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ECONOMIA | 18 febbraio 2026, 11:46

La multa arriva sull’applicazione del telefonino: chi non lo sa paga i costi accessori

Cos’è SEND? È la nuova infrastruttura digitale realizzata da PagoPA S.p.A. insieme al Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che offre alle Pubbliche Amministrazioni un sistema standard per rendere più semplice, efficiente, sicura ed economica la notificazione con valore legale di atti amministrativi

La multa arriva sull’applicazione del telefonino: chi non lo sa paga i costi accessori

Non è ancora obbligatorio per tutte le Pubbliche Amministrazioni, ma rappresenta il nuovo standard per la notifica digitale degli atti amministrativi, con l’obiettivo di centralizzare e rendere più efficienti le comunicazioni a valore legale (multe, tributi, ecc.). Le PA devono aderire per inviare notifiche digitali, riducendo tempi e costi, con l’integrazione di pagoPA.

Notifiche digitali tramite SEND: cosa devono sapere i cittadini

L’obiettivo è rendere la gestione delle comunicazioni pubbliche con valore legale – come, ad esempio, verbali di contestazione al Codice della strada, avvisi di pagamento, avvisi tributari o altre comunicazioni della Pubblica Amministrazione – più rapida e tracciabile.

Cosa cambia per i cittadini?

Gli atti non saranno più inviati direttamente per posta, ma depositati digitalmente sulla piattaforma SEND. Il cittadino riceverà una notifica che non contiene l’atto, bensì un link (anche tramite QR code) per accedere a SEND e visualizzare o scaricare il documento.

La notifica sarà inviata tramite App IO, via posta elettronica o SMS, in base ai dati di contatto registrati su SEND o sull’App IO.

Come gestire i documenti in modo completamente digitale

Domicilio digitale: è necessario disporre di un indirizzo PEC (ad esempio registrato nell’Indice Nazionale dei Domicili Digitali – INAD o INI-PEC) oppure indicare altri dati di contatto digitali direttamente sulla piattaforma SEND. L’accesso avviene tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE).

L’App IO (ioapp.it) consente di ricevere notifiche, visualizzare documenti e pagare eventuali importi.

Se non si dispone di contatti digitali

Chi non utilizza l’App IO o non ha registrato i propri dati sulla piattaforma SEND riceverà la notifica tramite raccomandata A.G., con spese a proprio carico. Anche in questo caso la raccomandata contiene solo il link all’atto depositato su SEND.

Dopo l’accesso alla piattaforma, il documento potrà essere consultato. In alternativa, è possibile richiedere una copia cartacea dell’atto presso uno dei punti di ritiro ufficiali SEND (ad esempio CAF o altri partner), con pagamento dei relativi costi.

La “digitalizzazione” all’italiana rischia dunque di far pagare balzelli in più a tutti, specialmente a coloro che fanno più fatica con smartphone, app e computer.

Per evitare sovrapprezzi non resta che scaricare sul cellulare l’App “IO” (ma serve lo SPID o la Carta d’identità elettronica) e, una volta attivata, cliccare su “Servizi” e, con pazienza, scorrere tra decine di voci fino a trovare “Send – notifiche digitali”, che deve essere attivata per riceverle sul telefonino.

A questo punto sembrerà di “risparmiare” su future contravvenzioni o altri pagamenti, anche se in realtà si pagherà come prima, evitando solo ulteriori sovrattasse.

La digitalizzazione all’italiana è arrivata anche nel Comune di Aosta, che utilizza la piattaforma SEND (Servizio Notifiche Digitali) per le notifiche dei verbali del Codice della strada a partire dall’estate 2024, in conformità agli obblighi normativi.

La digitalizzazione è veramente una manna dal cielo?

Pagare le tasse, compilare moduli, fare il 730 e così via, senza dover stampare fogli su fogli, uscire di casa, andare alla posta o in banca perdendo giornate intere, è davvero un sollievo. Ma bisogna comunque fare attenzione a non lasciare indietro le persone più anziane.

Un esempio recente è piuttosto esplicativo: ad Alfredo Lutzu, ottantaseienne di Campi Bisenzio, è stata recapitata una busta verde con una multa all’interno, ma non è riuscito in alcun modo a pagarla. Dentro la busta c’era solo un foglietto con le istruzioni per scaricare il verbale, non il verbale stesso.

Bisognava avere l’App IO o strumenti simili e inquadrare il codice QR. Un’altra opzione era aprire un link per cercare i centri più vicini tramite i quali pagare la sanzione. Il problema, però, è a monte: chi non ha uno smartphone, come nel caso di Lutzu, non ha alcun modo di procedere.

Il signor Alfredo si è sentito impotente: “Non ho smartphone né App IO: cosa faccio?”

Alla fine l’anziano ha agito nel modo più umano possibile, chiedendo aiuto alla titolare di un negozio della zona. La quale ha fatto sapere che non era affatto la prima volta che si trovava di fronte a una situazione del genere e ha lanciato un appello: “Non dobbiamo perdere di vista l’intelligenza umana. Tale modalità rende complesso l’accesso a un atto ufficiale, rischiando di compromettere la possibilità di pagare il verbale in misura ridotta, entro i cinque giorni previsti, spesso esauriti nel tentativo di comprendere come reperire il contenuto della sanzione”.

Insomma, chi possiede uno smartphone può fare tutto in due minuti con pagoPA, ma c’è chi non ha alcun modo di procedere per i più svariati motivi. La velocità dei cambiamenti, sia tecnologici sia economici, troppo spesso crea un divario difficile da colmare tra i soggetti più fragili della popolazione. In un mondo che corre veloce, ci si dimentica di pensare in modo umano e sociale a quelli che veloci non vanno.

Bruno Albertinelli

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