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ECONOMIA | 12 gennaio 2026, 12:00

Inverno che corre: lo sci trascina l’economia valdostana

La stagione invernale 2025/2026 in Valle d’Aosta parte con il piede giusto. Fino al 6 gennaio 2026 si registrano quasi 1,18 milioni di primi ingressi (+11% sulla scorsa stagione) e un fatturato vicino ai 50 milioni di euro (+13%). Crescono affluenza, investimenti e attrattività internazionale: lo sci si conferma motore economico decisivo per la Regione.

foto repertorio

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L’inverno valdostano ha acceso i motori e, numeri alla mano, sta correndo forte. La stagione 2025/2026 segna un avvio più che positivo, consolidando il ruolo centrale dello sci nell’economia regionale e, allo stesso tempo, nella struttura sociale delle vallate. Non solo settimane bianche e turismo di passaggio: qui parliamo di lavoro, investimenti, occupazione e tenuta complessiva del territorio.

I dati aggiornati al 6 gennaio 2026 raccontano una crescita solida. Dall’apertura di Cervinia, a fine ottobre, fino all’Epifania, i comprensori valdostani hanno registrato un’affluenza record: i primi ingressi sfiorano quota 1.180.000 sciatori, con un incremento dell’11% rispetto alla stagione precedente e del 16% sulla media dell’ultimo triennio. Non è un rimbalzo casuale, ma un trend strutturale che conferma la competitività della Valle d’Aosta sui mercati internazionali degli sport invernali.

Sul fronte economico, il segnale è altrettanto netto. Il fatturato complessivo dei comprensori sfiora i 50 milioni di euro, segnando un +13% rispetto all’anno precedente e addirittura un +22% sulla media delle ultime tre stagioni. Questi numeri non si esauriscono nei tornelli: sono la base di un indotto che coinvolge alberghi, ristorazione, servizi, artigianato, professioni e commercio. Ogni skipass è un pezzo di PIL che si distribuisce nelle valli.

Alla base di questo risultato non c’è la fortuna, ma un lavoro di preparazione molto concreto. La gestione dei comprensori ha puntato su qualità e affidabilità: condizioni delle piste curate, impianti efficienti, capacità di programmazione dell’innevamento, servizi più attenti alle esigenze di famiglie e turisti stranieri. L’esperienza dello sciatore conta, e quando è positiva i flussi tornano e crescono.

Il buon andamento riguarda sia i grandi comprensori sia le stazioni più piccole, che in molti casi rappresentano presidi sociali oltre che turistici. Qui hanno pesato strumenti mirati di promozione e fidelizzazione. Il Magic Pass a 100 euro ha raddoppiato i numeri rispetto alla scorsa stagione (+100%), mentre lo Stagionale Azzurro a 200 euro, riservato ai residenti, ha registrato un aumento del 18% rispetto al 2024/2025. Segnali chiari: prezzi accessibili e politiche intelligenti allargano la base degli utenti e mantengono viva la pratica dello sci tra i valdostani.

Il messaggio politico ed economico arriva diretto anche dalle istituzioni. «Il successo di questi primi mesi di apertura — sottolineano l’Assessore ai Trasporti Luigi Bertschy e l’Assessore al Turismo Giulio Grosjacques, insieme al presidente dell’Associazione Valdostana Impianti a Fune (AVIF) Ferruccio Fournier — conferma la validità degli importanti investimenti già realizzati e di quelli in fase di programmazione. Potenziare gli impianti a fune significa garantire la tenuta economica delle nostre valli, generare occupazione e sostenere tutto l’indotto turistico, dalle strutture ricettive alla ristorazione fino alle attività professionali artigianali e commerciali.»

Tradotto: lo sci, in Valle d’Aosta, non è solo sport o immagine, ma infrastruttura economica strategica. Ogni euro investito negli impianti a fune produce valore lungo una filiera ampia, e tiene in vita comunità di montagna che senza turismo invernale sarebbero molto più fragili. Accanto ai numeri dell’affluenza ci sono quelli – altrettanto concreti – dei lavoratori stagionali, dei giovani impiegati nel settore e delle imprese locali che vivono grazie alla stagione bianca.

Questo avvio di stagione 2025/2026 manda quindi un segnale chiaro: la Valle d’Aosta è competitiva, attrattiva e capace di giocare la partita internazionale degli sport invernali. Ora la sfida è trasformare il buon inizio in una stagione piena, continuando su qualità dell’offerta, sostenibilità degli impianti e integrazione tra turismo, mobilità e servizi. Ma, per una volta, si può dirlo senza cautela: l’inverno è partito bene, e l’economia lo sta sentendo.

pi.mi.

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