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CRONACA | 23 gennaio 2026, 13:45

Lago Lod a Chamois, la Cassazione conferma la condanna: un segnale chiaro per l’ambiente

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna all’ex sindaco di Chamois per il danno paesaggistico provocato dal parziale svuotamento del lago Lod. La vicenda, che aveva mobilitato residenti, turisti e associazioni ambientaliste, ribadisce l’importanza di tutelare i patrimoni naturali anche nei territori alpini più fragili

Mario Pucci sindaco di Chamois

Mario Pucci sindaco di Chamois

Lo scorso 15 gennaio, a Roma, si è tenuta l’udienza della Corte di Cassazione sul ricorso presentato dall’ex sindaco di Chamois, Mario Pucci, contro la condanna inflittagli dal Tribunale Penale di Aosta il 13 maggio 2025 per danno paesaggistico relativo al lago Lod, parzialmente svuotato durante la primavera del 2022. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna pecuniaria è stata confermata, chiudendo così definitivamente il procedimento penale.

“Questa sentenza conferma un principio fondamentale: il patrimonio naturale non è un bene sacrificabile e va tutelato con fermezza, soprattutto in territori fragili e preziosi come l’arco alpino”, commentano in forma congiunta Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte Valle d’Aosta, e Denis Buttol, presidente del Circolo valdostano. “Siamo soddisfatti che la giustizia abbia fatto chiarezza su una vicenda che ha profondamente ferito la comunità locale e tutti coloro che hanno a cuore il futuro del lago. Ringraziamo il Comitato Salvalod, i cittadini e le cittadine, i residenti e i tanti frequentatori di Chamois che si sono mobilitati per difendere questo luogo straordinario.”

La vicenda ha origine nel 2022, quando Legambiente aveva presentato un ricorso al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche per contrastare la realizzazione di un impianto idroelettrico alimentato dalle acque del lago Lod. Lo svuotamento parziale del lago, accertato dal Corpo Forestale, era stato causato dalla manipolazione della strumentazione che regola l’afflusso delle acque del Ru Novales al bacino. Il fatto aveva scatenato proteste immediate, con la costituzione del Comitato Salvalod e l’intervento dei cittadini e dei turisti, fino a convincere il concessionario a rinunciare all’utilizzo del lago per la centrale idroelettrica.

“Il lago Lod non è una semplice vasca, è un gioiello naturalistico, una conca incastonata tra le montagne sovrastanti Chamois, con flora e fauna che meritano rispetto e tutela”, spiegano ancora De Marco e Buttol. “Ora è essenziale guardare avanti: la Regione porti a termine nel minor tempo possibile gli interventi già finanziati per preservare l'equilibrio ecologico del lago. È un passo importante, che accogliamo positivamente.”

La condanna all’ex sindaco prevede l’ammenda per il danno paesaggistico, il pagamento delle spese processuali e un risarcimento da stabilirsi in sede civile a favore di Legambiente Valle d’Aosta. La sentenza della Cassazione ribadisce così il principio che chiunque, anche un amministratore locale, non può agire contro la legge e contro la tutela dei beni naturali senza conseguenze.

“Continueremo a vigilare affinché il lago Lod resti un patrimonio integro per le generazioni future e un simbolo del valore del paesaggio alpino e della sua tutela”, concludono i rappresentanti di Legambiente, sottolineando come la mobilitazione della comunità sia stata decisiva per difendere il lago e il territorio.

je.fe.

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