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FACEBOOK | 11 gennaio 2026, 17:29

I chiarimenti del Presidente del Consiglio Valle allo Chez Nous dal titolo sgarbo istituzionale

Scrive Stefano Aggravi: Dato che la polemica vale la domenica, ho pensato di scriverti… Buon lavoro…

Stefano Aggravi

Stefano Aggravi

"Caro Direttore,

spiace constatare che anche tu abbia scelto di inserirti nella polemica. Lo dico senza astio: lo capisco, perché la polemica fa notizia e talvolta consente anche di spostare su altri accuse che restano tali e che, francamente, parlano da sole.

Mi dispiace però che tu lo abbia fatto senza essere presente ieri alla cerimonia (o forse eri ben nascosto…). Se ci fossi stato, avresti potuto constatare di persona la reale capienza della sala e comprendere che non si trattava di una “scusa”, ma di un dato oggettivo. Avresti potuto ascoltare gli interventi, coglierne il senso, valutarne i contenuti. Avresti potuto, insomma, esprimere un giudizio su ciò che è stato detto e fatto, anziché limitarti a rilanciare una polemica costruita sul “quando c’ero io” (per semplificare).

Non c’è stata alcuna dimenticanza, alcuna svista, né tantomeno la volontà di rimuovere o sminuire chi ha rivestito in passato il ruolo di Presidente del Consiglio regionale. Tutti hanno svolto un lavoro importante, così come i vari membri degli uffici di presidenza passati o gli stessi consiglieri regionali dal 1946 ad oggi. Ma proprio per questo fatico a comprendere perché tanto clamore: ieri non si celebravano le singole persone, bensì la memoria istituzionale. E la memoria istituzionale non si misura con l’elenco dei nomi, ma con il senso e il valore delle istituzioni nel loro percorso storico.

A questo proposito, permettimi una considerazione che va oltre la polemica contingente. Quando si fa riferimento ai Presidenti del Consiglio del passato, occorrerebbe anche ricordare – e distinguere – i ruoli. Il Presidente del Consiglio Valle nominato dal CLN nel 1946 non coincide con la figura che oggi porta la stessa denominazione. Era un ruolo che, di fatto, assommava le funzioni che oggi sono proprie sia del Presidente del Consiglio sia del Presidente della Regione (per semplificare). È una differenza tutt’altro che banale. La corretta continuità istituzionale delle due figure, così come le conosciamo oggi, si affermerà negli anni successivi con le prime libere elezioni del Consiglio Valle e che per l’appunto sarà ricordato nel relativo anniversario. Se si vuole davvero celebrare l’Autonomia, il Consiglio e la democrazia parlamentare, occorre anche avere cura della precisione storica e della corretta lettura dell’evoluzione delle nostre istituzioni. Diversamente, ci si ferma alle denominazioni, utili magari alla polemica, ma povere di significato.

Mi dispiace, sinceramente, per quanto hai scritto anche per un altro motivo: se fossi stato presente, avresti potuto chiedere, confrontarti, fare polemica – se lo ritenevi – di persona. Sarebbe stato sicuramente meglio. Perché ciò che contava ieri non erano le persone, la mia per ultima, ma il luogo: un luogo restituito simbolicamente alla comunità, là dove tutto è iniziato e senza il quale oggi non saremmo ciò che siamo. Questo, a mio avviso, conta più delle facce – passate o presenti – della politica valdostana.

Resto invece sinceramente soddisfatto per le tante persone che hanno partecipato alle visite pomeridiane e che hanno potuto vedere con i propri occhi l’Aula attuale del Consiglio regionale, comprendendo direttamente come funzionano le nostre istituzioni. È stata, quella sì, una risposta concreta e positiva a polemiche e strali vari.

Come ho già detto, faremo tesoro delle critiche in vista delle prossime celebrazioni. Ma senza rinunciare al senso delle cose, che viene prima della polemica.

Un augurio di buon lavoro,

Stefano Aggravi".

Per chi non avesse letto lo Chez Nous

red

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