La FLC CGIL Valle d’Aosta accoglie con favore la bocciatura, da parte del Consiglio regionale, della risoluzione volta a disincentivare l’educazione affettiva, relazionale e sessuale nelle scuole valdostane. Si tratta di un segnale importante: la scuola non può e non deve diventare terreno di censura ideologica, né ostaggio di paure costruite ad arte.
L’educazione affettiva e sessuale non è propaganda, non è indottrinamento, non è uno strumento ideologico. È, al contrario, un elemento fondamentale del percorso educativo, indispensabile per il corretto sviluppo della persona, per la costruzione di relazioni sane e rispettose, per la prevenzione della violenza di genere e di ogni forma di discriminazione.
In un Paese che continua a registrare dati drammatici su femminicidi, violenze domestiche e disuguaglianze, pensare di vietare o ostacolare questi percorsi educativi è una scelta miope e irresponsabile, con ricadute anche legate alla violenza tra pari e pericolosi episodi di bullismo. Altro che proibire: l’offerta formativa sull’educazione affettiva e sessuale dovrebbe essere rafforzata e resa strutturale, non lasciata alla casualità o al solo impegno dei singoli istituti o docenti.
Come FLC CGIL Valle d’Aosta ribadiamo che è giusto riconoscere l’autonomia delle scuole e dei collegi docenti, ma l’autonomia non può tradursi in disuguaglianza. Ogni scuola, in ogni territorio, dovrebbe garantire un’offerta educativa minima e qualificata sull’educazione affettiva, relazionale e sessuale, assumendosene pienamente la responsabilità come parte integrante della propria missione educativa.
I modelli virtuosi non mancano come in Svezia, dove l’educazione sessuale è obbligatoria da decenni e contribuisce alla diffusione di una cultura del consenso e del rispetto o in Germania o Francia dove questi percorsi sono considerati parte essenziale della formazione civica e personale, non un tabù da rimuovere.
Di fronte a queste esperienze consolidate, le proposte del Governo e della destra reazionaria volte a vietare, ostacolare o delegittimare l’educazione affettiva e sessuale appaiono per ciò che sono: risposte ideologiche, regressive e scollegate dalla realtà sociale e dai bisogni delle giovani generazioni.
La scuola deve educare, non censurare. Deve formare persone libere, consapevoli, capaci di riconoscere e rifiutare la violenza, non riprodurre stereotipi e silenzi.
Difendere l’educazione affettiva e sessuale significa difendere il futuro, la dignità delle persone e una società più giusta.












