Il Jackpot del SuperEnalotto ha superato i 100 milioni di euro, diventando il secondo montepremi più alto al mondo e riportando al centro dell’attenzione un fenomeno che da anni divide tra sogno e allarme sociale. Dal 1997, anno di nascita del gioco, i Jackpot vinti sono stati 118, con cifre che in alcuni casi hanno superato ogni immaginazione, fino al record dei 371,1 milioni di euro del febbraio 2023.
In questo scenario nazionale, la Valle d’Aosta resta un’eccezione statistica. Insieme al Molise, è l’unica regione italiana a non aver mai registrato una vincita con il “6”. Un dato che potrebbe apparire marginale o persino curioso, ma che in realtà non significa affatto una minore diffusione del gioco. Anche sul territorio valdostano le ricevitorie continuano a registrare giocate regolari e, sempre più spesso, il canale online intercetta nuovi utenti, ampliando il bacino di chi tenta la fortuna.
A livello nazionale, il 47 per cento dei Jackpot è stato centrato di sabato, segno di una concentrazione delle puntate nel fine settimana. La Campania guida la classifica delle vincite con 19 “6”, 14 dei quali nella sola provincia di Napoli, mentre Liguria e Basilicata figurano tra le regioni con una sola vincita. La Valle d’Aosta, invece, resta ferma a zero, ma non per questo estranea alle dinamiche economiche e sociali legate al gioco d’azzardo.
Negli ultimi anni, infatti, anche in regione si è rafforzata l’attenzione sui costi sociali della dipendenza da gioco. La ludopatia colpisce trasversalmente fasce diverse della popolazione e si manifesta spesso in modo silenzioso, tra debiti, isolamento e difficoltà familiari. I Jackpot milionari, amplificati mediaticamente, alimentano l’illusione di una svolta improvvisa, spingendo molte persone a giocare più del previsto, nella convinzione che la probabilità, prima o poi, possa premiare anche loro.
Il paradosso è evidente: mentre lo Stato incassa risorse ingenti dal gioco legale, i territori si trovano a gestire le conseguenze sociali e sanitarie della dipendenza. In una regione piccola come la Valle d’Aosta, dove le reti familiari e comunitarie sono più strette, gli effetti della ludopatia rischiano di essere ancora più pesanti e visibili, anche se spesso restano sommersi.
Il superamento dei 100 milioni di euro di Jackpot non dovrebbe quindi essere letto solo come una notizia da record, ma come l’ennesimo segnale di un sistema che prospera sull’azzardo e sulla fragilità. La Valle d’Aosta non ha mai festeggiato una vincita milionaria, ma paga comunque il prezzo di un gioco che promette molto e restituisce pochissimo. Ed è proprio da qui che dovrebbe partire una riflessione più netta: il gioco d’azzardo non è un’opportunità, ma un rischio sociale che merita una condanna chiara e politiche di prevenzione più coraggiose.













