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CRONACA | 30 settembre 2025, 10:41

Molti gli aspiranti, pochi gli eletti

La lunga lista degli esclusi eccellenti alle regionali sembra un vangelo laico della politica valdostana: in tanti hanno bussato alla porta del Consiglio, ma pochi sono stati ammessi al banchetto

Molti gli aspiranti, pochi gli eletti

Molti i chiamati, pochi gli eletti. La parabola evangelica calza a pennello sul dopo-voto in Valle d’Aosta. Le urne hanno distribuito seggi come ostie rare, lasciando una folla di aspiranti fuori dalla chiesa del potere. Da ex presidenti a segretari di partito, da assessori uscenti a consiglieri navigati, l’elenco degli esclusi eccellenti è lungo e impietoso, un vero e proprio rosario politico recitato con il grano dell’amarezza.

Gli esclusi eccellenti

Urne spietate: una valanga di volti noti resta fuori dal Consiglio. C’è chi aveva già pronto il discorso, chi il tailleur e chi la giacca della grande occasione. Ma niente da fare: porte chiuse.

Cronache semiserie dal teatrino regionale: la prima fila degli “eccellenti” bocciati è quella dell’Union Valdôtaine. Luciano Caveri, assessore agli Affari europei ed ex presidente della Regione, questa volta non ha trovato il passaggio segreto per rientrare in aula. Lo accompagna Roberto Barmasse, ex assessore alla Sanità, travolto più dai voti mancanti che dalle polemiche pandemiche. Cristina Machet, ex presidente del mouvement, ha dovuto fermarsi a un passo: prima dei non eletti, che è un po’ come arrivare quarti alle Olimpiadi. E Roberto Rosaire? Lui torna al pubblico pagante.

Passando ad Avs-Rete civica, la consigliera di parità Katya Foletto non ha trovato la parità… almeno con i numeri. Manuela Nasso si consola con l’album dei ricordi. Nel Pd la falce non ha risparmiato nessuno: giù Malacrinò, Cretier, Padovani, il segretario Tonino e persino l’ex segretaria Timpano. Altro che partito, sembra un condominio svuotato.

Gli Autonomisti di Centro? Fuori Di Marco, Restano, Brunod, Planaz e Luboz. Un “restano” che… non resta.

Il centrodestra non ride: in Fratelli d’Italia Lorenzo Aiello rimane ai box, mentre Noi Moderati perde il suo Orlando Navarra (moderato persino nei voti). In Forza Italia-La Renaissance si spegne la nota del cantautore Philippe Milleret e si chiude anche il sipario per Gerandin, Ganis e Chatrian. Peggio ancora in casa Lega: gli uscenti Lavy, Foudraz, Sammaritani e Distort sono stati messi in quarantena dagli elettori.

E le liste sotto il quorum? Qui il funerale politico è doppio: Valle d’Aosta Aperta chiude con Erika Guichardaz, Daria Pulz ed Elisa Tripodi fuori dai giochi. In Valle d’Aosta Futura, addio a Diego Lucianaz e ad Adriana Vierin.

Un bollettino da campo di battaglia. Ma mentre gli “esclusi eccellenti” leccano le ferite, i “fortunati eletti” entrano in aula con sorrisi a trentadue denti e promesse grandi come il Monte Bianco. Resta da vedere se sapranno essere protagonisti o se finiranno a fare tappezzeria: perché, si sa, tra eccellenti esclusi e comparse incluse il passo è breve.

pi.mi.

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