent. Dopo la maturità scientifica ho studiato Medicina a Pavia, dove mi sono laureato nel 2013», racconta. Negli anni successivi ha lavorato in diverse RSA, frequentato un master in geriatria e un corso di ecografia internistica, fino alla specializzazione in Geriatria conseguita nell’ottobre scorso. «Ho scelto di rientrare in Valle d’Aosta innanzitutto per motivi professionali: poter lavorare in un reparto come quello del Beauregard, ben integrato in ospedale e nella rete territoriale, con un’équipe completa di professionisti, rappresenta un punto di forza anche per continuare a crescere». E poi c’è l’aspetto personale: «Tornare in Valle mi ha permesso di riavvicinarmi alla mia famiglia, un valore aggiunto importante».

da sx il Dott. Luca Vaccaro, la Dott.ssa Francesca Lucchese e la Dott.ssa Fiamma Burgassi
Porta invece un respiro internazionale Fiamma Burgassi, con una formazione maturata in Francia e un forte interesse per l’oncogeriatria. «Le mie origini sono toscane, ma ho sempre vissuto al Nord, a Torino. Dopo la laurea alle Molinette, un vento ancora più a Nord mi ha portata a Parigi», racconta. Sette anni vissuti nella capitale francese, la specializzazione in Geriatria alla Sorbona, un master in oncogeriatria e l’avvio dell’attività come dirigente medico. «Poi il desiderio di riavvicinarmi agli affetti familiari ha avuto la meglio. La scelta della Valle d’Aosta è stata naturale: una regione che riconosce il bilinguismo italo-francese e che lavora con la stessa metodologia che ho conosciuto in Francia». Al Beauregard, sottolinea, ha trovato «un luogo di cura all’avanguardia e un’équipe altamente professionale e profondamente umana, di cui oggi sono orgogliosa di far parte».
Anche Francesca Lucchese, valdostana, ha deciso di tornare dopo la specializzazione. «Sono nata ad Aosta e cresciuta a Saint-Vincent. Mi sono laureata in Medicina e Chirurgia nel 2021 all’Ospedale San Luigi di Orbassano e mi sono specializzata in Geriatria nel novembre 2025 alle Molinette», spiega. Il suo percorso di studi si è concentrato in particolare sui disturbi neurocognitivi, con una tesi sulle differenze di genere nella diagnosi e nel trattamento. «Durante la specializzazione ho trascorso sei mesi ad Aosta, entrando in contatto con un’équipe altamente preparata e con una gestione del paziente anziano a 360 gradi. È stato decisivo: è per questo che ho scelto di tornare».
Per l’Azienda USL Valle d’Aosta, l’ingresso dei tre nuovi specialisti rappresenta un investimento concreto su uno dei settori più delicati della sanità pubblica. Rafforzare la Geriatria significa migliorare la qualità delle cure, garantire continuità assistenziale e rendere sempre più solida l’integrazione tra ospedale e territorio. In una parola, prepararsi al futuro. E farlo con persone, prima ancora che con numeri.













