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ECONOMIA | 23 febbraio 2026, 12:59

Occupazione in crescita, ma resta la sfida della qualità del lavoro

L’occupazione valdostana mostra segnali di dinamismo trainati dalla stagione turistica invernale, ma la difficoltà nel reperimento di personale qualificato e la forte stagionalità dei contratti continuano a pesare sulla stabilità del mercato del lavoro. Filcams richiama imprese e istituzioni a un confronto sulla qualità dell’occupazione, contro precarietà e dumping contrattuale

Cinzia Bonetto, segretaria Filcams CGIL Valle d'Aosta

Cinzia Bonetto, segretaria Filcams CGIL Valle d'Aosta

L’occupazione cresce, ma la vera partita del lavoro in Valle d’Aosta non sembra giocarsi sul numero dei posti disponibili, bensì sulla loro qualità e stabilità. È una crescita che corre su un filo sottile, sospesa tra la necessità delle imprese di trovare personale e la difficoltà strutturale di costruire un mercato del lavoro attrattivo e duraturo.

Lo conferma il Bollettino del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e ANPAL relativo a gennaio 2026, che fotografa un avvio d’anno sostenuto soprattutto dalla stagione turistica invernale e dai settori dei servizi, della ristorazione e del commercio. Il quadro valdostano presenta però caratteristiche peculiari rispetto al contesto nazionale, con una minore presenza di figure ad alta specializzazione e una domanda di lavoro fortemente influenzata dalla stagionalità.

In questo scenario la posizione di Filcams CGIL Valle d'Aosta è chiara: la crescita occupazionale non basta se non si accompagna a un miglioramento delle condizioni di lavoro. Le imprese, osserva il sindacato, risultano sempre più “a caccia di competenze”, ma il territorio fatica a trattenere professionalità proprio perché il modello occupazionale resta fragile.

Uno dei nodi strutturali riguarda la forte stagionalità dei contratti. La diffusione di rapporti di lavoro a termine o legati ai picchi turistici genera un sistema in cui l’occupazione cresce e si riduce con andamento ciclico, limitando la possibilità di progettare percorsi professionali stabili. A questo si aggiunge il tema del dumping contrattuale, fenomeno che il sindacato indica come una delle criticità principali del mercato locale.

“La competizione non può giocarsi sulla riduzione delle tutele”, sottolinea Filcams, richiamando l’attenzione sull’uso diffuso di contratti intermittenti o in deroga in alcuni settori. Secondo l’organizzazione sindacale, queste pratiche finiscono per comprimere salari e diritti, alimentando una dinamica di concorrenza al ribasso che rischia di indebolire l’intero sistema produttivo.

Un ruolo fondamentale nel tessuto economico regionale è svolto dai lavoratori immigrati, componente essenziale soprattutto nel terziario e nei servizi alla persona. Il loro contributo garantisce continuità a molte attività economiche e sociali, ma cresce la preoccupazione che possano diventare il segmento più esposto alla precarietà o all’utilizzo improprio di forme contrattuali meno garantite.

Il sindacato sollecita quindi un confronto più strutturato con le associazioni di categoria e con le istituzioni, spostando il dibattito dalla semplice copertura dei posti vacanti alla costruzione di un modello occupazionale diverso. Non si tratta soltanto di riempire le carenze di organico, ma di rafforzare la qualità del lavoro attraverso formazione professionale, applicazione piena dei contratti collettivi nazionali e valorizzazione delle competenze.

La prospettiva indicata è quella di un territorio che non fondi la propria competitività su salari bassi o su condizioni contrattuali meno protette. Al contrario, la sfida è costruire un sistema economico capace di coniugare sviluppo e diritti, investendo su stabilità occupazionale, crescita professionale e dignità del lavoro.

Per la Valle d’Aosta, la questione non è solo quante persone lavorano, ma come lavorano e quale futuro possono immaginare nel territorio in cui vivono. La risposta a questa domanda potrebbe determinare la capacità della regione di trattenere competenze, giovani e valore economico nel medio e lungo periodo.

je.fe.

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