Il giudizio dell’U.P.P.I. Valle d’Aosta sulla legge di bilancio 2026 del Governo Leoni è netto e senza mezzi termini: per il settore immobiliare si tratta di un provvedimento povero, privo di visione e distante dalle reali esigenze del territorio. Nessuna misura concreta per contrastare il caro affitti e l’emergenza abitativa, nessuna risposta alle proposte presentate dall’Unione Proprietari Immobiliari al Governo. La casa, sostengono Mochet e Dujany, non è al centro dell’agenda politica: “Il Governo sembra più impegnato a colpire gli affitti brevi, considerati responsabili dell’overturism, che a garantire abitazioni dignitose per chi vive e lavora in Valle,” commenta l’avvocato Adolfo Dujany, segretario dell’U.P.P.I. Valle d’Aosta.
Per i professionisti e i proprietari di immobili, le conseguenze sono tangibili. La legge introduce, per la terza casa affittata a breve termine, il regime del reddito d’impresa e l’apertura della partita IVA. “Molti lavoratori e professionisti non possono diventare imprenditori per legge, né vogliono farlo. La riduzione della soglia al terzo immobile azzera la libertà dei locatori privati e aumenta la burocrazia, con un gettito minimo per lo Stato,” spiega Jean-Claude Mochet, presidente U.P.P.I. Valle d’Aosta.
Il risultato previsto non lascia dubbi: meno turismo nei comuni di media montagna, meno reddito per le famiglie, più case vuote e incremento del sommerso. La legge non incentiva le locazioni per residenti, stagionali o studenti universitari e peggiora un quadro già difficile. Un esempio evidente arriva dal Comune di Châtillon, dove l’IMU sulle seconde case è passata dal 7,6 al 8,2 per mille nel 2026, con un incremento complessivo stimato in oltre centodiecimila euro rispetto all’anno precedente. “Si pensa alla casa come a un bancomat, senza considerare l’effetto sulla vita quotidiana delle persone,” commenta Dujany.
Per dare al lettore un colpo d’occhio immediato sull’impatto della legge, un grafico comparativo mostra l’andamento delle tasse e il caro affitti per studenti e famiglie: l’aumento dell’IMU a Châtillon, il costo medio degli affitti per universitari (520 € al mese) e la scarsità di alloggi disponibili – pochi e costosi – raccontano una realtà che le parole da sole non rendono. Il grafico evidenzia, in modo visivo e immediato, come la politica fiscale e la mancanza di interventi mirati penalizzino chi vive e lavora in Valle.
Secondo l’U.P.P.I., il rischio è evidente: “Trasformare un proprietario con tre alloggi turistici in imprenditore è destinato al fallimento,” sottolinea Mochet, “e le conseguenze ricadranno sul territorio, non sulle casse dello Stato.” In sintesi, la legge di bilancio 2026 non affronta l’emergenza abitativa e, anzi, crea ostacoli burocratici aggiuntivi per i locatori privati, mentre lascia invariata la pressione fiscale sulle seconde case.
L’appello dei vertici dell’U.P.P.I. Valle d’Aosta è chiaro: serve un cambio di passo, politiche lungimiranti e attenzione reale alle esigenze del territorio, per evitare che la crisi immobiliare diventi sistemica. Dujany e Mochet concludono: “Non si può continuare a parlare di sviluppo turistico e coesione sociale ignorando il cuore pulsante della Valle: le case di chi ci vive.”













