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Salute in Valle d'Aosta | 11 gennaio 2026, 12:55

Ospedale di comunità J. B. Festaz: questa mattina l’inaugurazione. Ora la sanità valdostana ha davvero una struttura in più

Platea piena, operatori sanitari, amministratori, cittadini: segno che questa struttura non nasce nel silenzio, ma nel vivo di un’attenzione collettiva.

Ospedale di comunità J. B. Festaz: questa mattina l’inaugurazione. Ora la sanità valdostana ha davvero una struttura in più

Questa mattina ad Aosta non si è tagliato soltanto un nastro: si è aperta una struttura nuova, concreta, che parla di sanità di prossimità. All’interno del J.B. Festaz è stato inaugurato l’Ospedale di Comunità, venti posti letto dedicati ai pazienti fragili e alla bassa intensità clinica, finanziati con fondi PNRR e pensati per garantire continuità tra ospedale e territorio.

Alla cerimonia, dopo la Messa celebrata dal Vescovo Franco Lovignana, erano presenti il Presidente del J.B. Festaz Ruggero Meneghetti, il Direttore generale dell’Azienda USL Massimo Uberti e l’Assessore regionale alla Sanità Carlo Marzi. Platea piena, operatori sanitari, amministratori, cittadini: segno che questa struttura non nasce nel silenzio, ma nel vivo di un’attenzione collettiva.

La convenzione ventennale tra Festaz e USL è ora operativa. L’avvio dei ricoveri è previsto per febbraio 2026, dopo la fase finale di organizzazione interna e definizione del personale sanitario coinvolto.

Meneghetti, comprensibilmente soddisfatto, ha ricordato come il progetto sia nato nell’autunno 2021 e sia stato portato a compimento rispettando tempi e vincoli PNRR, fatto tutt’altro che banale di questi tempi. Ha sottolineato anche il valore della collaborazione con l’Azienda USL: «Non un edificio in più, ma un servizio in più per i cittadini valdostani». E oggi, di fronte alla struttura finalmente aperta, la frase suona ancora più concreta.

Uberti ha ribadito l’obiettivo principale: creare un filtro intelligente rispetto al Pronto soccorso, offrire ricoveri brevi per pazienti stabilizzati che non hanno bisogno dell’ospedale per acuti ma non possono essere lasciati soli a casa. La gestione clinica sarà affidata ai medici di medicina generale e di continuità assistenziale, rafforzando il ruolo del territorio: una scelta culturale precisa, non solo organizzativa.

L’Ospedale di Comunità svolgerà varie funzioni: dimissioni protette, recupero funzionale dopo eventi acuti, sostegno alla domiciliarità, presa in carico delle fragilità, coordinamento tra sanitario e sociale. In altre parole, il contrario del “parcheggio”: un luogo dove si accompagna la persona nel percorso di cura.

Il tassello si inserisce nella rete composta dalle Case della Comunità e dalla Centrale Operativa Territoriale. Vista nel suo insieme, la sanità valdostana sta spostando l’asse dall’ospedale unico per acuti verso un modello più diffuso e vicino alle persone. Ora, però, arriva la parte più difficile: farla funzionare. Servono personale, medici coinvolti davvero, protocolli chiari e continuità gestionale.

Questa mattina, comunque, un dato era evidente: la struttura è pronta e la comunità valdostana se ne è riappropriata, entrando, guardando, chiedendo. Non è poco, in un tempo in cui la sanità fa spesso rima con liste d’attesa e frustrazione.

Da oggi l’Ospedale di Comunità J.B. Festaz non è più solo un progetto, una delibera o una convenzione: è un luogo che esiste. La politica sanitaria regionale ci ha messo la firma, ora dovrà metterci anche la responsabilità della gestione quotidiana. Perché qui passeranno fragilità vere, storie vere, famiglie vere.

je.fe.

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